In Italia il terziario di mercato ha creato, tra il 1995 e il 2023, tre milioni e mezzo di nuovi posti di lavoro
Per la prima volta l’assemblea annuale di Confcommercio ha avuto l’onore di ospitare il presidente della Repubblica Sergio Mattarella. Giunto con una limousine, all’Auditorium di via della Conciliazione, al suo ingresso è stato ricevuto da una standing ovation degli oltre 1700 presenti. Numerosi i ministri nel parterre: Tajani, Santanchè, Valditara, Zangrillo, il presidente del Senato La Russa accanto al Capo dello Stato, il presidente del Cnel, Brunetta, il presidente dell’Abi Patuelli, numerosi parlamentari, Boccia, Casini, Cesa, Lupi, Magi, Misiani, Ronzulli, Tremonti per citarne solo alcuni. Era presente anche il ministro delle Imprese Urso.
Tante chiusure
Prendendo la parola “il padrone di casa” il presidente Carlo Sangalli, nella sua relazione ha ricordato che : «il ruolo economico del commercio e dei servizi si scontra con il preoccupante fenomeno delle chiusure delle attività nelle Città dai centri storici alle periferie. Negli ultimi dieci anni vi è stata una riduzione di 160.000 imprese condotte da giovani, influenzato dall’invecchiamento della popolazione e dalla difficoltà del ricambio generazionale. Nei soli settori del commercio, degli alberghi e dei pubblici esercizi la quota di lavoratori stranieri regolari è pari a oltre il 10%, serve un comune impegno per un “Piano Mattei” di vera cooperazione economica con gli Stati africani».
Sangalli parlando di contratti del terziario ha precisato che è necessaria «la responsabilità comune per contrastare una volta per tutte – anche con interventi normativi
– il dumping contrattuale e i contratti pirata». Proseguendo il suo discorso il presidente di Confcommercio ha chiesto al Governo il taglio strutturale del cuneo fiscale, confermando anche per il 2025 i tagli fin qui operati e gli interventi sul fronte Irpef. Ha sollecitato anche un ridisegno complessivo con riduzione del carico impositivo. Nel documento si chiede anche il contrasto alla evasione e alla elusione. Si è comunque consci che il percorso della riforma deve «fare i conti con il sentiero stretto della finanza pubblica e con la disciplina di un rinnovato Patto Europeo di stabilità e crescita».
Il discorso del presidente Sergio Mattarella
Per il Capo dello Stato «le luci dei negozi sono un prezioso presidio per la sicurezza, danno vita ai centri storici e quartieri periferici che sono luoghi d’incontro e di amicizia». Ma il commercio, riconosce Mattarella è: «un pilastro del modello sociale del Continente oltre che motore decisivo dell’economia. È stato un elemento generativo della società moderna. Il commercio è libertà di scambio, libertà di impresa, di scelta per i consumatori. Volontà e capacità di corrispondenza ai bisogni della persona e delle famiglie».
«È una spinta allo sviluppo» – continua il Capo dello Stato – «strumento essenziale per obiettivi come la sostenibilità ambientale. Palestra per l’integrazione come testimonia la
presenza significativa di aziende guidate da immigrati da altri Paesi. Per la legalità il commerciò è il termometro dello stato di salute della società». Mattarella ha poi ringraziato i commercianti per quanto hanno fatto durante l’emergenza Covid tenendo aperti gli esercizi. «Questa è l’occasione per rinnovare la riconoscenza per quello che avete fatto nei momenti più duri della pandemia: i negozi sono diventati presidi della resilienza collettiva, anticipatori di quella ripartenza che poi è avvenuta. Grazie per quanto avete fatto in quel frangente, grazie per quello che siete».
«La nostra Costituzione» – prosegue – «riconosce il valore dell’iniziativa economica privata. Le costrizioni, le posizioni dominanti, il dirigismo, finiscono sempre per invadere anche il campo di altre libertà, indebolendo così la democrazia. Memorabile rimane la battaglia parlamentare condotta da Luigi Einaudi alla Assemblea Costituente, per inserire norme che impedissero pratiche di favoritismo statale nei confronti di privati e categorie, a tutela della concorrenza quindi della libertà di impresa e di scelta di tutti».
L’equilibrio territoriale fattore cruciale di quello sociale
Mattarella ha, anche, affermato che: «la perdita di oltre 110.000 attività commerciali negli ultimi dieci anni non è questione che riguarda solo il mondo del commercio, ma i suoi effetti si riverberano su l’intera società. Oggi esiste un divario che penalizza le aree interne e insulari e i territori montani. Questo frena lo sviluppo nazionale nel suo insieme». Infine il presidente plaude al rinnovo del contratto nazionale del terziario che è stato ricordato da Sangalli e lo ha definito come una posizione coraggiosa contro i contratti pirata. «Un contratto di lavoro equilibrato» – dichiara – «modella la società in cui viviamo».
Dazi per le auto elettriche
Al termine dell’assemblea il ministro Urso ha dichiarato: «Saluto con soddisfazione la
notizia che la Commissione Ue ha dato sui dazi di ingresso delle auto elettriche cinesi in Europa. Riaffermiamo l’importanza della industria automobilistica italiana, un settore trainante per lo sviluppo del nostro Paese». Riferendosi alle elezioni europee, pur prendendo atto della scarsa affluenza al voto dei cittadini, si augura che il nuovo esecutivo possa prendere in esame tanti dossier «che dobbiamo raddrizzare, basta alle teorie ideologiche, torni il buon senso anche nei dossier europei. Il modello italiano diventi il modello dell’Europa» ha concluso il ministro.
Giancarlo Cocco
Foto © Giancarlo Cocco













