Il più grande successo di Warner Bros è un film che lancia un messaggio ben preciso alle donne
Non avevamo ancora scritto niente sul film di maggior incasso nei 100 anni di storia della Warner Bros. Barbie è stato, ed è tuttora, un fenomeno globale degno di nota.
È un dato di fatto che Barbie abbia dominato il box office con oltre 1,43 miliardi di dollari in tutto il Mondo, registrando un ottimo risultato per una pellicola diretta da una regista.
Firmato dalla sceneggiatrice/regista candidata all’Oscar Greta Gerwig, Barbie vede protagonisti Margot Robbie e Ryan Gosling.
Per chi pensa che sia un film tutto rosa confetto, diretto alle bambine e di poco spessore si sbaglia completamente. Barbie è decisamente tutt’altro! Vuole lanciarci più di un messaggio, riflessioni e considerazioni sul Mondo in cui viviamo.
Nel Mondo delle bambole
Alle bambine si regalano da sempre le bambole e si gioca a fare la mamma. Come se questa dovesse necessariamente essere una priorità, un obiettivo imprescindibile nella vita di una donna. E va bene ma non è detto sia così.
Tutto è cambiato quando nel 1959, alla Fiera americana del giocattolo di New York, venne presentata una bambola che avrebbe rivoluzionato per sempre il volto dell’industria, Barbie.
Creata dalla cofondatrice di Mattel, Ruth Handler, Barbie era una bambola adulta dalle forme sinuose, bella e perfetta. Da quel momento in poi il gioco delle bambine non è stato più lo stesso.
Ad oggi Barbie è il gioco che le bambine amano. Quel Mondo dove tutto è possibile, la fantasia che accompagna percorsi sorprendenti, carriere scintillanti.
Il messaggio di positività che lancia Barbie da sempre è che ogni bambina può realizzare un sogno che desidera ed essere ciò che vuole essere. Quando giochi con le Barbie cresci seguendo un motto “puoi essere tutto ciò che desideri”. Così le tue Barbie realizzano tutti i loro desideri: diventano astronaute, giornaliste, avvocato, ingegneri, presidenti di multinazionali. Sono mamme o non necessariamente tali ma comunque soddisfatte della loro vita, ricoprono ruoli di spicco nella società e, soprattutto, vengono rispettate in quanto donne!
Il tuffo nella realtà
Quando si cresce l’impatto con la realtà è differente dal gioco che si fa da bambine nella propria cameretta. È come quando Barbie “stereotipo” si allontana da Barbie Land ed entra nel Mondo reale.
Si accorge che, per l’abbigliamento che indossa gli uomini le fanno apprezzamenti pesanti per strada e la palpeggiano, si rende conto che il Mondo non è così rosa come quello che vedeva con i suoi occhi e che la donna non solo non ricopre ruoli di prestigio ma viene considerata in maniera nettamente differente rispetto a ciò che rappresentava in Barbie Land.
La collisione tra due Mondi, quello che crei nel gioco di bambina, le aspettative che hai e la realtà. È un Mondo illusorio di bambine ma che ha in quell’illusione una prospettiva di crescita e formazione.

Nel 2023 questa non è ancora la realtà? Cresciamo le nostre figlie credendo e sperando in un cambiamento, che la Casa dei Sogni di Barbie e il Mondo che costruiamo nelle loro camerette sia l’ingresso verso una società che possa rispettarle, affiancarle, comprenderle. Ma questo ancora non accade. Abbiamo fatto passi avanti ma siamo ancora lontani dall’obiettivo.
Oggi una donna ha ancora timore di girare la notte da sola in una strada, di dire quel che pensa senza porsi un limite, di essere considerata per le sue capacità e non il suo aspetto fisico ma soprattutto di essere rispettata. Invece c’è ancora chi punta il dito del giudizio su una gonna troppo corta o una scollatura troppo profonda.
“Nessuno abbia pace finché quella bambola non torna nella scatola”, inveisce il CEO Mattel. Ma non è forse questo l’obiettivo che la società vuole imporci? Tenerci come belle bamboline in una scatola da osservare e con cui giocare quando ne abbiamo voglia? Sta a noi continuare a lottare affinché questa visione venga totalmente cancellata dalla mente di ancora troppi uomini in circolazione.
La strada verso il rispetto di ciò che siamo
Il cammino sembra ancora lungo ma film come questo portano a riflessioni che tutti dovremmo fare.
Nel film una delle scene che più restano impresse sono le lacrime sconfortate della Barbie stereotipo che si rende conto delle differenze che vive una donna nella realtà.
Il monologo di Gloria, interpretata da America Ferrera, mamma con una figlia adolescente, arriva in silenzio e ha la capacità di scuotere i pensieri, attraverso la potenza delle parole. È lei che mostra a Barbie le contraddizioni nelle quali le donne vivono nel Mondo reale.
Il potere di un messaggio forte: quello che devi
È letteralmente impossibile essere una donna. Sei così bella e così intelligente e mi uccide il fatto che non pensi di essere abbastanza brava. Dobbiamo essere sempre straordinarie, ma in qualche modo, lo facciamo sempre in modo sbagliato.
Devi essere magra, ma non troppo. E non si può mai dire di voler essere magri. Devi dire che vuoi essere sana, ma allo stesso tempo devi essere magra. Avere soldi, ma non puoi chiedere soldi perché è volgare. Essere un capo, ma non puoi essere cattiva. Comandare, ma non puoi schiacciare le idee degli altri. Devi amare l’essere madre, ma non parlare dei tuoi figli per tutto il dannatissimo tempo.

Essere una donna in carriera, ma anche preoccuparti sempre degli altri. Devi rispondere del cattivo comportamento degli uomini, il che è assurdo, ma se lo fai notare, vieni accusata di essere una che si lamenta. Dovresti rimanere bella per gli uomini, ma non così bella da tentarli troppo o da minacciare le altre donne, perché dovresti far parte della sorellanza.
Ma devi sempre distinguerti dagli altri ed essere sempre grata. Senza dimenticare che il sistema è truccato. Quindi, trova un modo per farlo notare, ma essendone sempre grata. Non devi mai invecchiare, mai essere maleducata, mai metterti in mostra, mai essere egoista, mai cadere, mai fallire, mai mostrare paura, mai uscire dalle righe.
È troppo difficile! È troppo contraddittorio e nessuno ti dà una medaglia o ti ringrazia! E poi si scopre che non solo stai sbagliando tutto, ma che è anche colpa tua.
Sono così stanca di vedere me stessa e ogni altra donna che si distrugge per piacere alla gente. E se tutto questo vale anche per una bambola che rappresenta le donne, allora non so nemmeno io cosa dire.
Barbie Land
Vivere a Barbie Land significa essere perfetti in un luogo perfetto! Tutto questo a meno che tu non stia attraversando una crisi esistenziale, oppure tu sia un Ken!
«Barbie è conosciuta e amata da oltre sessant’anni. Come nel caso di Piccole donne, Barbie è famosissima eppure a me è sembrato un personaggio con una storia da raccontare, in un modo nuovo e inaspettato, onorando la sua eredità e rendendo il suo Mondo vivo e moderno», spiega la regista.
Tutte le donne sono Barbie… e poi ci sono i Ken!
«Sono cresciuta con le Barbie ma aspettavo sempre che i figli dei nostri vicini si stancassero delle loro così me le avrebbero regalate. Aspettavo sempre con ansia quel momento. Un ricordo molto vivido e viscerale di Barbie e di cosa significasse», prosegue Gerwig.

«Barbie mi è arrivata tramite Margot Robbie, è lei che aveva ottenuti i diritti e li aveva portati alla Warner Bros. aveva guidato l’intero progetto. È la nostra Barbie stereotipata, come dice nel film “sono la Barbie a cui tutti pensano quando si pensa a Barbie”. E quando si pensa alla donna bionda più bella, allegra e amichevole che si sia mai vista, quella è Margot», rivela.
«Abbiamo scritto la parte di Ken appositamente per Ryan Gosling, pur essendo bravissimo nei ruoli drammatici conoscevo la sua vena ironica», prosegue la regista.
Il rosa che colora il Globo
Barbie Land è un luogo felice dove vive la nostra immaginazione infantile. «Da bambina mi piacevano i rosa più accesi ma Barbie Land avrebbe incorporato l’intero spettro dei colori quindi era fondamentale trovare il giusto abbinamento tra il rosa acceso con il rosa pastello più pallido e le tonalità di rosa intermedie», spiega ancora.

«Adoro i musical degli anni Cinquanta, con gli spazi artificiali e visto che Barbie è stata inventata nel 1959 sembrava potessimo fondare tutto su quell’aspetto senza esserne vincolati. Volevo dare la percezione di poter avvicinarsi allo schermo e toccare tutto, questo è il bello delle bambole e dei giocattoli».
Un ritmo che conquista
Il film è ricco di musica e il livello di ottimismo ha influenzato la stesura della sceneggiatura in una sorta di sincerità mista a gioia. La colonna sonora vede il contributo di artisti straordinari come Dua Lipa con la sua Dance The Night, Lizzo, Nicki Minaj, Karol G, Billie Eilish.
Il giardino dell’Eden
«Tutte le Barbie possiedono la propria Casa dei Sogni e quando si svegliano al mattino possono salutarsi con la mano e vedersi così come sono, a nudo, perché non ci sono muri, senza imbarazzo. È come il giardino dell’Eden prima che sentissero il bisogno di vestirsi. È così che ci si sveglia a Barbie Land, anche se in aggiunta ci sono i vestiti e sono favolosi», conclude Margot Robbie.
«Il mio Ken è stato creato per osservare la meraviglia che è Barbie. C’è una battuta nel film in cui dice di esistere solo nel calore dello sguardo di Barbie. Non ha un’entità propria, quindi si trova in una sorta di inferno esistenziale. Gli è stato detto di essere il fidanzato di Barbie ma non sembrano esserci altre prove di qualcosa di speciale nelle loro dinamiche. Sono concepiti per essere un insieme, è per questo che è stato creato», specifica Ryan Gosling.
Particolarità nella produzione
La totalità delle scene di Barbie Land è stata girata sui teatri di posa dei Warner Bros. Studios Leavesden. Il pubblico non vedrà la luce naturale del sole fino all’arrivo di Barbie e Ken a Los Angeles.
La vista all’esterno della sala riunioni della Mattel era un panorama scenografico dipinto a mano che include un riferimento alla Warner Bros: un occhio attento noterà il logo aziendale. Anche Los Angeles è stata dipinta, un cenno alla Città di Smeraldo de Il Mago di Oz.

Nella sequenza della festa da ballo di Barbie, la coreografa Jennifer White, ha inserito elementi di danza specifici tratti da Gold Diggers di Busby Berkeley, uno dei film preferiti della regista Freta Gerwig. L’ambulanza di Barbie che soccorre Ken era una copia a grandezza naturale di un’ambulanza giocattolo che si apre automaticamente in un ambulatorio medico, un effetto speciale completamente realizzato sul set.
La decappottabile di Barbie è ispirata a un classico della Chevrolet ed è stata guidata da un trasmettitore telecomandato con un membro del team SFX seduto su un sedile appositamente costruito, utilizzando la tecnologia VR dei droni, che ha permesso alla Barbie di Margot Robbie di guidare a mani libere sul set. Il veicolo di Barbie è elettrico così come l’Hummer di Ken, uno dei primi esemplari elettrici della linea di produzione.
Alessandra Caputo
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