Macro, a Roma il Mattatoio riapre al pubblico in sicurezza

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Le storie della vera Croce di Luigi Presicce. Secondo progetto del programma Dispositivi Sensibili, curato da Angel Moya Garcia

Il Mattatoio (ex-Macro Testaccio) è un complesso architettonico realizzato alla fine del XIX Secolo da Gioacchino Ersoch. Fu ritenuto importante, nonché originale, per la progettualità moderna e innovativa per quei tempi.

Esempio di archeologia industriale si decise di recuperarlo. Dopo i restauri, avviati nel 2006 e conclusi nel 2010, sono stati riconvertiti numerosi ambienti, riqualificando i padiglioni utilizzati per i serbatoi dell’acqua e gli spazi un tempo adibiti come pelatoio e macellazione dei suini. Ma già dal 2002, i padiglioni 9a e 9b, situati appena si oltrepassa l’ingresso di largo Giustiniani, vennero assegnati al Macro per esposizioni di arte contemporanea.

Nel 2017 si è sviluppato in numerosi ambienti affidati ai Musei in Comune della Sovrintendenza Capitolina e ai Beni Culturali. Si percepisce anche la presenza della Facoltà di Architettura di Roma Tre e dell’Accademia di Belle Arti in alcune aule. Un divenire che ha permesso di inserire, dall’anno successivo, anche la gestione di una porzione da parte di Roma Capitale all’Azienda Speciale Palaexpo. Questo diede ancor più valore al complesso come Polo di ricerca del panorama culturale della Capitale dedicato all’arte contemporanea.

La riapertura

Si inaugura il 9 febbraio “Le Storie della Vera Croce” di Luigi Presicce, il secondo progetto a cura di Angel Moya Garcia. Un ciclo espositivo di dieci episodi, iniziato nel 2012 per formare un’unica grande opera. Nel complesso sono 18 le performance in cui la pittura si esprime come punto di partenza. In formato video, presso il padiglione 9B, saranno visibili fino al prossimo 2 maggio, con ingresso libero.

Le storie della Vera Croce

MacroIl motivo conduttore è la storia dell’essere umano e il suo susseguirsi tra guerre e conflitti per cause religiose, politiche, culturali ed economiche. Il visitatore è accolto in un buio quasi totale, nel quale può sentirsi rapito all’interno dei capitoli, presentati in spazi video, cui si unisce in forma apparentemente cacofonica l’audio che si accumula in modo disordinato. Realizzati da Francesco G. Raganato e da Daniele Pezzi. Questo ciclo si ispira alle omonime vicende del Sacro Legno, tratte da “La Legenda Aurea” di Jacopo Da Varagine (XIII Secolo) e dalla Sacra Bibbia. Due testi che ispirarono Agnolo Gaddi e Piero Della Francesca, rispettivamente del XIV e XV Secolo. Presicce crea, in questi loro percorsi, la storia del Sacro Legno. Rivisitandola in chiave contemporanea in un sistema di narrazione con cui l’artista sa catturare il fruitore di ogni opera, accostando pittura e performance tra mitologia, storia, superstizione e religione.

Les Tableaux Vivants

La pandemia che stiamo vivendo ci induce a non abbassare la guardia nelle attenzioni anti-Covid-19. Infatti alle Storie della Vera Croce, al Macro, è previsto un ciclo di sei Tableaux vivants, cioè quadri viventi, rappresentati come completamento, nel quale un gruppo di artisti, sarà invitato nella creazione di pittura dal vivo.

A tutto ciò saranno uniti dialoghi di approfondimento, una rassegna cinematografica e giornate ad hoc in collaborazione con l’Accademia di Belle Arti. Tutti questi appuntamenti saranno decisi di volta in volta. Inseriti, poi, sul sito del Mattatoio, per poter assicurare lo svolgimento in sicurezza.

La ricerca artistica sulle opere

La pittura, le performance, il formato video e le emozioni che sa regalare, proiettano il visitatore nell’esaltazione di forme d’arte contemporanea. Il quale, al suo interno, impara a muoversi tra spazi di attenzione alla storia, alla conoscenza di arti realizzate minuziosamente, ispirate dal passato in modo libero e autonomo.

 

 

Alessandra Broglia

Foto © VideoMonkeyLab, Azienda Speciale Palaexpo

Video © Eurocomunicazione

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