A volte il civico vince contro i leader nazionali

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Il ballottaggio a Pianezza è la dimostrazione che i partiti e i leader nazionali non bastano a superare il candidato civico Castello

Il presidente della Regione Liguria, Giovanni Toti, ha rilasciato delle dichiarazioni eloquenti: «Le elezioni regionali e amministrative sono un contesto diverso rispetto alle elezioni politiche. La personalità dei governatori e dei sindaci riveste un ruolo predominante, e talvolta, quando i partiti si focalizzano troppo sui numeri, rischiano di non presentare la migliore offerta per gli elettori. I risultati migliori si ottengono nei comuni in cui i sindaci rappresentano l’area moderata e civica di quel territorio, ognuno con la propria storia». Questo concetto si è applicato anche a Pianezza, un comune nella provincia di Torino, dove il candidato civico Antonio Castello, sostenuto da ben cinque liste, si è dimostrato in grado di avere la meglio con un ampio margine sui due candidati appoggiati da tutti i principali partiti nazionali.

Davide contro Golia

Da una parte, la compagine di centrosinistra, rappresentata dal Partito Democratico e dal MoVimento 5 Stelle, ha visto la presenza dell’ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte e della nuova segretaria del PD, Elly Schlein. Dall’altra parte, la coalizione di centrodestra ha potuto contare sul sostegno del presidente della Regione Piemonte, Cirio, vari consiglieri, assessori, sindaci e parlamentari provenienti dalla Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia. Malgrado non abbia superato la soglia necessaria per la vittoria al primo turno, il candidato civico Antonio Castello, che ha conquistato consensi provenienti sia da destra sia da sinistra, nonché dal centro moderato, ha ottenuto il 47,55% dei voti, rispetto al 27,58% del centrosinistra e al 24,87% del centrodestra.

La domanda sorge spontanea: Pianezza potrebbe considerarsi un piccolo laboratorio politico? Se analizzassimo nel dettaglio la questione, due anni fa il candidato di centrosinistra Emilio Agagliati ha raccolto, con una sola lista denominata “Pianezza Protagonista”, ben 2.578 voti. Oggi il candidato della stessa coalizione, Giovanni Minò, che ha ottenuto anche l’appoggio del Movimento 5 Stelle, ha perso 375 voti fermandosi a 2.203 preferenze. Mentre il Partito Democratico ha faticato a raggiungere appena la soglia di mille voti (971), quasi raggiunto dalla lista civica “Pianezza Protagonista” con i suoi 753 voti. I modesti 280 voti ottenuti dai pentastellati, che si trovano al penultimo posto, si ritengono un ulteriore fattore da considerare.

La connessione con il territorio

Lo scontro tra due sfidanti, che un tempo facevano parte della stessa squadra, Antonio Castello e Sara Zambaia, ha avuto diverse conseguenze. In primo luogo, c’è stato un aumento del 4,5% degli elettori: si è passati dai 7.607 voti (60,28%) del 2021 agli 8.212 voti (64,69%) di ieri. La rappresentante del centrodestra ha dimostrato l’affaticamento dei partiti, tanto che Lega e Forza Italia, riuniti nella lista “Con Sara”, hanno ottenuto soltanto 654 preferenze (9,12%), un numero quasi pari a quello della storica lista civica “Insieme per Pianezza”. Che ha raccolto 645 voti (8,99%). La lista di Giorgia Meloni si è fermata a 416 voti (5,8%), mentre la lista civica “Pianezza Civica” ha ottenuto solamente 95 voti (1,32%), risultando all’ultimo posto.

In conclusione, la giovane consigliera regionale ha ottenuto un totale di 1.986 preferenze (24,87%), di cui 176 preferenze personali, un risultato piuttosto modesto. Va notato inoltre che il meno conosciuto Minò, alla sua prima candidatura, ha raccolto 199 preferenze tra i 2.004 voti delle liste e i 2.203 voti per il sindaco.

Dati alla mano

E poi c’è Castello che arriva e sconvolge tutto. Infatti, chi lo dava perdente non aveva considerato la sua stretta connessione con il territorio. Se si considerano i 3.798 voti ottenuti dal sindaco, escludendo i voti delle sue cinque liste (3.358), si arriva a 440 voti soltanto per Castello, un numero superiore persino ai voti della lista di Giorgia Meloni, solo per fare un esempio. Sorprendentemente, la lista “Pianezza nel cuore”, creata solo qualche mese fa, è stata la più votata con 1.170 preferenze, superando di gran lunga il PD e balzando sopra, sommate insieme, alle due liste di Lega e Meloni.

Anche le altre quattro liste hanno ottenuto risultati straordinari, tanto che alla fine Castello ha raggiunto 3.798 voti (47,55%). E fino a sera fuori dai seggi si diceva che forse sarebbe passato al primo turno. In sintesi, i partiti nelle competizioni locali si rivelano un peso che limita i risultati elettorali. Le liste civiche invece sono in grado di spiccare il volo, come Pianezza e Castello testimoniano.

 

Federico Gasparella

Foto © Antonio Castello, L’Agenda, Comune di Pianezza

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