Alla Quarantesima edizione, un richiamo europeo e internazionale con la cultura, la musica e l’arte a Monte-Carlo
Il 2024 ha segnato il ritorno al grande Festival Printemps des Arts di Monte-Carlo che ha avuto un calendario ricco in grado di soddisfare tutti gli appassionati di musica.
In programma dal 13 marzo al 7 aprile 2024, il Festival presieduto da Sua Altezza Reale Carolina di Hannover e diretto da Bruno Mantovani, ha proposto 25 appuntamenti, concentrati in 4 lunghi weekend (da mercoledì o giovedì a domenica) e distribuiti in 19 magnifici luoghi di Monte–Carlo e della Costa Azzurra.
Il tema conduttore quest’anno, è stato “chants de la terre” cioè la Terra, il rapporto tra l’uomo e la natura.
Il periodo di rappresentazione
Il programma, come negli anni passati, ha spaziato dal Medioevo alla contemporanea, passando per lo stile classico e preromantico di Haydn, Mozart e Beethoven all’Ottocento di Schubert, Mendelssohn, Brahms per approdare al Novecento di Messiaen, Boulez, Rihm.
Oltre al tema conduttore che sottende il programma 2024, ci sono stati i ritratti dedicati al violoncellista Henri Demarquette, al Quartetto Modigliani, alla direttrice Laurence Equilbey e alla sua Insula orchestra.
Due messe da Requiem eseguite in occasione dell’apertura e della chiusura del festival, rispettivamente quella di Johannes Ockeghem interpretata dall’Ensemble Gilles Binchois e, in chiusura, quella scritta da Pierre de La Rue affidata all’Ensemble Clément Janequin.
Gli eventi
In particolare, sabato 6 aprile al Museo Oceanografico a lume di candela (concert by candlelight), il Quartetto Parisii ha riunito due dei padri fondatori del quartetto d’archi con Joseph Haydn (“Sunrise” Quartet) e Wolfgang Amadeus Mozart (Quartetto “Les Dissonances”) e ha aggiunto la modernità di Francisco Alvarado.
Illuminati dal bagliore di migliaia di candele scintillanti, gli appassionati di musica si sono immersi in atmosfere assolutamente incantevoli mentre i musicisti di talento ammaliavano con composizioni uniche. Lo spazio ha offerto un’acustica eccellente e un luogo architettonicamente straordinario con l’effetto candela che ha aggiunto fascino e magia alla serata.
La mancanza di un’illuminazione artificiale ha accentuato ancora di più la meraviglia e la delicatezza della musica mentre la luce soffusa delle candele creava un’atmosfera intima e accogliente, in grado di coinvolgere chi ascoltava in maniera profonda.
Nella stessa serata, all’Auditorium Rainier III, è stata eseguita finalmente la versione originale per grande orchestra del Canto della Terra di Gustav Mahler, dall’Orchestra Filarmonica di Monte-Carlo sotto la direzione di Kazuki Yamada, con Marie–Nicole Lemieux e Pene Pati come solisti. L’orchestra ha respirato allo stesso ritmo degli artisti in scena ed è riuscita a creare momenti di perfezione magica. Un capolavoro che ha parlato di umanità e di desideri.
L’attenzione per i più giovani
Il Printemps des Arts è una festa della musica ma non solo. Anche quest’anno, infatti, ci sono state performance e alchimie che hanno suggerito suggestive simmetrie tra la musica, le altre arti, i sensi. A sollecitare il gusto un “dîner en musique” in cui le opere musicali hanno dialogato con i piatti dello chef pluristellato Yannick Alléno. Non sono mancati, poi, i profumi di Clémence Besse le cui fragranze si sono mescolate alle note mahleriane.
L’intento di coinvolgere i giovani è stato sottolineato dagli interventi pedagogici presso le scuole (quest’anno anche quelle italiane), da una politica dei prezzi vantaggiosa con ingresso gratuito per i giovani fino ai 25 anni di età e da alcuni appuntamenti pensati in particolare per i più giovani e le famiglie come l’“immersione backstage” in cui il pubblico ha partecipato a un percorso guidato dietro le quinte per incontrare i musicisti alla scoperta del lavoro di preparazione di un concerto.
Le altre attrazioni
Parallelamente ai concerti si sono realizzate tavole rotonde, masterclass e riunioni conviviali con artisti, compositori e giornalisti prima e dopo i concerti.
Aver programmato un viaggio a primavera al Printemps del Arts è stato anche un modo per scoprire luoghi inediti e ricchi di storia del Principato di Monaco e Monte-Carlo. Ben 19 sono state, infatti, le sale da concerto e gli spazi non convenzionali che quest’anno hanno ospitato gli appuntamenti del Printemps des Arts dentro e fuori “le mura” di Monaco:
dall’Auditorium Rainier III all’Opera, dal One-Monte-Carlo alla Galerie Hauser & Wirth, dall’iconico Hôtel Hermitage al Théâtre Princesse Grace, dall’Église Saint-Charles al Théâtre des Variétés, dal Museo Oceanografico allo Yacht Club, dal Cinema delle Belle Arti al Nuovo Museo Nazionale di Monaco Villa Paloma, dall’Église du Sacré Coeur alla Cattedrale, dall’Atelier dei Balletti di Monte-Carlo al Club des résidents étrangers fino alle limitrofe Beausoleil (Centre Culturel Prince Jacques) e Nizza (Conservatorio e Théâtre National).
Gli eventi del Festival Printemps des Arts di Monte-Carlo non hanno rappresentato solo l’occasione di assistere alle performance degli artisti più in voga ma sono stati anche una finestra sul Mondo, offrendo la possibilità di esplorare nuove destinazioni e culture attraverso la lente universale della musica.
Francesca Sirignani
Foto © Festival Printemps des Arts di Monte-Carlo













