Papa Francesco a Lesbo, un viaggio triste e commovente

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Crisi dei rifugiati problema europeo. Dichiarazione congiunta del Pontefice con il Patriarca Bartolomeo e l’arcivescovo ortodosso Hieronymos

Una giornata intensa e commovente quella vissuta sabato da Papa Bergoglio in visita a Lesbo, l’isola che accoglie centinaia di famiglie in fuga dalla guerra in Siria. «Questa giornata di lavoro è stata per me troppo forte, c’era da piangere» ha dichiarato il Santo Padre ai giornalisti presenti sull’aereo nel viaggio di ritorno a Roma. Sull’aereo il Papa ha portato con sé 12 profughi musulmani siriani tra cui sei minori «che hanno i documenti in regola» ha precisato Papa Francesco e ha rivelato «c’erano anche due famiglie di cristiani ma non avevano i documenti in regola, questi che sono con noi saranno ospitati a carico del Vaticano presso la comunità di Sant’Egidio». Lo Stato vaticano, italiano e greco hanno dato il loro visto e questo gruppo, due famiglie vengono da Damasco, una da una zona occupata dal Daesh, si aggiunge alle due famiglie che sono ospitate a Roma nelle parrocchie vaticane.

La mattinata era iniziata con l’arrivo del Papa all’aeroporto di Mytilene accolto dal premier Tsipras, dal patriarca ecumenico di Costantinopoli Bartolomeo e dall’arcivescovo ortodosso di Atene e di tutta la Grecia Hieronymos, presente anche Mons. Papamanolis presidente della Conferenza episcopale greca. Nel colloquio con Tsipras Papa Francesco ha apprezzato la grande solidarietà mostrata  dal popolo greco nell’accogliere i migranti – ha riferito ai giornalisti Padre Lombardi – sottolineando che «la crisi dei rifugiati è un problema europeo e internazionale che richiede una risposta che rispetti le leggi europee ed internazionali, con la necessità di proteggere le persone dal rischiare la vita attraversando il Mediterraneo e il Mare Egeo, combattendo le reti di trafficanti e sviluppando procedure sicure di stanziamento in Europa».

DSCN0128Nell’incontro con i migranti ha destato commozione una bambina che si è inginocchiata (nell’immagine a destra) ai piedi del Pontefice baciandogli le scarpe mentre la madre chiedeva a gran voce di poter raggiungere la Germania. Alcuni bambini del campo profughi hanno regalato a Papa Francesco disegni nei quali esprimono il desiderio di pace. Questi disegni sono stati mostrati sull’aereo ai giornalisti dal Papa (nella foto di apertura) che ha commentato «cosa vogliono i bambini in questi disegni? La pace. Ecco un disegno dove si vede un bambino che annega, questo lo hanno nel cuore. Oggi c’era da piangere, hanno memoria di questo. Un altro ha disegnato il sole che piange. Ma se il sole è capace di piangere anche a noi una lacrima ci farà bene».

Durante l’incontro con il Patriarca Bartolomeo, Hieronymos e Papa Francesco è stata firmata una dichiarazione congiunta nella quale si sottolinea: «ci appelliamo a tutti i responsabili politici affinchè sia assicurato a tutti gli individui compresi i cristiani, che possano rimanere nelle loro terre natie e possano godere del diritto fondamentale di vivere in pace e sicurezza». Nel documento si fa riferimento al fatto che l’Europa si trova oggi di fronte ad una delle più serie crisi umanitarie della fine della Seconda guerra mondiale. «Esortiamo la comunità internazionale a fare della protezione delle vite umane una priorità e a sostenere ad ogni livello politiche inclusive che si estendano a tutte le comunità religiose».

Alexis Tsipras, nel ringraziare Papa Francesco, ha stigmatizzato come altri leader cristiani in questo momento in Europa «alzino barriere».

 

Giancarlo Cocco

Foto © Giancarlo Cocco (da Sat 2000)

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