Procedura d’infrazione Ue all’Italia per mancata registrazione dei migranti

Sarebbero 63 mila gli immigrati non registrati con il sistema Eurodac. Alfano: «Atto del tutto incomprensibile che farebbe prevalere l’Europa della burocrazia»

La formalizzazione della procedura di infrazione nei confronti dell’Italia relativamente all’iter di registrazione dei migranti continua a far discutere. Mentre sembra sempre meno probabile un ripensamento dell’ultimo minuto da parte della Commissione europea, proseguono le reazioni, spesso sdegnate, dell’Italia. Fra le più recenti, quella di Patrizia Toia, capodelegazione degli eurodeputati Pd, che ha dichiarato senza mezzi termini che la sanzione «fa veramente arrabbiare».

Patrizia TOIA«Ci chiediamo – ha spiegato Toia –  che senso abbia mettere l’Italia sul banco degli imputati, che è stata sola a lungo ad affrontare questo fenomeno e che è un Paese che ha fatto molto più di altri, per qualche mancanza nella registrazione che peraltro risale a momenti di arrivi caotici del passato».

La procedura che, oltre all’Italia, riguarda anche Grecia e Croazia, si riferisce infatti alle modalità con cui gli immigrati sono stati registrati una volta sbarcati su suolo europeo. Le norme Ue prevedono che gli Stati membri mettano in pratica il regolamento Eurodac, ovvero il sistema digitale europeo di raccolta delle impronte riservato ai richiedenti asilo. Secondo quanto previsto dal Trattato di Dublino del 2013 infatti, queste procedure devono essere svolte dallo Stato membro in cui il richiedente è sbarcato, che diventa dunque il Paese competente per la gestione della richiesta d’asilo.

Per quanto riguarda l’Italia, la procedura di infrazione fa riferimento a 63 mila migranti, su 92 mila complessivi sbarcati sulle coste del Belpaese nei primi sei mesi del 2015, che non sarebbero stati registrati al loro arrivo. A rendere più pesanti questi numeri, già considerevoli, ci sarebbe poi il fatto che, fra queste 63 mila persone vi sarebbero diversi minori.

Angelino Alfano at the podiumLa procedura deve ancora essere formalizzata e, nonostante sembri improbabile che la Commissione possa ripensare le proprie posizioni, il Governo italiano continua a pronunciarsi duramente riguardo un eventuale sanzione: «Speriamo – ha commentato il ministro dell’Interno Alfano – che non si apra alcuna procedura di infrazione sulla registrazione dei migranti in Italia, se ciò dovesse accadere sarebbe una scelta del tutto irragionevole e fuori dal tempo e dalla storia». Secondo il titolare del Viminale si tratterebbe infatti di «un atto del tutto incomprensibile che farebbe prevalere l’Europa della burocrazia, che favorisce i populisti». «Per il lavoro svolto – ha concluso Alfano – meritiamo solo un grazie dalla Ue».

 

 

 

Valentina Ferraro
Foto © European Parliament and Commission

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