Preraffaelliti: l’utopia della bellezza

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Millais - Ofelia (1851-52) © Tate, London 2014

Meraviglie della Tate Britain in mostra a Torino

Ambiguo è il rapporto fra i Preraffaelliti ed il proprio tempo. Il sogno primitivo del quale la loro pittura si nutre, quasi una fuga nell’idealismo romantico e nella purezza arcaica, sembra testimoniare un rifiuto totale della modernità. Eppure non si può negare che l’adesione al reale sia una componente essenziale della loro poetica. Ne scaturisce una contaminazione singolare. L’attenzione alle emergenti tematiche sociali si sposa ad una polemica contro la crescente industrializzazione, ad un atteggiamento sostanzialmente irrisolto nei confronti delle conquiste scientifiche e del progresso tecnico.

A questa singolare Confraternita pittorica, formatasi a Londra nel 1848, il cui carattere particolarmente eterogeneo si estrinseca nelle diversità stilistiche dei suoi tre fondatori, Dante Gabriel Rossetti, William Holman Hunt e John Everett Millais, la città di Torino dedica una raffinatissima mostra dal titolo “Preraffaelliti. L’utopia della bellezza”, ospitata nei nuovi spazi espositivi di Palazzo Chiablese, forte di circa 70 opere provenienti dalla Tate Britain.

Suddiviso in sette sezioni (la storia, la religione, il paesaggio, la vita moderna, la poesia, la bellezza e il simbolismo), il percorso ambisce analizzare le diverse ispirazioni che caratterizzano il movimento. Una minuziosa fedeltà naturalistica e botanica, che richiama il gusto fiammingo per il dettaglio, e un recupero del primitivismo pittorico, inteso come spontaneità antecedente il Rinascimento, abitano la poetica preraffaellita. Il loro universo figurativo si nutre ugualmente di influssi letterari (Keats, Shelley, Shakespeare, Dante e molti altri), di un’iconografia medievaleggiante, di soggetti storici, religiosi e contemporanei, senza trascurare derive simboliste ed estetizzanti.

Opera emblematica del movimento Ofelia di Millais, straordinaria interpretazione del dettato shakespeariano. Il quadro stupisce per l’attenzione ai dettagli naturalistici, ma specialmente per la sua capacità di consegnarci l’immagine di una femminilità idealizzata, cogliendola in un attimo sospeso fra la vita e la morte. Il volto fragile e delicato è quello della modella Elizabeth Siddal, icona di bellezza eterea e fatale. Si narra sia stata costretta dal pittore a restare per ore in una vasca piena d’acqua, sino ad ammalarsi seriamente. Poetessa e artista notevolmente dotata, sposò Rossetti con il quale i rapporti furono sempre burrascosi. Minata dalla dipendenza dal laudano, morì suicida in seguito ad una forte depressione. Rossetti la raffigura nel dipinto Beata Beatrix dove il volto della morta, avvolto in un colorismo sfumato, viene trasfigurato in una composizione dal grande afflato simbolico.

Rossetti - Monna Vanna (1866) © Tate, London (2014)
Rossetti – Monna Vanna (1866)
© Tate, London (2014)

Personalità di spicco nella Confraternita, Rossetti è presente in mostra con numerose opere che testimoniano la sua evoluzione creativa, da Dantis amor, che presenta un’impostazione ancora arcaizzante in linea con lo spirito primigenio, a Monna Vanna, dove compaiono preponderanti gli influssi rinascimentali, fino a Proserpina, dove l’adozione della modella Jane Morris, nuova infatuazione dell’artista, ispira un’immagine di femminilità malinconica e decadente.

Hunt è forse l’unico che sino in fondo rispetta lo spirito originario della Confraternita. Nel Risveglio della coscienza raffigura una prostituta che, colta da un improvviso impeto di moralità, si svincola dal proprio seduttore. “Nulla è più interessante del mondo” scrive questo singolare pittore il quale, in seguito ad un viaggio in Terrasanta, sposterà i suoi interessi verso una religiosità visionaria.

Fra i numerosi artisti presenti ricordiamo ancora Ford Madox Brown, il quale offre un notevole contributo alla Confraternita pur appartenendo alla generazione precedente, e Edward Burne-Jones, la cui sensibilità gotica anticipa atmosfere e soluzioni estetiche che si estendono sino ai giorni nostri.

Riccardo Cenci

 

Preraffaelliti. L’utopia della bellezza.

Palazzo Chiablese – Torino

19 aprile – 13 luglio 2014

Orari: lunedì 14.30/19.30 – martedì, mercoledì e domenica 9.30/19.30 – giovedì, venerdì e sabato 9.30/22.30

Biglietti: intero € 13,00 ridotto € 11,00

Catalogo: 24 ORE cultura

www.mostrapreraffaelliti.it

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