Street food, ricominciare dal cibo di strada

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Presentata la guida del Gambero Rosso. Nel primo semestre è riuscito a resistere grazie al delivery e all’asporto. In espansione il food truck

È la seconda guida che il Gambero Rosso presenta dopo la chiusura forzata dovuta al Covid-19. “Street food 2021” è un lavoro certosino di ricerca sul cibo di strada all’italiana. «Lo scorso anno sono stati 7 italiani su 10 che hanno scelto il cibo di strada, perché significa riscoprire le grandi tradizioni locali, praticità, a costi contenuti. Siamo sicuri che lo sarà anche quest’anno perché, anche con tutte le difficoltà, la possibilità di avere gli spazi all’aperto ci permetteranno di salvare qualche festival. E ora che le piazze sono diventate dei ristoranti all’aperto continua a crescere l’interesse verso questa offerta gastronomica. Si è anche scatenata la fantasia dei gestori e le sorprese in questa guida non mancano» ha spiegato Laura Mantovano, direttore della guida.

Oltre 600 gli indirizzi con illustrazioni e itinerari dedicati alle specialità più amate in varie regioni italiane: dai panini di mare colorati e sfiziosi di “Da Matti Streetfood” in Abruzzo con “Gambero argentino” (gamberi saltati in padella con ventricina abruzzese, rucola e pomodoeo) alla focaccia barese in forma di ruota, a quella genovese (“fugassa”), dai bacari veneziani agli stigghiolari palermitani (budello di capretto, agnello o vitello); al “O Cuzzetiello”, pane cafone svuotato riempito con i condimenti più disparati (salsiccia e friarelli, ragù, polpette al sugo, parmigiana di melanzane). Tra le centinaia di indirizzi selezionati ci sono locali, food truck, chioschi, mercati rionali e nuovi format gastronomici con chef che preparano golosità da asporto. In un anno critico come questo, in cui festival ed eventi sono stati cancellati, molti hanno saputo reinventarsi tramite l’asporto e il delivery.

«In questa sesta edizione della guida Street Food» – dichiara Paolo Cuccia, presidente di Gambero Rosso – «vogliamo portare in auge ancora di più la grande evoluzione di questo settore che, mantenendo le solide radici culturali del cibo di strada, innova costantemente la qualità dell’offerta». Quest’anno sono due i Premi speciali assegnati: – Street food da chef – 1983. Cronaca di un’estate di Rino Duca – Il Grano di Pepe Ravarino (MO); – Street food on the road – CiVà – Cibo Vagabondo – Campania. «In un cono di carta di riso ho riprodotto la notizia. Il piatto è nato 4 anni fa nell’anniversario della morte di Rocco Chinnici» ha dichiarato lo chef Rino Duca che, nel ricordare l’uccisione nell’estate del 1983 del giudice Rocco Chinnici, ha realizzato un cono in carta di riso su cui è impressa, con nero di seppia, la prima pagina di un quotidiano (L’Ora) uscito il giorno successivo all’assassinio. All’interno del cono sarda, seppia, gambero al barbecue, menta, verdure croccanti, nero e fegato di seppia.

Il premio Street Food on the Road è andato a “CiVa” – Cibo Vagabondo Campania, un colorato food truck, gestito dal team di giovani del Lilo di Sala Consilina e dall’azienda agricola I Segreti di Diano, che porta nelle strade una “cucina campana in movimento”.
Il giro d’Italia del Gambero Rosso ha premiato 20 campioni regionali, ciascuna regione con una peculiarità sul quel prodotto antico e tradizionale che non smette di fare tendenza.
Nella realizzazione di Street Food, il Gambero Rosso è stato affiancato da “Così Com’è”, marchio di Finagricola specializzato nella produzione di pomodorini coltivati nella Piana del Sele.

 

Enzo Di Giacomo

Foto © Enzo Di Giacomo

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