La campagna di vaccinazioni è più avanti che nel resto d’Europa, ma i numeri sono ancora molto alti. Chiusure fino alla copertura delle fasce di popolazione più esposte
Il Regno Unito chiude di nuovo. Per far fronte alla nuova variante di coronavirus, in attesa che se ne comprenda la reale portata, è stato indetto il terzo lockdown per il Paese. Il premier Boris Johnson ha dichiarato in diretta televisiva che le misure dureranno almeno fino a metà febbraio.
Nonostante le vaccinazioni
La decisione è arrivata nonostante il Regno Unito sia stato il primo Paese europeo a partire con le campagne di vaccinazioni. E, di conseguenza, sia quello che abbia vaccinato più persone – già più di un milione, ha annunciato Johnson nel programma TV di Andrew Marr sulla BBC.
Con la recente approvazione anche del vaccino di Astra Zeneca, il governo britannico conta di coprire entro metà febbraio tutte le categorie più esposte al rischio: anziani e residenti nelle case di riposo, medici e personale sanitario, persone affette da serie patologie, per un totale di circa 13 milioni di persone.
I numeri
Il Regno Unito torna nella quasi interezza, eccetto alcune aree della Scozia, in una situazione di chiusure pressoché totali. Del resto il raggiungimento per la prima volta di quasi 60 mila contagiati in un giorno ha reso necessarie le restrizioni. Si punta a far crollare la circolazione del virus e resistere almeno fino a quando la copertura vaccinale sia abbastanza consistente da mostrare i suoi effetti.
Secondo quanto stimato dall’Ufficio per le Statistiche Nazionali, solo tra il 27 dicembre e il 2 gennaio più di un milione di persone ha avuto il Covid-19, circa uno ogni cinquanta abitanti. E, soprattutto, il numero di pazienti negli ospedali è del 40% più alto rispetto al picco della prima ondata.
In attesa di vedere l’efficacia del lockdown, nell’arco di almeno due settimane, i numeri sono alti ma per fortuna in decrescita, dopo il picco di oltre 68 mila contagi e 1300 morti. Già in pochi giorni si è tornati sotto quota 60 mila contagi e si sono più che dimezzati i decessi.
Le scelte politiche
I regolamenti approvati dalla Camera dei Comuni prevedono il possibile ricorso, entro il 31 marzo, a poteri legali per implementare il lockdown. Il segretario alla Sanità Matt Hancock ha annunciato che si tornerà a discutere tra i banchi del Parlamento sia a fine febbraio che, eventualmente, a fine marzo per valutare la possibilità di estendere le restrizioni.
Dopo quattro ore di dibattito, i provvedimenti sono stati approvati a larga maggioranza, con 524 voti contro 16. Favorevoli anche i laburisti «al di là delle differenze politiche», ha commentato il leader Keir Starmer. Non si sono invece allineati al governo di cui fanno parte ben quattordici deputati conservatori.
La scuola
Il premier Johnson non è riuscito a rassicurare in maniera definitiva sul fatto che tutti gli studenti tornino nelle aule prima delle vacanze estive. Si è limitato a dirsi «ottimista e speranzoso» che le cose possano andare diversamente in primavera. Tuttavia non è rimasto nulla di intentato, ha precisato Johnson, scusandosi con tutti i genitori per la chiusura che più di tutte l’esecutivo avrebbe voluto evitare. Le uniche eccezioni sono riservate ai figli di lavoratori essenziali e ragazzi vulnerabili, a cui sarà concesso di frequentare il proprio istituto.
Le altre restrizioni
Sarà possibile uscire solo per recarsi a lavoro (se non si usufruisce dello smart working); esigenze mediche e alimentari; prestare assistenza o fare volontariato; allenarsi e fare sport (a precise condizioni); incontrare sotto lo stesso tetto la cosiddetta “support bubble”, cioè una persona non convivente.
Anche all’aperto non sarà possibile stare con persone fuori dalla ristretta cerchia di conviventi e della support bubble. L’esercizio fisico è limitato a una volta al giorno, in solitaria o con conviventi, rimanendo nella propria zona.
Tutti gli impianti e centri sportivi rimarranno chiusi, eccetto i parchi giochi per bambini. Continueranno solo gli eventi sportivi principali, come il campionato di calcio. I ristoranti possono rimanere aperti solo per l’asporto, ma senza vendere alcolici. Sospese anche le lezioni di scuola guida. Al momento non è in discussione il rinvio di elezioni locali. Aperti infine i luoghi di culto, con i funerali permessi in sicurezza e con un massimo di 30 partecipanti, mentre il limite è di sei persone per i matrimoni.
I viaggi internazionali sono di fatto congelati, è possibile spostarsi solo previo permesso dal Paese di destinazione, di cui bisognerà inoltre conoscere le linee guida sanitarie. È sconsigliato il rientro immediato dei cittadini britannici che vivono all’estero. In caso sia impossibile rinviare, si dovranno comunque consultare un operatore turistico o le compagnie aeree.
L’obbligo di mascherina vale nei luoghi chiusi e sui mezzi di trasporto. Le multe per la violazione delle restrizioni possono andare dalle 200 sterline (circa 220 euro), per una prima infrazione, alle 6.400 sterline (circa 7 mila euro). Per gli assembramenti di oltre 30 persone si può arrivare a una sanzione di 10 mila sterline (11 mila euro).
Tutte le misure nel dettaglio sono consultabili sul sito ufficiale del Governo.
Le critiche
Come detto, sono quattordici i parlamentari della maggioranza ad aver votato contro il governo. Graham Brady e Charles Walker denunciano le «devastanti conseguenze economiche» che rischia il Regno Unito e accusano Johnson di non avere una strategia ben chiara in merito.
L’ala libertaria dei conservatori ha richiesto un allentamento delle restrizioni se un numero sufficiente di persone verrà vaccinato. In proposito, i laburisti sono scettici sul fatto che il governo possa mantenere le ambiziose promesse su una copertura molto ampia e in tempi rapidi.
L’associazione degli insegnanti infine ha puntato il dito contro il caos delle ultime settimane. Prima ci sono state riaperture azzardate in proporzione al tasso di contagio nazionale. Poi l’improvvisa chiusura e il ritorno alla didattica online, quando tutti invece stavano lavorando al piano di riapertura dopo le feste, accusa Lisa Nandy del governo ombra laburista.
Raisa Ambros
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