Carlo III incontra Papa Leone XIV: preghiera ecumenica a Roma

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Un momento storico di riconciliazione e dialogo tra la Corona inglese e la Santa Sede nel cuore della Capitale italiana

È giunto a Roma re Carlo III d’Inghilterra accompagnato dalla regina Camilla per una visita di Stato in Vaticano. In realtà era stata programmata in aprile, ma posticipata per la morte di Papa Francesco e la successiva elezione di Leone XIV. Giovedì 23 hanno fatto ingresso solenne transitando nel Cortile di San Damaso, è seguita l’udienza privata con il Pontefice, con un momento di raccoglimento per i due capi di Stato e una preghiera ecumenica nella splendida Cappella Sistina, simbolo dell’arte e della fede cattolica uniti con la anglicana.

Tema della Liturgia e Partecipanti

Il tema della liturgia, che era guidata da Papa Leone XIV e dall’arcivescovo di York Stephen Cottrell, è stata “la cura della Casa Comune“. I salmi e le letture cantate dal Coro della Cappella Sistina, unitamente ai bambini della Cappella Reale di St James’s Palace di Londra e al Coro della Cappella di St. George nel Castello di Windsor, giunti a Roma per animare la cerimonia. Seduti l’uno accanto all’altro, Carlo e Leone si sono uniti nella preghiera affinché il Mondo dilaniato dalle guerre torni alla pace. L’immagine di un re e un Papa in preghiera si può identificare come una riconciliazione tra fede e potere, tra la voce della tradizione e il coraggio del perdono.

A conclusione della preghiera re Carlo III, accompagnato dal Papa, si è recato nella Sala Regia, mentre la regina Camilla si è fermata a salutare i cori. Vi è stato uno scambio di doni consistenti in due piante di orchidee. Quella donata dal Papa al re Carlo sarà piantumata in una delle tenute reali in Inghilterra, quella donata da re Carlo sarà portata al Borgo “Laudato Sì di Castel Gandolfo.

Il testo, utilizzato nella cerimonia, era di Sant’Ambrogio di Milano, eseguito con una traduzione in inglese di San John Henry Newman, per metà della sua vita anglicano e cattolico per l’altra metà. Il prossimo primo novembre, come annunciato da Papa Leone, Newman sarà proclamato dottore della Chiesa e in Piazza San Pietro per l’evento arriverà una importante delegazione della Chiesa anglicana.

Visita alla Basilica di San Paolo Fuori le Mura

Sempre nel pomeriggio di giovedì i Reali si sono spostati nella Basilica di San Paolo Fuori le Mura che, insieme all’abbazia benedettina annessa, ha un forte legame con la Corona d’Inghilterra. Infatti nello stemma dell’abbazia vi è l’insegna dell’“ordine della Giarrettiera”, una delle massime onorificenze inglesi.

I Sovrani hanno visitato la tomba di San Paolo, quindi è seguita la cerimonia del conferimento del titolo di “Royal Confrater” a re Carlo d’Inghilterra.

Significato del titolo

Il conferimento del titolo, come ha spiegato mons. Flavio Pace, segretario del Dicastero per la Promozione dell’Unità dei Cristiani, «è un gesto di grande valore». Storicamente la Basilica e l’Abbazia di San Paolo fuori le Mura hanno avuto vincoli intensi con la Corona d’Inghilterra. Già nel Medioevo i re sassoni provvedevano alla manutenzione delle tombe degli apostoli. Questo legame non si è spezzato neppure dopo la Riforma. Il conferimento del titolo a Carlo d’Inghilterra è stato personalmente approvato da Papa Leone. In questo modo ha voluto ricordare come la fede e la storia possano ritrovare «in periodi di instabilità globale una lingua comune per la promozione della pace, la dignità umana e la tutela dell’ambiente».

Sulla sedia sulla quale si è seduto Carlo III nella Basilica di San Paolo, sarà inserito un sigillo. Questa sedia resterà in Basilica anche dopo la sua visita. La celebrazione è stata presieduta dall’abate Dom Donato Ogliari insieme all’arciprete della Basilica, presente anche il cardinale Harvey e la moderatrice della Assemblea generale della Chiesa di Scozia Rosie Frew.

Riconoscimento Papale e Simbolismo Storico

Papa Leone, a sua volta, è stato insignito dai Reali del titolo di “Confratello Papale” della Cappella di San Giorgio nel Castello di Windsor.

L’incontro tra Papa Leone XIV e Re Carlo avviene nell’anno del Giubileo e proprio venticinque anni fa, nel 2000, la Regina Elisabetta II, sua madre, fu ricevuta da Giovanni Paolo II. Allora fu un gesto di rispetto, oggi è un atto di comunione. La visita apre una stagione di riconciliazione tra Roma e Canterbury, separate dal 1534 ma ora più vicine per affrontare le sfide del presente.

Da sempre Carlo III è attento al dialogo religioso e ai temi spirituali. Più volte ha ricordato di sentirsi “difensore delle fedi”. Più volte ha visitato con grande rispetto luoghi di culto cristiani, musulmani, ebraici.

Anglicanesimo e le origini della frattura con la Chiesa di Roma

Lo scisma fu voluto dal re Enrico VIII. Siamo in Inghilterra nel XVI secolo. Alla base del problema stanno le vicende relative alla dinastia dei Tudor. La continuità dinastica costituiva il fine primario del re Enrico VIII (1491-1547). Enrico fu un sovrano che, quando in Europa scoppiò la riforma luterana, prese posizione su principi dottrinali favorevoli ai cattolici.

Nel 1527 si manifestò il dissidio tra il re e il papato. Enrico chiese al Papa di annullare il suo matrimonio con Caterina d’Aragona che non gli aveva dato un figlio maschio e sposare così Anna Bolena. Impossibilitato a ricevere l’annullamento del matrimonio dal Papa Clemente VII, Enrico VIII ruppe definitivamente con Roma attraverso l’“Atto di Supremazia” (1534) nel quale si proclamava capo supremo della Chiesa d’Inghilterra rifiutando il primato del Papa. Alla sottomissione dell’episcopato e alla nomina del primate – arcivescovo di Canterbury – si aggiunsero le spoliazioni e l’incameramento di beni ecclesiastici, soprattutto monastici, che rimpinguarono le casse del re con la vendita delle terre ai privati. Alla morte di Enrico VIII seguì Edoardo VI (1537-1553), unico figlio maschio sopravvissuto. Fu in questo periodo che la riforma protestante attecchì massimamente in Inghilterra.

I reali inglesi in Italia

Carlo III Papa Leone XIVL’antenata di re Carlo che visitò l’Italia con frequenza dal 1888 al 1894 fu la regina Vittoria, ma sempre in visita privata. Sceglieva sempre due mete, Firenze e il Lago Maggiore. Era solita risiedere nelle ville ospite di famiglie patrizie. Re Giorgio V, in visita a Roma nel 1923, fu il primo monarca inglese a essere ricevuto ufficialmente in Vaticano accompagnato dalla regina Mary, nonna di Elisabetta II. Furono ricevuti anche al Quirinale dalla famiglia dei Savoia al completo. Elisabetta II ebbe un incontro privato con Giovanni XXIII e ritornò da regina in occasione delle celebrazioni dell’Unità d’Italia.

Fin da bambino Carlo III ha conosciuto l’Italia. È stato ospite del conte Strathmore nella sua villa a Bordighera, più volte con la madre. Quando sposò Diana principessa del Galles visitò la Sardegna, Milano, Venezia, Roma, Catania, Siracusa e Bari. Ora da maturo pellegrino Carlo III, con questa visita ufficiale, ha voluto rinvigorire i legami con la Chiesa cattolica che nei secoli, anche con gli anglicani, non si sono mai sopiti.

 

Giancarlo Cocco

Foto © Vatican News

Video © Eurocomunicazione

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