Il tartufo come identità territoriale e nazionale

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Presentata a Roma la 1ª edizione dell’evento speciale sul famoso fungo e le bollicine. Ad Alba, capitale mondiale, 90ª Fiera internazionale per 9 settimane

Tartufo, fortissimamente tartufo. Al re della tavola è stato dedicato un convegno-anteprima a Roma: “Anteprima mondiale della previsione della stagione del tartufo bianco”, 1ª edizione svolta nella sede della CIA-Agricoltori Italiani, che ha visto la partecipazione dei maggiori protagonisti ed esperti del settore. L’evento è stato organizzato daAccademia Italiana del Tartufo” e “Associazione Italiana Sommelier” (AIS), in collaborazione con Sviluppo Marche con la presenza dell’Amministratore Unico Svim, Gianluca Carrabs, e la media partnership di “Italia a Tavola”. Ad aprire l’evento è stata la firma di un Protocollo d’intesa con il Ministero delle Politiche Agricole Alimentari e Forestali alla presenza del Sottosegretario Giuseppe L’Abbate.

Settembre, andiamo è tempo di tartufi. Una stagione che si preannuncia con una buona qualità e con punte di eccellenza per la fine del calore estivo e l’arrivo delle piogge negli ultimi giorni di settembre, portando temperature altalenanti. La speranza è quella di un ottobre più regolare che aiuti ad avere una produzione ricca. Le regioni che maggiormente recitano un ruolo di primo piano nella raccolta del tartufo sono Piemonte, Toscana, Marche e Umbria, dove si svolgono anche le Fiere più importanti.

Forse sarà dovuto al lungo periodo di lockdown che ha lasciato paura e insicurezza, ma la sensazione – anzi la certezza – è che l’interesse per il tartufo non sia scemato perché un piatto con una lamellata o grattugiata di tartufo restituisce libertà e appagamento dei sensi. È la stagione, una nuova stagione, che vedrà il mondo del tartufo agire con la ristorazione internazionale, tanto da indurre l’AIS a realizzare la Guida dei ristoranti gourmet al tartufo, italiani e internazionale”.

«Vogliamo offrire una guida a tutta la ristorazione mondiale. Vogliamo garantire a tutti gli chef italiani e internazionali che il tartufo italiano è vero, puro e sincero, un miracolo della natura, un lusso democratico, un cibo afrodisiaco e, quindi, la preziosità italiana più desiderata dal genere umano» ha sottolineato con una punta di orgoglio nazionale Giuseppe Cristini, presidente dell’Accademia Italiana del Tartufo.

Dal convegno sono emerse anche le affinità tra tartufo e vino, entrambi espressione non solo della storia e della tradizione ma anche dello sviluppo e del futuro del nostro territorio, nel nome della rispetto dell’ambiente e della biodiversità. «Nasce da questa affinità e da questa naturale vicinanza una collaborazione con l’Accademia del Tartufo di cui siamo orgogliosi e che si traduce in azioni concrete per diffondere in primis nel mondo della ristorazione, attraverso la presenza di sommelier qualificati, la conoscenza di un abbinamento che, oltre avere un valore culturale, può essere motore economico anche e soprattutto in un momento difficile per l’emergenza sanitaria ancora in corso» ha spiegato Antonello Maietta, presidente dell’Associazione Italiana Sommelier.

Si è accennato al Protocollo d’intesa. Spiegato nelle sue finalità dal sottosegretario Giuseppe L’Abbate: «Tartufo e Vino sono saperi e sapori unici, che rappresentano un indiscusso vanto nazionale. È per questo che oggi ho il piacere di tenere a battesimo questo accordo che mira a promuovere la conoscenza del tartufo italiano e del vino, quali elementi principe delle preziosità agroalimentari nazionali, incentivandone ogni utile sinergia tra i due mondi anche attraverso strategie di sviluppo culturale e di marketing territoriale. Dobbiamo diffondere e promuovere il tartufo italiano» – ha proseguito L’Abbate – «attraverso manifestazioni in grado di far apprezzare la sua straordinaria versatilità e la ricchezza culturale dei grandi vini nazionali. Oggi poniamo, dunque, un ulteriore tassello nella valorizzazione delle nostre eccellenze enogastronomiche» ha concluso il sottosegretario L’Abbate.

Numerosi gli interventi che hanno caratterizzato la giornata del tartufo a Roma. Tra questi Liliana Allena, presidente Fiera internazionale del Tartufo d’Alba, che ha annunciato le novità della 90ª Fiera, portata a 9 settimane (dal 10 ottobre all’8 dicembre): «Noi quest’anno abbiamo deciso di fare la Fiera, perché festeggiamo 90 anni per dare anche un segnale di fiducia, di continuità, di coraggio. Abbiamo interpretato il particolare periodo trascorso come momento di trasformazione, cercando di cogliere le opportunità che si sono presentate e di affrontare l’emergenza come un acceleratore del cambiamento. Sarà una Fiera fondata sui nostri più tradizionali valori quali la solidarietà con il distretto enogastronomico locale e con il mondo degli chef» – ha spiegato Allena – «la sintesi tra storia, tradizione e innovazione sarà ben rappresentata dal “Truffle Hub“, la più importante novità di questa edizione, nella pertinenza del Castello di Roddi, prestigiosa sede da cui il Tartufo Bianco d’Alba, i grandi vini e i prodotti del Piemonte colloquieranno in digitale con il mondo» ha concluso il presidente della Fiera Internazionale del Tartufo d’Alba.

Sono 9 settimane nel corso delle quali parteciperanno non solo gli italiani, ma anche gli aficionados del tartufo dai Paesi limitrofi: Francia, Svizzera, Austria, Spagna, Paesi Bassi. Sono le 9 settimane della città di Alba, quasi a voler parafrasare il titolo di uno dei più famosi libri (“I ventitre giorni della città di Alba”) dello scrittore Beppe Fenoglio nato ad Alba il 1 marzo 1922, scomparso ancora giovane l’8 febbraio 1963 e forse un po’ dimenticato.

 

Enzo Di Giacomo

Foto © Enzo Di Giacomo

Video © Eurocomunicazione

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