Ricordato dai media italiani durante tutto il mese di luglio è stata festeggiata in tre appuntamenti diversi che si sono snodati nel mese
Ad aprire le danze del centenario di E.B. Clucher è stata Roma, sua città natale, che ha omaggiato il regista Enzo Barboni in un’intensa cerimonia svoltasi nella sala della Protomoteca del Campidoglio.
Tanti i contenuti dell’evento, su iniziativa dell’onorevole Fabrizio Santori, che ha lanciato l’idea, raccolta da tutta l’Assemblea capitolina, di celebrare la lunga carriera cinematografica del noto regista romano, in un appuntamento dal titolo “Il Centenario di E.B. Clucher – Da “Miracolo a Milano” a “Lo chiamavano Trinità” e oltre: lo straordinario percorso di un uomo di cinema”. Assegnato nell’occasione un premio alla memoria e annunciato l’avvio dell’iter per l’intitolazione di un via nell’Urbe. Commozione da parte del figlio Marco Tullio, sceneggiatore e scrittore, e della nipote Ginevra, fotografa e regista, che ha presentato il teaser del suo docu-film “Ogni giorno trovato. Mio nonno in arte E.B. Clucher”.
Stesso titolo evento e formula di presentazione della carriera e della vita di Enzo Barboni anche a Venezia, a metà mese. L’organizzazione è stata a cura dell’Associazione culturale Occhio dell’Arte Aps, con il patrocinio del Grupo Consular de América Latina, in collaborazione con l’Associazione veneziana albergatori (che ha omaggiato il figlio Marco Tullio di una targa di ringraziamento per ricordare la visita lagunare).
A concludere il ciclo di celebrazioni, a fine mese, è stato infine il Friuli Venezia Giulia. A Fiume Veneto (Pn), con il patrocinio del Comune e la collaborazione dell’Associazione fiume crea, la galleria Euroom ha organizzato l’ultima serata omaggio prevista per ricordare il grande regista scomparso.
Ricordi e aneddoti
Gli ospiti in tutti gli incontri hanno potuto “toccare” dal vivo una storia di grande cinema, legata indissolubilmente a successi cinematografici internazionali, a partire dall’intramontabile cult “Lo chiamavano Trinità”, proprio recentemente restaurato. A raccontare la vicenda di famiglia è stato ovunque il figlio di E.B. Clucher, Marco Tullio, che del padre è stato a lungo collaboratore, prima come aiuto regista e poi come sceneggiatore. Tra ricordi di vita, fotografie, aneddoti dai set e la presentazione del teaser del docu-film “Ogni giorno trovato. Mio nonno in arte E.B.Clucher” di Ginevra Barboni, le iniziative, ad ingresso libero, sono state moderate dalla giornalista della Stampa estera Lisa Bernardini. A lei il compito di dialogare con Marco Tullio, autore anche del libro “Matusalemme Kid. Alla scoperta di un cuore bambino” (Paguro Edizioni), dedicato proprio al padre Enzo Barboni e a Bud Spencer.
Marco Tullio Barboni ha affascinato il pubblico raccontando aneddoti nascosti legati ai set del padre e vissuti in prima persona fin da bambino. Ha svelato dettagli, particolari, episodi di film famosi che sono sconosciuti al grande pubblico poiché relativi al back stage. Inoltre ha descritto l’importanza magica di alcuni incroci del caso che hanno portato alla creazione di amatissimi capolavori di cinema. Non solo “Trinità”.
Collaborazioni internazionali
Da operatore di cinegiornali, ad assistente operatore, operatore alla macchina, direttore della fotografia e poi regista di successi internazionali (di cui “Lo chiamavano Trinità” è sicuramente la svolta di carriera, creando di fatto la celebre coppia artistica Bud Spencer/Terence Hill). Di Enzo Barboni sono stati sottolineati ovunque tutti i meriti artistici, che lo hanno portato a lavorare con firme importanti (come Fred Zinneman, Nicholas Ray, Stanley Kubrick, Robert Wise, Richard Fleischer, William Wyler, Sergio Corbucci, Al Kantor Steno, Michele Lupo…) e a entrare in contatto con attori come Charlton Heston, Clark Gable, Kirk Douglas, Sofia Loren, Gina Lollobrigida, Vittorio De Sica, Totò, Tomas Milian, Franco Nero, Jean Sorel, Joseph Cotten.
Soprattutto, sono state evidenziate anche le oggettive qualità umane. Enzo Barboni ha infatti creato opportunità di lavoro per generazioni di “artigiani del cinema”, come lui stesso amava definirsi, ed è emerso chiaramente dai racconti una straordinaria gavetta del mestiere, che gli ha poi consentito di esprimere rapporti lavorativi di simpatia ed empatia con chiunque abbia avuto a che fare con lui.
Concludiamo il ricordo di Enzo Barboni/E.B. Clucher con una frase che ripeteva spesso: “Il cinema è il più grande giocattolo del Mondo”.
Ginevra Larosa
Foto © Eco del cinema, Uff. stampa Barboni
Video © Eurocomunicazione













