La sfida contro il cancro: studi e ricerche nel Mondo

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Dalla ricerca genetica all’intelligenza artificiale, passando per le terapie più innovative: il Mondo unisce le forze per affrontare una delle sfide sanitarie più urgenti del nostro tempo

Il cancro resta una delle principali cause di morte a livello globale. Ogni anno milioni di persone ricevono una diagnosi, ma al tempo stesso la scienza fa passi da gigante. In laboratori, università e centri di ricerca sparsi in tutto il Mondo, medici, biologi e ingegneri lavorano senza sosta per migliorare diagnosi, trattamenti e qualità della vita dei pazienti.

In questo scenario, il cancro non rappresenta solo una sfida sanitaria, ma anche una priorità sociale ed economica. L’impatto è trasversale e crescente, e richiede risposte coordinate su scala globale.

Fortunatamente, la scienza sta rispondendo con strumenti sempre più avanzati: genetica, immunoterapia, intelligenza artificiale e medicina personalizzata sono oggi al centro di un nuovo paradigma terapeutico, capace di trasformare radicalmente la lotta contro i tumori.

L’aumento nelle fasce più giovani

Un aspetto sempre più preoccupante emerso negli ultimi anni è l’incremento significativo dell’incidenza di tumori tra le persone sotto i 50 anni, soprattutto nei Paesi occidentali. Recenti studi epidemiologici internazionali hanno evidenziato che questa fascia d’età sta registrando aumenti particolarmente marcati di tumori del colonretto, della mammella e del pancreas. Questo fenomeno, definito da alcuni esperti come un vero e proprio “ringiovanimento” della malattia oncologica, pone nuove sfide sanitarie e sociali, richiedendo interventi mirati di prevenzione precoce e ricerca approfondita sulle cause, tra cui stili di vita, alimentazione e fattori ambientali.

Oncologia: la medicina su misura

Negli ultimi anni si è giunti a un approccio personalizzato: l’oncologia di precisione. Si studia il profilo genetico del tumore per trovare farmaci “su misura”, più efficaci e meno tossici. Progetti come il “Cancer Genome Atlas” negli Stati Uniti e simili iniziative europee stanno permettendo ai ricercatori di identificare mutazioni specifiche che aprono la strada a cure mirate.

Un esempio recente è il “DeepHRD”, un sistema di intelligenza artificiale in grado di rilevare la deficienza di ricombinazione omologa (HRD) analizzando vetrini istologici. Questo metodo ha dimostrato un’accuratezza superiore rispetto ai test genomici tradizionali, con un tasso di insuccesso vicino allo zero rispetto al 20–30% osservato nei test convenzionali.

Immunoterapia: risvegliare il sistema immunitario

L’immunoterapia è una delle rivoluzioni più promettenti nella lotta contro il cancro. Invece di attaccare direttamente il tumore, questa tecnica stimola il sistema immunitario del paziente aiutandolo a combatterlo. I “checkpoint inhibitors” e le “CAR-T cells“, terapie complesse ma altamente efficaci, stanno cambiando la prospettiva per molti pazienti affetti da tumori del sangue e, sempre più spesso, anche per quelli con tumori solidi.

Negli Stati Uniti, uno studio clinico condotto presso il Memorial Sloan Kettering Cancer Center ha ottenuto risultati senza precedenti: tutti i pazienti con carcinoma rettale avanzato legato a instabilità dei microsatelliti hanno raggiunto una remissione clinica completa. Ancora più significativo è che il 92% di loro è rimasto libero da malattia dopo oltre due anni, senza necessità di ricorrere a chirurgia, chemioterapia o radioterapia.

Intelligenza artificiale e big data

L’uso dell’intelligenza artificiale nella diagnosi precoce, nella lettura di esami e nella ricerca di nuove molecole sta accelerando i progressi. Sistemi di deep learning analizzano milioni di immagini radiologiche o sequenze genetiche in tempi record, individuando pattern invisibili all’occhio umano.

Modelli avanzati come “ImmunoDiff“, sviluppati per una forma specifica di tumore al polmone chiamata carcinoma polmonare non a piccole cellule, aiutano i medici a capire in anticipo se un paziente risponderà bene all’immunoterapia. Questo sistema funziona combinando i dati clinici del paziente con le immagini delle tac, ottenendo così un quadro molto più preciso.

Grazie a questo approccio, la capacità di previsione è migliorata del 21% rispetto alle tecniche usate in passato.

La sfida della prevenzione globale

Se la cura è fondamentale, la prevenzione resta l’arma più potente. Campagne vaccinali (contro HPV per il cancro al collo dell’utero, o HBV per quello al fegato), uno stile di vita sano, la diagnosi precoce e gli screening stanno già salvando milioni di vite. Paesi come Australia e Canada sono pionieri in strategie nazionali di prevenzione che potrebbero fare scuola a livello mondiale.

Tuttavia, il quadro globale è ancora disomogeneo. L’Oms (Organizzazione mondiale per la sanità) ha recentemente pubblicato i risultati di un’indagine condotta in 115 Paesi, che mostra come la maggior parte di essi non finanzi adeguatamente i servizi prioritari per il cancro e le cure palliative, nell’ambito della copertura sanitaria universale (CSU).

In questo contesto, il direttore generale dell’Oms, Tedros Adhanom Ghebreyesus, ha dichiarato che «solo circa la metà della popolazione mondiale ha accesso a cure sanitarie senza impoverimento. Questo deve migliorare drasticamente».

Nel 2024, in Italia sono stati diagnosticati 390.100 nuovi casi di tumore, un dato che si mantiene pressoché stabile rispetto agli anni precedenti: 391.700 nel 2022 e 395.900 nel 2023. Queste cifre provengono dal rapporto “I numeri del cancro in Italia 2024“, che Aiom (Associazione italiana di oncologia medica) e Airtum (Associazione italiana registri tumori), hanno redatto utilizzando i dati raccolti da 35 registri tumori, che coprono circa l’80% della popolazione nazionale.

Raccolte fondi e giornate dedicate

Accanto alla ricerca scientifica e alle politiche sanitarie, un ruolo fondamentale nella lotta contro il cancro è svolto dalla solidarietà collettiva. In Italia, campagne di raccolta fondi promosse da realtà come Ail (Associazione italiana contro le leucemie, i linfomi e il mieloma) o Airc (Fondazione Airc per la ricerca sul cancro) rappresentano un sostegno concreto e continuativo. Iniziative come “Le stelle di Natale“, “Le uova di Pasqua“, “Le arance della salute” o “L’azalea della ricerca” coinvolgono ogni anno scuole, piazze e volontari in tutta la Penisola, sensibilizzando l’opinione pubblica e raccogliendo fondi destinati a finanziare progetti di cura e prevenzione.

Su scala globale, il 4 febbraio si celebra la “Giornata mondiale contro il cancro” (World Cancer Day), istituita dall’Uicc (Unione internazionale per il controllo del cancro) con il sostegno dell’Oms. È un’occasione per riflettere sull’impatto crescente della malattia nel Mondo, ma anche per unire Governi, istituzioni, comunità scientifiche e cittadini attorno a un obiettivo comune: rendere il cancro sempre più prevenibile, curabile e affrontabile. Il tema scelto per il triennio 2024–2026, “Uniti per la cura”, sottolinea il valore dell’esperienza umana nella malattia e la necessità di risposte condivise e inclusive.

La collaborazione internazionale

Progetti transnazionali come “Cancer Moonshot” (Usa), “Mission Cancer” (Ue) e le collaborazioni tra istituzioni pubbliche e private stanno creando una rete globale che accelera la ricerca oncologica. La pandemia ha dimostrato quanto sia cruciale cooperare scientificamente oltre i confini, e i ricercatori hanno applicato questa lezione anche nella lotta contro il cancro.

Nel 2024, il Governo degli Usa ha ampliato significativamente il programma “Cancer Moonshot” con un investimento aggiuntivo di un miliardo di dollari, per accelerare la ricerca su vaccini antitumorali personalizzati e tecnologie diagnostiche avanzate.

L’impatto economico del cancro sul Mondo

Il cancro ha un impatto economico enorme a livello mondiale, non solo in termini di costi diretti per le cure mediche, ma anche di costi indiretti dovuti alla perdita di produttività lavorativa e ai costi sociali. Si stima che il costo globale del cancro superi i mille miliardi di dollari all’anno, con conseguenze devastanti per le economie dei Paesi più poveri, dove spesso mancano le risorse per garantire diagnosi e trattamenti adeguati. A livello familiare, il peso economico del cancro si traduce frequentemente in impoverimento e disuguaglianze sanitarie.

Il futuro della ricerca oncologica

La ricerca sul cancro è una sfida complessa e multidisciplinare, ma oggi più che mai esiste una reale speranza. L’Oms avverte che entro il 2050 si prevedono oltre 35 milioni di nuovi casi ogni anno, una minaccia che richiede politiche pubbliche forti, investimenti strutturali e un impegno collettivo per affrontare una delle più grandi sfide del nostro tempo.

Maria Vittoria Rickards

Foto © Maria Vittoria Rickards, Nursetimes.org, Scienzainrete.it

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