Boris Johnson e la riforma del Sistema Sanitario Nazionale

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Boris Johnson

Il governo del Regno Unito sta preparando un profondo cambiamento del NHS voluto dall’ex premier David Cameron nel 2012

Il governo del Regno Unito presieduto da Boris Johnson sta preparando una profonda riforma del Sistema Sanitario Nazionale (NHS). Voluto dall’ex premier David Cameron nel 2012. A sostenerlo è il sito Health Policy Insight, che ha pubblicato le bozze dei documenti che sono stati fatti trapelare.

Le modifiche alle misure di Cameron

Boris Johnson e la riforma del Sistema Sanitario NazionaleI cambiamenti mirano a ridurre la burocratizzazione e incoraggiare una più stretta collaborazione tra i servizi medici, ospedalieri e di assistenza sanitaria, tutto sotto il controllo ministeriale. Il NHS voluto da Cameron aveva previsto lo smantellamento dell’assistenza primaria in favore di gruppi di gestione deputati all’organizzazione dei servizi locali. Stando alle prossime modifiche previste, la direzione governativa dovrà responsabilizzarsi nel processo decisionale nazionale.

Riduzione del privato

Al posto di una competizione aperta ai privati per l’aggiudicazione dei contratti, saranno il Sistema Sanitario Nazionale e le autorità locali a cooperare per la gestione in materia. Sempre secondo il disegno di legge, ci sarà una maggiore attenzione su medici di base, ospedali e servizi di assistenza, per migliorare il supporto alla popolazione e ai pazienti. La pandemia di Covid19 ha dimostrato «che un approccio più ampio all’assistenza sanitaria non solo è auspicabile, ma essenziale». Come ha affermato Richard Murray, CEO dell’organizzazione di carità King’s Fund.

Come effetto, il personale sanitario sarà sollevato dalla gestione delle gare di appalto, avendo così più tempo per lavorare strettamente sull’assistenza.

I dubbi

Boris Johnson e la riforma del Sistema Sanitario NazionaleAllo stesso tempo, Richard Murray pone l’accento sul tempismo della riforma. «Anche se molti possono essere d’accordo con l’obiettivo ultimo, servizi di salute e assistenza più integrati, c’è anche il rischio di distrarre il Servizio Nazionale mentre ancora si sta combattendo il Covid19 e nel bel mezzo del più grande programma di vaccinazione della Storia».

Entusiasmo, ma con cautela

Nigel Edwards, direttore di Health Policy Insight, si è schierato in favore della riforma, sperando che le modifiche possano apportare miglioramenti nel lungo periodo. Ma frena facili entusiasmi, «bene i cambiamenti strutturali, ma non esistono ingredienti magici».

Boris Johnson e la riforma del Sistema Sanitario NazionaleSmorza i toni anche il dr. John Lister, promotore della campagna per la sanità pubblica “Keep our NHS public”. «Il documento è stato interpretato come uno smantellamento delle privatizzazioni e della competizione nel settore, ma leggendolo è chiaro che i fornitori privati continueranno a giocare un ruolo importante».

L’ex ministro Jeremy Hunt – battuto proprio da Boris Johnson nelle primarie Tory per succedere alla May – pur accogliendo positivamente la proposta di legge, sottolinea come sarà decisivo anche il miglioramento delle strutture, affinché la cooperazione prevista possa essere efficace. Il ministro ombra della Salute, il laburista Jonathan Ashworth, sostiene l’importanza di ridurre il peso del privato nella sanità pubblica, ma «è altrettanto importante ridurre i tempi di attesa per un trattamento».

Le critiche dei conservatori

Molti conservatori, nonostante rappresentino la maggioranza di governo, hanno già espresso il proprio disappunto alla riforma del premier Boris Johnson. Sotto accusa i costi burocratici e linee guida poco chiare riguardo l’assunzione di responsabilità. C’è anche scetticismo riguardo l’accentramento ministeriale, che non implica necessariamente un miglioramento della situazione dei pazienti.

Le reazioni degli addetti ai lavori

expressandstar.com; newstatesman.com; news.sky.com; bbc.com; independent.co.ukPer Helen Stokes-Lampard, presidente del Royal College of General Practitioners, il più importante tra i Royal College di medicina, la riforma «va oltre i confini tradizionali del Sistema Sanitario Nazionale, è la giusta direzione per una più ampia diffusione dell’assistenza». Ed Garratt, direttore esecutivo del Suffolk and North East Essex Integrated Care System, evidenzia in particolar modo il valore della presa di responsabilità da parte del Governo centrale e degli Enti locali. «La proposta sosterrà sforzi maggiori per migliorare i risultati per la popolazione, che è il fine ultimo del nostro lavoro».

Nessun commento invece dalle associazioni sindacali del personale sanitario, dall’Associazione Medica Britannica, dal Collegio Reale di Infermieristica o dal Dipartimento per la Salute e l’Assistenza Sociale. Anche perché il documento è ancora solo una bozza fatta filtrare ed è soggetto a modifiche. Troppo presto per esprimere un giudizio fondato.

 

Raisa Ambros

Foto © expressandstar.com; newstatesman.com; news.sky.com; bbc.com; independent.co.uk

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