L’attore pone l’accento, definendosi arrabbiato, sulla Rai per la mancanza di un film del regista nel palinsesto
Grottammare, considerata la perla dell’Adriatico, ha ospitato l’attore Ninetto Davoli in occasione della proiezione del film “Uccellacci e uccellini” in visione mercoledì 13 luglio per la rassegna “Cinema in giardino”. Organizzata da Caterina Di Girolamo, la rassegna, ha avuto inizio il 1 luglio e terminerà il 31 agosto.
Nella conferenza stampa tenutasi nel palazzo Comunale di Grottammare, il sindaco prof. Enrico Piergallini, presente l’attore Ninetto Davoli, ha commentato: «non speravamo nella tua presenza e fino all’ultimo abbiamo dubitato ma ora sei con noi per celebrare Pier Paolo Pasolini, come autore di saggi che sono ancora attuali. Quindi non sarà una commemorazione» – ha precisato il sindaco – «sarà occasione per avere da Ninetto Davoli notizie di cosa è stato Pier Paolo. Inoltre avere noi l’opportunità per interloquire con una persona che lo ha conosciuto da vicino. Un autore e regista, Pasolini, che sempre di più è diventato per la mia generazione una icona della letteratura. Se ripercorriamo la storia degli intellettuali italiani dal Medioevo ai giorni nostri, si fa fatica a trovare un intellettuale poliedrico come Pasolini. Dobbiamo ritornare indietro nel tempo a D’Annunzio e prima ancora a Dante».
In Italia Pasolini non è considerato dalla tv di Stato
L’attore Davoli nel ringraziare Piergallini per le belle espressioni ha voluto ribattere: «per il centenario di Pasolini sono stato in Germania, in Portogallo, ove è ancora molto apprezzato. Mentre in Italia, pur essendo stato invitato da molte televisioni, non ci sono mai andato perché essere ospite a una trasmissione Rai e parlare per soli dieci minuti o un quarto d’ora a me non basta. Sono arrabbiato con loro, in particolare con la Rai, televisione di Stato. Non ha un film di Pier Paolo in qualche palinsesto, questo mi addolora molto e c’è una ipocrisia spaventosa. Pier Paolo non lo hanno mai voluto accettare!».
Il sindaco ha risposto affermando: «quando Pasolini pubblicò delle poesie si parlò di scandalo. Era un libretto e si capì che sarebbe stato un autore scandaloso, ma ovviamente fu anche invidiato da chi non aveva la stessa conoscenza. Pasolini ha trovato poi produttori per i suoi film. Le ricorrenze rischiano la retorica ma sempre in base a come vengono interpretate. I Santi si ricordano nelle ricorrenze e la parola Santo» – ha concluso Piergallini – «non è sbagliato attribuirla anche a Pier Paolo Pasolini».
Ricordi su Totò
Riguardo i film fatti con Totò, Ninetto Davoli ne ricorda con nostalgia tre. Tra cui “Uccellacci e uccellini” del 1966 in quanto dopo qualche anno il “Principe De Curtis” (alias Totò) morì. «Fui pervaso da entusiasmo quando Pasolini mi disse che avrei lavorato con Totò, avevo 16 anni e mezzo. All’inizio mi sentivo in soggezione a recitare accanto al “Principe” ma presto anche lui si sciolse e compresi che era una persona di grande umanità. Non nascondo che Totò mi confidò che inizialmente si sentì anche lui in soggezione dinanzi “all’intellettuale” Pasolini che lo avrebbe diretto. Ricordo che Totò nei suoi film era abituato a improvvisare le sue battute, mentre in questo fu costretto a rispettare il copione e le indicazioni del regista».
“Uccellacci ed uccellini”
Ninetto Davoli, classe 1948 ha al suo attivo oltre 70 film e 20 serie di episodi in televisione. Il film “Uccellacci ed uccellini“, del 1966, è la storia di Marcello (Totò) e suo figlio Ninetto (Davoli) che vagando nella campagna e nella periferia romana, incontrano un corvo che racconta la storia di due fraticelli, Ciccillo e Ninetto, impersonati dai due attori, ai quali San Francesco ha ordinato di evangelizzare i falchi e i passeri. Le riprese furono effettuate ad Assisi, a Tuscania nei pressi di Viterbo e a Roma Fiumicino, all’epoca piena campagna.
In questo film, come ha accennato Davoli, Totò fu costretto a rispettare le battute del copione. Venne doppiato da Oreste Lionello e Pasolini escluse Carlo Croccolo, che in genere doppiava tutti i film del Principe De Curtis. Si ha notizia che la produzione fu costretta a cambiare il corvo perché più volte il volatile cercò di cavare gli occhi a Totò.
Giancarlo Cocco
Foto © Palcoscenico, Giancarlo Cocco













