Problema che da sempre assale la Città Eterna ma che si potrebbe espandere a qualsiasi luogo nel Mondo: come far fronte al turismo di massa?
Ci siamo: finalmente è cominciato il fatidico Anno Santo. Un anno previsto da ben venticinque anni e come al solito la Città Eterna si è fatta trovare impreparata. Ma non è colpa del sindaco in carica, già l’ultimo Anno Santo, quello del duemila con Rutelli sindaco, la situazione del turismo era la stessa, basta leggere i giornali dell’epoca.
Certo, per chi non è romano, abbiamo il sottopasso nei pressi di San Pietro, il restailing di piazza Pia, di piazza Risorgimento e via Ottaviano, sempre a ridosso delle Mura Leonine del Vaticano, (dove è saltato già in alcuni punti il manto stradale, ndr) e, come se nulla fosse, ci sono ancora centinaia di cantieri ancora aperti che complicano la viabilità con code chilometriche nelle ore di punta. Per non parlare, poi, dell’annosa questione del trasporto pubblico, mezzi a loro volta intrappolati nel traffico a cui va aggiunta la mai risolta questione della carenza, o meglio, della disorganizzazione dei taxi. Insomma niente male come biglietto di presentazione dell’Urbe, nonché Capitale d’Italia, davanti al Mondo.
Turismo senza regole
Dopo questo sfogo, torniamo all’Anno Santo, certamente un periodo particolare per la Chiesa cattolica e i fedeli che accorreranno a Roma per attraversare le fatidiche porte e ottenere l’indulgenza plenaria dei peccati, cosa che non guasta certamente, ma anche il
Giubileo ha le sue criticità nella Città. Si prevedono insieme ai pellegrini anche una massa di semplice turismo “mordi e fuggi”, si parla di cifre di alcuni milioni di prenotazioni, secondo alcune stime ben 35 milioni di pellegrini, almeno di quelli prenotati. Una città di circa due milioni e mezzo di abitanti con una serie di carenze strutturali, si troverà a gestire una ondata umana di turisti spesso selvaggi, come raccontano le recenti cronache. Un turismo insomma spesso senza regole dove ognuno fa quello che vuole e dove i residenti delle località prescelte indossano ormai l’elmetto per proteggersi da queste orde di barbari.
Non solo entrate
Molti diranno giustamente che il turismo da quando è nato ha portato non solo ricchezza, ma anche nuovi scambi culturali e commerciali. E allora non si capisce dove sarebbe la iattura di viaggiare e di conoscere altri popoli. Certamente tutto vero. Il turismo per la terra che lo ospita è una ricchezza sotto molti punti di vista, ma se mal gestito, come da più parti denunciato e non solo in Italia, ma un po’ in tutto il Mondo, diventa un problema serio.
Non solo per la vivibilità nelle località prescelte, ma anche per l’ecosistema già impazzito, pensiamo solo al boom dei Bed and Breakfast che hanno cancellato gli affitti nelle grandi Città, con grave ricaduta sociale. Per non parlare dell’impegno comunale per quanto riguarda i rifiuti, nota dolentissima, o l’impianto fognario, strutture già con gravi criticità progettate per una popolazione di circa tre milioni, quando però in un solo un anno questa aumenta a 35 milioni, almeno di quelli registrati, senza contare il fai da te. Insomma è come se l’intera popolazione canadese venisse tutta insieme nella Città Eterna.
Cosa manca
Chi ama la propria terra di solito è felice di far conoscere ai forestieri le sue bellezze naturali e artistiche, ma quando il turista perde il rispetto per la “casa altrui” allora cominciano i guai. Non solo per le colate di cemento che affliggono spiagge incantate per
secoli, l’aumento di smog o del traffico e il cambiamento di molti centri urbani dove la fanno da padrone negozietti di souvenir “orientali” insieme a improvvisati fast food che deturpano o, peggio, cambiano il volto delle Città, specialmente quelle d’arte che vengono ormai cannibalizzate. Se poi ai problemi infrastrutturali aggiungiamo la maleducazione di alcuni turisti, che non si sognerebbero mai di fare a casa propria quello che fanno in vacanza in casa altrui, allora l’elmetto che accennavamo prima è fondamentale.
Assise permanente
La soluzione è semplice (ovviamente per chi scrive, ndr) o si potenziano le infrastrutture o si mette il blocco ai turisti per rendere la Città più vivibile per i visitatori, ma, soprattutto, per chi ci abita tutto l’anno. Oggi con i voli low cost si arriva da per tutto, anche la località più ignorata diventa una meta turistica del momento. Cosa fare allora per limitare almeno questa violenta maleducazione? Una ricchezza in valuta straniera da non poter certo sacrificare per l’economia specie per Nazioni che vivono solo di questo, ma qualcosa tocca pur fare per non morire di turismo selvaggio.
Un’idea, proposta da qualcuno, è di creare una specie di assemblea, tipo Onu, per discutere e risolvere questi problemi che riguardano ormai ogni angolo del Globo. Tuttavia, gli interessi sono talmente forti e particolari per ogni Nazione che sicuramente, potete starne certi, non si farà nulla, dovremo allora sperare solo nella buona educazione di chi viaggia e non è poco, oppure, per chi ha fede, può sempre chiedere l’aiuto di San Cristoforo, il santo dei pellegrini, sperando che qualcosa cambi.
Antonio Maria Rossi
Foto © Crux Now, Cnn, Rome Tourism













