Coronavirus Italia, 1.648 casi e 24 morti. Ministero Salute dà ok a test rapidi in scuole

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Israele sopra Usa per mortalità, 7mila casi nel Regno Unito, mentre in Francia scarseggiano i reagenti. La Russia intanto richiude gli edifici scolastici

La guerra contro il Covid-19 continua, e l’Italia resta in trincea contro il coronavirus. A un nuovo aumento dei tamponi (90.185 contro i 51.109 del giorno precedente, per una differenza di 39.076) torna a crescere il numero dei contagi: sono stati 1.648 nelle ultime 24 ore a fronte dei 1.494 di lunedì. Desta preoccupazione il numero delle vittime che sale a 24, mentre il giorno prima si erano fermate a 16, per un totale di 35.875.

Intanto il ministero della Salute dà il via libera ai test «antigenici rapidi come strumento di prevenzione nell’ambito del sistema scolastico». Si tratta dei medesimi test utilizzati finora in porti e aeroporti che sono «in grado di assicurare una diagnosi accelerata di casi di Covid-19, consentendo una tempestiva diagnosi differenziale nei casi sospetti tra sindrome influenzale e malattia da SARS-CoV2».

La notizia arriva quando in Toscana due casi di positività, riscontrati rispettivamente in una scuola dell’infanzia di Livorno e in un nido comunale a Figline Valdarno (Firenze), hanno fatto scattare la quarantena per un gruppo di bambini. Nel primo caso, si tratta di sei compagni di classe di un bimbo di un anno risultato positivo, nel secondo invece di altri sei piccoli di età compresa tra i 3 e i 17 mesi e quattro educatrici.

Secondo Walter Ricciardi, consigliere del dicastero, il Paese si trova ancora di fronte alla prima ondata che non è «mai finita». E spiega: «Quello che abbiamo fatto è appiattire la curva epidemica, non azzerarla. La pandemia è sempre quella». Per quanto i numeri siano «ancora sotto controllo» resta il problema delle terapie, non tanto quelle intensive, che contano più di 10mila posti, quanto quelle subintensive e i pronto soccorso che vanno rafforzati con percorsi separati, mentre è “essenziale” lo sforzo delle regioni.

Da questo punto di vista, è ancora una volta la Campania la più colpita con 286 contagi (seppur in diminuzione rispetto ai 295 di lunedì), seguita dal Lazio che ne segnala 219 (lunedì 211) e la Lombardia 203 (un balzo in avanti rispetto ai 119 del giorno prima). E il governatore campano, Vincenzo De Luca, firma l’ennesima ordinanza (dopo l’obbligo della mascherina all’aperto) per tentare di frenare il contagio, stavolta prendendo di mira la movida.

Le feste sono consentite ma solo a “numero chiuso” per un massimo di 20 partecipanti e ai locali, tra cui bar, ristoranti e pub, è imposto il divieto di vendere alcolici da asporto dalle 22. Per quanto riguarda le terapie intensive salgono di 7 unità (ieri +10) per un totale di 271 pazienti, mentre nei reparti ordinari sono state ricoverate altre 71 persone nelle ultime 24 ore, portando il totale a 3.048. Di molto superiore il numero dei guariti e dimessi: sono 1.316 in un giorno (lunedì 773), nel complesso 226.506.

Di contro calano gli attualmente positivi, solo 307 rispetto ai 705 del giorno prima, in tutto 50.630. In generale, nella visione di Ricciardi, in Italia «non esiste un rischio lockdown» anche «nelle regioni che hanno visto aumentare i contagi». Allargando lo sguardo all’Europa, l’esperto sottolinea che il tampone per chi proviene dalla Gran Bretagna «non è ancora all’ordine del giorno» perché Londra «non presenta dati come la Francia e la Spagna su cui abbiamo preso delle misure adeguate».

Le ultime 24 ore “di paura” le vive Israele dopo aver superato gli Usa nel rapporto tra morti da coronavirus e numero di abitanti. Oltre ad essere in testa nella lista dei Paesi con il più alto numero di nuovi contagi giornalieri rispetto alla popolazione. A rivelare questi ultimi conteggi è il ministero israeliano della della Difesa: da un suo rapporto emerge che in base alla media calcolata nell’ultima settimana, per la prima volta il tasso in Israele è di 3.5 morti per milione di abitanti mentre negli Usa è di circa il 2,2. Il Paese ha superato i 1.500 morti, un terzo dei quali si sono registrati nelle ultime tre settimane.

Ma a far tremare sono anche i numeri che vengono dal Regno Unito dove oggi si è registrato il picco più alto di contagi da marzo: 7.143 nuovi casi a fronte di 200.000 test eseguiti. Spaventa anche l’impennata dei decessi: 71 nelle ultime 24 ore, la cifra più alta da fine dell’estate. Gli ultimi dati israeliani rafforzano la possibilità di un prolungamento dell’attuale lockdown, in vigore fino all’11 ottobre, la fine delle feste ebraiche, con il primo ministro in persona, Benyamin Netanyahu, secondo cui il nuovo confinamento durerà probabilmente «più di un mese» e che ha fatto appello a «tutti i cittadini» affinché osservino le regole «senza eccezione».

In Europa, a destare preoccupazione resta anche la situazione di Parigi che teme una nuova stretta nonostante oggi nel Paese si registrino 8.000 nuovi casi, un cifra inferiore alle medie dell’ultima settimana. Nella capitale francese la situazione epidemiologica peggiora giorno dopo giorno e le cifre fanno sempre più presagire l’escalation allo status di “allerta massima”, come già a Marsiglia e Aix-en-Provence. La decisione non è ancora stata presa, assicura il ministero della Salute – salvo la chiusura dei bar alle 22, delle palestre, e della limitazione a 1.000 persone per i grandi eventi pubblici – ed eventuali nuove misure verranno adottate sulla base di osservazioni settimanali, ribadisce.

Però il timore è concreto, dal momento che ormai nell’Ile-de-France (regione della capitale) l’incidenza è di 156,8 casi su 100.000 abitanti, un livello che sale fino a 254/100.000 per la sola città di Parigi, pari a 5 volte la soglia di allerta e due volte e mezzo la media nazionale. Ad aggiungere tensione la penuria di reagenti per i tamponi, che induce la Francia a frenare la corsa ai test. Diversi laboratori parigini sono costretti da qualche giorno a respingere le persone – spesso in attesa fuori dai locali per evitare assembramenti – perché non più in grado di praticarli.

I Paesi Bassi registrano il loro record giornaliero (3.011 nuove infezioni) e impongono da stasera nuove restrizioni. La Germania è su livelli più bassi (2.089) ma la cancelliera Merkel teme che il Paese potrebbe trovarsi in una situazione simile alla Francia o alla Spagna entro la fine dell’anno. Il suo governo darà la priorità al mantenimento di scuole e asili aperti, proteggendo allo stesso tempo l’economia da ulteriori lockdown. Le regioni che in una settimana avranno registrato almeno 35 nuovi casi su 100 mila abitanti dovranno limitare a 50 gli assembramenti nei locali pubblici, sia al chiuso che all’aperto. Il governo “raccomanda” inoltre di non superare le 25 persone nelle riunioni private, mentre se il numero di contagi settimanali avrà superato i 50 casi ogni 100 mila abitanti, il limite scenderà a 25 persone negli spazi pubblici e a 10 negli incontri privati.

La cancelliera ha ancora una volta sconsigliato i viaggi all’estero, soprattutto nelle aree a rischio identificate dall’Istituto Robert Koch. Tuttavia, ha aggiunto, che non c’è nessun problema a viaggiare dove il virus non circola molto, e ha citato l’Italia, lodando la sua battaglia contro il virus. «Si può andare in zone non a rischio in Europa. In Italia, per esempio, si agisce con grandissima cautela». Anche l’Oms ha inserito l’Italia tra i Paesi che hanno dato le risposte migliori alla pandemia, insieme a Thailandia, Uruguay e Pakistan. Nonostante i decessi legati alla malattia nel mondo siano più di un milione, per l’Oms «ci sono barlumi di speranza che ci incoraggiano ora e nel prossimo futuro». In una dichiarazione diffusa al superamento della cifra simbolica, il direttore generale, Tedros Adhanom Ghebreysus, ha avvertito che la principale lezione da trarre dalla pandemia è che «non importa in quale fase epidemica sia un Paese, non è mai troppo tardi per cambiare la situazione».

 

Elodie Dubois

Foto © Repubblica, Toscana Media News, Napoli Today, European Centre for Disease Prevention and Control, The Brussels Times

Video © Eurocomunicazione

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