European Business Summit 2022, il ruolo dell’Unione europea in un Mondo multilaterale

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European Business Summit 2022, il ruolo dell'Unione europea in un mondo multilaterale

Nei due giorni di dibattiti si sono discusse le sfide attuali dell’Europa. Crisi energetica e ambientale, digitalizzazione, riposizionamento geopolitico sono al centro dell’agenda

Energia, ambiente, digitalizzazione e ruolo geopolitico, l’Unione europea deve affrontare le sfide di un Mondo in continuo cambiamento. Questi e altri fondamentali aspetti sono stati dibattuti nei due giorni di European Business Summit, tenuto presso l’Egmont Palace di Bruxelles. Il panel ha messo insieme oltre 250 personalità della politica, imprenditoria, accademia e società civile. Tema di questa edizione, “Verso un’Unione più green, integrata e sicura?”.

Crisi energetica e climatica

European Business Summit 2022«Il momento è cruciale, non solo in Europa ma in tutto il Mondo», apre i due giorni il padrone di casa Arnaud Thysen, direttore generale dello European Business Summit. Oltre alla guerra in Ucraina, che ha portato alla conseguente crisi energetica, c’è sempre l’incombente minaccia di un disastro ecologico. «Dobbiamo unirci e trovare soluzioni innovative alle sfide globali. Anche la Cop 27 a Sharm el-Sheikh ha dimostrato la necessità di multilateralismo e decisioni condivise. In questo senso l’Europa deve rimanere protagonista».

European Business Summit 2022«L’Ue ha risposto in maniera rapida e decisa per contrastare l’aumento dei costi dell’energia», rivendica Ursula von der Layen, presidente della Commissione europea, in apertura dei lavori. «Per tenere le case al caldo e le industrie in funzione abbiamo sostituito l’80% del gas russo e riempito le riserve del 95% prima dei tempi stabiliti. L’inverno è al sicuro, ma i prezzi sono alti. Molte aziende hanno preso decisioni dolorose, dobbiamo far sì che questa situazione non sia permanente».

È stata concessa maggiore flessibilità anche ai singoli Stati dell’Unione, «ma non basta. Bisogna mantenere alta la competitività, stimolare gli investimenti, assicurare alle imprese più solidità. Un’Europa forte ha bisogno di aziende forti».

Digitalizzare la transizione sostenibile

Transizione green e digitale devono andare di pari passo, per ridurre significativamente le emissioni di un quinto entro il 2030. Diventa prioritario espandere e modernizzare la rete energetica, accelerando gli investimenti per obiettivi sostenibili.

De-carbonizzare il trasporto su strada, navale e aereo potrà incoraggiare un sistema accessibile, secondo le disposizioni dello European Green Deal. Le prime risposte stanno arrivando, conferma Margarethe Vestager, vicepresidente della Commissione un’Europa pronta per l’era digitale. Ma ancora si deve migliorare, con un approccio più incentrato sui consumatori e allo stesso tempo vantaggioso anche per le imprese.

Mercato digitale

European Business Summit 2022Norme come il Data Act, il Cyber Resilience Act, l’Artificial Intelligence Act, rientrano nell’obiettivo Ue di costruire un ecosistema online integrato, efficiente, sicuro e competitivo. La chiave è il bilanciamento tra innovazione e regolamentazione. «L’integrazione sarà accelerata, specialmente da una prospettiva digitale», commenta Roberto Viola, capo della direzione generale della Commissione Reti di comunicazione, contenuti e tecnologie. «La trasformazione dell’atteggiamento verso il digital marketing è radicale, i tempi per legiferare si sono ridotti notevolmente».

«La strategia europea sui dati è creare un mercato interno genuino, dove tutte le parti possano trarre benefici», dichiara Anna Ludin, della Commissione Reti di comunicazione. È importante anche perfezionare la raccolta dati «concentrandoci sulla condivisione e la protezione secondo un approccio contestuale», aggiunge Alexandre de Streel, direttore accademico di CERRE, think tank con sede a Bruxelles. «Negli Stati Uniti il 90% dei dati è gestito dalle aziende. Secondo me, la sovranità digitale è connessa alla protezione della crescita economica», chiude Philip von Brockdorff del Comitato economico e sociale europeo e vicepreside dell’Università di Malta.

Agricoltura

European Business Summit 2022L’estate trascorsa ha visto ondate di calore e siccità come mai negli ultimi cinquant’anni. Contemporaneamente, la guerra in Ucraina ha messo a rischio le forniture di grano in parte del Mondo. L’agricoltura rappresenta l’11% delle emissioni di gas in Europa, bisogna quindi adattarsi a un modello di produzione abbondante e sostenibile.

«La sicurezza alimentare è il nucleo del dibattito», spiega Wolfgang Burtscher, direttore generale AGRI, direzione generale della Commissione per l’agricoltura e lo sviluppo rurale. «Sono a rischio 220 milioni di persone in 53 Paesi. Siccità come l’ultima della scorsa estate sono costate l’8% delle produzione di cereali. Serve produrre di più, ma in maniera sostenibile».

Il Green Deal punta alla riduzione del 50% dell’uso di pesticidi chimici e all’incremento di coltivazioni organiche condivise del 25%. Ma gli investitori pretendono decisioni più puntuali e trasparenti. Per questo, Consiglio e Parlamento europeo stanno cercando di ristrutturare l’impianto normativo in materia sociale e ambientale.

RePowerEU e Fit for 55

Il 2022 è stato identificato come anno decisivo per il Green Deal, per riconsiderare gli obiettivi e la sostenibilità e la riconversione dei sistemi energetici. L’Europa deve ridurre drasticamente le emissioni di carbonio passando all’uso delle rinnovabili. Il 40% del consumo energetico e il 36% delle emissioni sono legate agli impianti di riscaldamento degli edifici.

L’Europa ha lanciato iniziative come RePowerEU o Fit for 55. Il primo progetto è finalizzato a rendersi energicamente indipendenti, il secondo per ridurre del 55% le emissioni entro il 2030 e sono entrambi dei passi fondamentali per il percorso da intraprendere. Servono azioni pragmatiche nel presente perché una transizione di lungo periodo possa essere efficace.

Autonomia strategica

European Business Summit 2022Già dal 2021, in conseguenza della pandemia, la Commissione europea aveva annunciato nuove strategie di mercato, sottolineando l’importanza di diversificare la catena di approvvigionamento. Si inserisce in al senso lo EUSAEU Strategic Autonomy. Il piano ha come fine l’indipendenza europea ma in un conteso multilaterale in cui l’Europa abbia un peso. E gli ultimi eventi geopolitici non hanno fatto altro che rafforzare (e accelerare) queste necessità.

«Gli Stati hanno un ruolo crescente nell’economia», afferma Sabine Weyand, a capo della direzione generale Commercio della Commissione europea. «Gli equilibri sono cambiati, il commercio si adatta ed è una delle chiavi che ha l’Ue per plasmare la globalizzazione». Prossimo obiettivo è l’Investment Facilitation Agreement, rivolto ai Paesi in via di sviluppo.

Rapporti con il Pacifico

Anche grazie a due Forum per la Cooperazione, l’area dell’IndoPacifico sta attirando sempre più l’interesse delle aziende europee. La Regione concentra il 60% del benessere globale, i 3/5 della popolazione e sta guadagnando peso geopolitico. Il cambiamento dei vecchi equilibri è la chiave del multilateralismo, del commercio e degli obiettivi di sostenibilità. In più, l’Ue festeggia i 45 anni di partnership con l’ASEAN, Associazione delle Nazioni del Sud-Est Asiatico.

«Ci sono sfide massicce, che sottolineano l’importanza dei rapporti con l’Asia affacciata sul Pacifico. Il commercio ne è la spina dorsale», interviene Barbara Plinkert, capo divisione per i rapporti con ASEAN e sud-est asiatico. «Abbiamo quattro trattati in corso, altri stanno per essere siglati, per stanziamenti di 8.7 miliardi di euro in 41 Paesi. Le relazioni crescono». «Speriamo di essere l’epicentro della crescita e che le imprese cerchino di prosperare nella nostra Regione», aggiunge Sulaiman Syarif, capo missione dell’Indonesia in Ue.

Sguardo alla geopolitica

European Business Summit 2022«Lo European Summit Business dovrebbe parlare di mercato più che di geopolitica», apre la sessione Taras Kachka, viceministro ucraino dell’Economia. Ma la situazione è ben nota ed è inevitabile discuterne. «Dovremo ricostruire l’economia, una lezione per tutte le imprese, come reagire alle difficoltà».

La ripresa postbellica in Ucraina dovrà passare dal sostegno internazionale, che in cambio potrà contare su «imprese e mercati funzionanti, interessanti, energici. L’agenda dell’EBS corrisponde a quella ucraina. I temi sono sostenibilità della produzione e coinvolgimento europeo nella distribuzione».

«L’Europa deve dare una risposta unita», afferma Marek Havrda, viceministro ceco per i Rapporti con l’Ue. Repubblica Ceca che è stata la presidenza di turno per il secondo semestre 2022, prima che nel 2023 il testimone passi alla Svezia. «Abbiamo lavorato sul breve e sul lungo periodo», prosegue Havrda, con priorità su sicurezza alimentare ed energia, attraverso il Recovery Plan e il NextGenerationEU.

«Dobbiamo capire come organizzarci al meglio nel lungo termine», concorda Jessika Roswall, ministra per gli Affari con l’Ue del recentemente insediato Governo svedese. «La ricostruzione economica dovrà andare di pari passo con le riforme ucraine per l’integrazione nell’Ue».

 

Raisa Ambros

Foto © EBS; Forbes; Il Quotidiano del Sud; Cribis; Puzzle Factory

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