La forza della gioventù al Festival di Bolzano 2023

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Jacub Hruša alla testa della Gustav Mahler Jugendorchester offre un’esecuzione della Nona da ricordare

È addirittura commovente vedere i giovani orchestrali della Gustav Mahler Jugendorchester abbracciarsi a conclusione della Nona sinfonia del compositore austriaco, un gesto spontaneo nato dalla consapevolezza di aver scritto una pagina importante nella loro carriera. Un risultato reso possibile anche dalla presenza del direttore Jakub Hruša, il quale ha saputo condurre le fresche energie nei paesaggi impervi descritti da Mahler, attingendo a risultati di alto profilo.

Bozen Festival 2023

La presente edizione del Festival di Bolzano reca il titolo di The future of music; una chiara indicazione programmatica, che aspira porre l’accento sul carattere universale della musica quale veicolo di civiltà, in grado di superare qualsiasi barriera. Orchestre giovanili come la European Union Youth Orchestra, nata da un’idea di Claudio Abbado, si fanno ambasciatrici dei più alti valori culturali europei.

La Gustav Mahler Jugendorchester

Fondata a Vienna nel 1986 per iniziativa del già citato Claudio Abbado, la Gustav Mahler Jugendorchester è formata da giovani talenti provenienti da tutta Europa. Pur spaziando dal periodo classico al contemporaneo, la compagine orchestrale è particolarmente legata al compositore del quale reca il nome. Per questo c’era molta attesa riguardo l’esecuzione della Nona sinfonia al Teatro Comunale di Bolzano.

La Nona di Mahler

Estremo frutto completo della creatività mahleriana, prima dell’incompiuta Decima, la Nona sinfonia riepiloga un’intera esistenza. L’autore, con toni sofferti e struggenti, esprime il proprio amore verso un Mondo del quale comprende la finitezza. Mahler si congeda con una pagina musicale di altissimo profilo, mentre la musica scolora nell’infinito.

L’esecuzione

L’interpretazione di Hruša colpisce per la compattezza del suono orchestrale, certo frutto di un lavoro attento e scrupoloso. Il direttore ceco coglie il carattere romanzesco della sinfonia, la sua capacità di riepilogare una vita intera senza mai cadere nel sentimentale o nel retorico. Tutto è chiaro, portato in primo piano con un estrema evidenza. I ripiegamenti emotivi e le irruzioni dolorose vengono gestite con oggettività ammirevole. Nell’ultimo tempo, percorso da un’ansia febbrile, il suono si spegne quasi miracolosamente nell’eterno.

L’ovazione del pubblico

Dell’abbraccio conclusivo abbiamo già detto. Prima che l’ultima nota si spenga, le braccia del direttore restano appese al cielo per un tempo infinito. Il pubblico attende con il fiato sospeso, concentrato come avviene solo dopo una grande esecuzione. Infine esplode, tributando agli interpreti la dovuta ovazione.

 

Oksana Tumanova

Foto © Anna Cerrato

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