L’essenziale in una guida ai vini d’Italia

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Tutto più difficile per la realizzazione dell’opera a causa del Covid-19. Non una bibbia del vino, ma un punto di vista per orientare, indirizzare, educare i wine lovers che sono sempre più numerosi

La “Guida Essenziale ai Vini d’Italia 2021” è stata chiusa in redazione il 21 agosto 2020, ciò significa che il direttore e curatore Daniele Cernilli, alias DoctorWine, con tutto il suo staff e collaboratori sparsi lungo la Penisola ha dovuto assaggiare oltre 10.000 vini per selezionarne 1.202 aziende per un totale di 3.118 vini recensiti.

«E’ stato più complicato degli anni scorsi» – spiega Daniele Cernilli – «Come si sa, noi non chiediamo campioni di vino alle aziende, ma partecipiamo alle degustazioni pubbliche organizzate in Italia e all’estero. Quest’anno abbiamo cercato di essere meno severi, proprio per le difficoltà legate al Covid-19. E abbiamo voluto dare anche un po’ più di premi. Abbiamo raccontato più che giudicato».

Un tempo necessariamente breve per realizzare la guida (da maggio a fine agosto), che acquista autorevolezza di anno in anno, per molti un punto di riferimento nella galassia del vino. Anche a livello internazionale attraverso le edizioni in lingua inglese e tedesca.

Autorevolezza che deriva a Cernilli dall’aver assaggiato sinora oltre 150.000 vini e fatto nascere con Stefano Bonilli, Gigi Piumatti, Carlo Petrini la guida “Vini del Gambero Rosso 1988”, prima storica edizione presentata a Firenze, nel Palazzo Medici-Riccardi, con pranzo all’Enoteca Pinchiorri l’11 dicembre nel 1987. Guida che ha curato e diretto per 24 anni. Ai migliori anni della vita dedicati al Gambero Rosso, Cernilli ha anche partecipato a una edizione della guida di “Duemilavini” dell’Associazione Italiana Sommelier (AIS) e le 7 edizioni del DoctorWine.

«Penso di essere un ottimo assaggiatore di vini, con grande esperienza, ma non ho l’autocompiacimento un po’ sadico di chi emette verdetti. Giudico vini, ma mai persone» ha scritto recentemente in uno dei suoi attesi editoriali del lunedì.

Oggi si cimenta con la sua Guida essenziale, che ha portato innovazione e concretezza nel campo delle guide. È stata presenta a Milano e a Roma, alle Officine Farneto, dove ci sono spazi sufficienti per gli invitati in linea con le disposizioni di legge in misura di distanza di sicurezza.

«La nostra forza risiede nel rapporto fra competenza e servizio, fra esperienza e divulgazione e – in buona dose – di trasparenza» ha aggiunto Cernilli. Competenza, esperienza, divulgazione e autorevolezza, termini che sintetizzano quarant’anni di vita al servizio del vino –  non solo in Italia – del DoctorWine.

Anche quest’anno è stato assegnato il massimo riconoscimento con il punteggio di 100/100 che è andato a “Brunello di Montalcino Riserva 2012, Biondi Santi” – Tenuta Il Greppo, Toscana, l’ultimo realizzato da Franco Biondi Santi. Un vino irripetibile con l’impronta di uno dei più significativi vignaioli d’Italia e non solo.

La storica azienda di Montalcino è passata di mano il 16 dicembre 2016 alla famiglia francese Descourt e al suo Gruppo EPI.

Dal 2015 (prima edizione della guida) sono stati assegnati negli ultimi tre anni 4 riconoscimenti con il massimo punteggio a “Barbaresco Sorì San Lorenzo 2016” di Angelo Gaja e “Amarone Vigneto di Monte Lodoletta 2013” di Romano Dal Forno nella guida del 2020.

Bolgheri Sassicaia 2015” della Tenuta San Guido nella guida 2019. «Uno fra i più grandi rossi mediterranei di sempre. Assegnare 100 centesimi a un vino è una precisa presa di responsabilità. Ma questo è il Sassicaia perfetto, anche meglio del mitico ’85, grandissimo ed emozionante» è il giudizio di Cernilli.

Hanno ottenuto 99/100 sei vini:

  • Barolo Monfortino Riserva 2014, Giacomo Conterno, Piemonte
  • Barolo Villero Riserva 2013, Vietti, Piemonte
  • Brunello di Montalcino 2015, Giodo, Toscana
  • Brunello di Montalcino Vecchie Vigne 2015, Siro Pacenti, Toscana
  • Dettori Rosso 2015, Tenute Dettori, Sardegna
  • Taurasi Quindicianni 2005, Perillo, Campania

Miglior vino bianco “Alto Adige Muller Thurgau Feldmarschall von Fenner 2018 Tiefenbrunner”, un vino da 40 anni protagonista dell’enologia altoatesina.

Sono troppe le guide dei vini? «Penso che la pluralità delle voci sia sempre importante, positiva. Non ci deve essere la bibbia del vino, ma ci deve essere un punto di vista.  Importante è sapere se riescono a stare sul mercato. Altrimenti muoiono di consunzione» ha concluso Daniele Cernilli, alias DoctorWine.

 

Enzo Di Giacomo

Foto © Enzo Di Giacomo

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