La storia e le leggende dell’Estonia in Italia

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In diversi eventi sono state presentate le tradizioni e la cultura del Paese baltico che mettono in luce i molti legami con il patrimonio del Mediterraneo

18 febbraio 2017 | di | Costume - Cultura - Libri

Il 10 febbraio a Bologna, presso l’oratorio San Filippo Neri, si è parlato del libro “Il meteorite iperboreo” edito da Pendragon, a cura di Maurizia Giusti (Syusy Bladi), Felice Vinci e Karl Kello (con traduzioni, note e approfondimenti di Ulle Toode e Gianni Glinni). Gli autori spaziano tra le curiosità disseminate nell’epica mediterranea – dagli abiti pesanti dei protagonisti delle opere maggiori della tradizione greca alla descrizione dell’aspetto dei protagonisti – rilanciando la tesi che i legami tra le leggende del Sud e quelle del Nord del nostro continente siano più saldi e frequenti di quanto non sia stato sottolineato in tante ricerche nel corso dei secoli.

Felice Vinci, autore anche de “L’Omero nel Baltico” sostiene vi siano stati popoli che, viaggiando a Sud, hanno tramandato storie poi trascritte dagli abitanti delle coste del Mediterraneo. Maurizia Giusti è andata alla ricerca di segni di questo passato, laddove si svilupparono le culture dei Fenici e degli Etruschi: l’itinerario è arrivato fino all’isola estone di Saaremaa, al centro delle teorie che puntano l’attenzione su di un lago originato da un meteorite e oggetto di numerose leggende diffuse tra le popolazioni locali.

Un evento era stato organizzato anche il 3 gennaio a Gaeta, presso il Club Nautico in Piazza Carlo III. Verso la fine dello scorso anno, il 22 settembre, a Villa Celimontana a Roma era stato presentato anche il libro di Lennart Meri,Hõbevalge (Gangemi), una ricostruzione della storia degli Estoni: nell’incontro erano intervenuti Gianni Glinni, curatore dell’edizione italiana, il professor Antonello Folco Biagini (prorettore dell’Università di Roma “La Sapienza”), la giornalista Maurizia Giusti (Syusy Blady), Daniele Monticelli, curatore del progetto (docente di semiotica dell’Università di Tallinn).

Il testo di Lennart Meri fa riferimento sia a fonti del mondo classico mediterraneo che alla storia nordica pre-indoeuropea. Tradizioni, linguaggio, mitologia, contribuiscono al mosaico dello Stato baltico, frammentato più volte per l’azione di potenze europee come Svezia, Polonia, Russia, Germania, in concorrenza tra loro per garantirsi un ruolo strategico nell’area, la cui suddivisione storica in quindici contee risente tuttora delle vicende determinate dal susseguirsi di imprese straniere nel Paese.

L’Estonia si può considerare perciò una cartina di tornasole delle vicende di buona parte dell’Europa, date le moltissime tracce lasciate sulle sue regioni e usanze dalle culture svedese, russa, tedesca, polacca, danese. A Tallinn, la capitale, la varietà dell’architettura lo testimonia, così come in altri centri rilevanti come Tartu e Vilijandi, senza contare la ricchezza naturalistica delle isole che rappresentano un decimo dell’intero territorio e di parchi come quello di Lahemaa.

 

Aldo Ciummo

Foto © Centro Studi sull’Estonia e il Baltico

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