L’ascesa di un nuovo Impero, uno scontro esplosivo, effetti speciali e new entry nel nuovo film diretto da Adam Wingard
Azione, avventura, una storia coinvolgente. Questo il mix degli ingredienti di Godzilla e Kong – Il nuovo Impero, l’esplosivo nuovo capitolo del Monsterverse che ci porterà a seguire il viaggio di Kong alla ricerca della sua famiglia attraverso uno strato sconosciuto della Terra Cava. Quel che scoprirà porterà alla minaccia più pericolosa per l’umanità. Una colossale minaccia sconosciuta che può essere contrastata solo dalle forze di una nuova alleanza, tra l’onnipotente Kong e il temibile Godzilla, insieme in una battaglia epica.

Nuovi personaggi e sequenze di battaglia epiche, nonché la suprema squadra di Titani, Godzilla e Kong – Il nuovo Impero, diretto da Adam Wingard, è l’ultimo capitolo della saga, un’avventura ad alta tensione, su larga scala, intrisa di azione e umorismo.
Il film, distribuito da Warner Bros. Pictures, è una produzione Legendary Pictures, e approfondisce le storie e le origini di Kong e Godzilla mostrandoci anche i misteri di Skull Island, svelando la battaglia che ha contribuito a forgiare questi esseri straordinari e li ha legati per sempre all’umanità.
Un viaggio epico ed entusiasmante
La scena che calamiterà la vostra attenzione è ambientata a Roma, non vi riveliamo troppo ma l’immagine di Godzilla all’interno del Colosseo è stupefacente e, verso la fine, anche piuttosto divertente.

Godzilla e Kong – Il nuovo Impero è il film per eccellenza da vedere al cinema per vivere un’esperienza del tutto immersiva in scene d’azione mozzafiato. La storia è anche un fantastico viaggio emozionante di una ragazzina che si ricongiunge con il suo popolo perduto, di Kong che scopre di non essere l’ultimo della sua specie ma trova altri come lui, tra cui una piccola scimmia, Suko.
Insieme verso un nuovo obiettivo
«Mi piaceva l’idea di due persone che fanno parte della stessa squadra e che si scontrano a causa di un terzo malinteso. Una volta messi insieme Godzilla e Kong non si possono separare, anche se non saranno mai totalmente in accordo. Hanno entrambi un ego troppo grande, quindi la cosa divertente è che anche quando fanno squadra, aleggia sempre una sorta di improbabile tregua», spiega il regista. Assistiamo a un’unione temporanea di due personaggi estremamente differenti.
Ispirazione anni Ottanta
La struttura narrativa ha una continuità con i precedenti film e il cambiamento è guidato dalla storia.
«Volevo inserire i miei colori preferiti, ossia il rosa e il blu per Godzilla. L’idea che potesse cambiare pelle l’avevo già maturata in passato, ma poi la storia è andata in una direzione diversa. Questo cambio di aspetto ci ha permesso di spingere Godzilla verso l’assurdità del periodo Showa. Ho sempre amato in quei film il modo in cui volava ed eseguiva dropkick: addirittura ballava», prosegue Wingard.
Il regista si è chiesto quanto l’assurdità di Showa potesse essere radicata, tanto da
sembrare un’atmosfera tipica dei cartoni animati degli anni Ottanta. «È quel che ho tentato di fare. Ho sempre desiderato essere al limite tra l’assurdo e il reale e il film gioca costantemente con questo aspetto: il nuovo design di Godzilla ne è una testimonianza», rivela.
Wingard è stato molto influenzato dall’atmosfera in Technicolor. «L’idea era di apportare lo stesso tipo di assurdità accentuata in questo film, facendola sembrare reale. Uno degli obiettivi che ho sempre perseguito è quello di fare una passeggiata lungo un corridoio di giocattoli degli anni Ottanta. Mi chiedevo se si potesse portare quella tavolozza di colori e quel livello di stilizzazione, facendoli sembrare concreti e reali. Nella Terra Cava tutto è possibile, la immaginiamo come una realtà capovolta. Come se tutto fosse iniziato al centro della Terra e poi si sia fatto strada verso l’esterno, motivo per cui la civiltà Iwi ha accesso diretto attraverso questi portali nascosti che si trovano sotto le piramidi egizie. Questa è la nostra versione di una civiltà atlantidea. Stiamo dicendo che Atlantide non era in superficie: era sottoterra per tutto il tempo».
Scenari unici, tra finzione e realtà
Gran parte del film è stato girato in location reali, tra le zone dell’Australia e della Gold Coast, a Moreton Island, la terza isola di sabbia più grande del Mondo, la foresta pluviale di Daintree con le palme secolari. Fauna selvatica, paesaggi meravigliosi fanno da scenario alla storia.
Azione, divertimento e una colonna sonora coinvolgente
«Il tono del film segue un filone divertente, al fianco della scoperta di mondi nuovi e vasti che esploreremo insieme ai due protagonisti Godzilla e Kong, attraverso i loro occhi, a differenza degli altri capitoli», evidenzia il produttore Alex Garcia.

«Ciò che amo di questo franchise è il concetto di evasione. Uno dei motivi principali per cui le persone vanno a vedere questi film è il desiderio di fuga in un altro mondo. Non è reale; sanno che non lo è, ma possono semplicemente immergersi in questi mondi meravigliosi, all’interno di un cinema», spiega il produttore Eric McLeod.
Comunicazione non verbale
«Una delle sfide più grandi per questo film, con tutta l’animazione computerizzata, nasce dalla presenza di tanta narrazione senza parole, era quasi come lavorare su un film muto. Per me era molto importante che le performance delle creature Kong, Godzilla, Scar King e Suko fossero uniche, con la capacità di trasmettere emozioni e raccontare la storia. È una sfida lavorare senza parole: i sottotitoli non sono mai stati un’opzione», dice il supervisore VFX Alessandro Ongaro.
Il team dietro a Godzilla e Kong
I due titanici protagonisti sono affiancati da Rebecca Hall, Brian Tyree Henry, Dan Stevens, Kaylee Hottle, Alex Ferns e Fala Chen.
La sceneggiatura di “Godzilla e Kong – Il nuovo Impero” è di Terry Rossio, Simon Barrett e Jeremy Slater, da una storia di Rossio, Wingard e Barrett, basato sul personaggio “Godzilla” di proprietà e creato da TOHO Co., Ltd.

Il film è prodotto da Mary Parent, Alex Garcia, Eric Mcleod, Thomas Tull, Jon Jashni e Brian Rogers, mentre i produttori esecutivi sono Wingard, Jen Conroy, Jay Ashenfelter, Yoshimitsu Banno, Kenji Okuhira.
Il regista è tornato a collaborare con il direttore della fotografia Ben Seresin, lo scenografo Tom Hammock, il montatore Josh Schaeffer, la costumista Emily Seresin.
Le musiche sono opera dei compositori Tom Holkenborg e Antonio Di Iorio.
Alessandra Caputo
Foto © Warner Bros. Entertainment Inc. All Rights Reserved.













