Pesca post Brexit, si cerca un accordo

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Pesca

Revoca delle sanzioni e nuove discussioni la prossima settimana

Sono passati due anni dal nostro ultimo articolo sul problema della pesca fra Regno Unito e Unione europea, eppure sembra ieri. Delle sanzioni da parte della Francia erano previste se Londra non avesse concesso più licenze ai pescatori francesi nelle sue acque. L’ultimatum prevedeva maggiori controlli doganali e avrebbe proibito ai pescherecci inglesi di sbarcare la merce nei porti francesi. Non solo tale ultimatum non è stato attuato il 31 ottobre com’era previsto ma, dopo l’incontro di Parigi di giovedì 4 novembre, è stato revocato.

Ultimatum sospeso durante le negoziazioni

«Non è mentre stiamo negoziando che abbiamo intenzione di imporre sanzioni», aveva risposto Emmanuel Macron, il presidente francese, alla stampa a margine della COP26 a Glasgow, nel Regno Unito. «Le prossime ore saranno importanti», aveva sottolineato. «Abbiamo ricevuto i primi segnali dalle autorità britanniche per accelerare gli scambi», affermava lunedì la presidenza francese.

Rilasciato il peschereccio scozzese

A calmare la situazione anche il rilascio del peschereccio scozzese Cornelis-Gert-Jan. Era stato trattenuto in Francia per una settimana per aver pescato più di due tonnellate di capesante senza licenza. Ha lasciato il porto di Le Havre nel tardo pomeriggio di mercoledì.

Incontro a Bruxelles tra Regno Unito e Commissione europea 

Mercoledì 3 novembre, a Bruxelles, si sono svolte discussioni sull’argomento tra i rappresentanti del Regno Unito e della Commissione europea. Si è affrontata la questione delle navi sostitutive, cioè i nuovi pescherecci francesi che hanno preso il posto di quelli più vecchi. I britannici potrebbero ammetterli con garanzia che le loro catture non saranno superiori a quelle delle navi che hanno sostituito.

L’incontro a Parigi fra i segretari di Stato dei due Paesi

L’incontro a Parigi, giovedì 4 novembre, tra il segretario di Stato britannico per la Brexit, David Frost, e il segretario di Stato francese per gli Affari europei, Clément Beaune, è stato positivo. «Questa riunione ha permesso la ripresa del dialogo», ma «c’è ancora molto lavoro da fare e ci sono ancora grandi differenze di posizione», ha dichiarato Beaune dopo la riunione. Ribadendo che «queste non sono nuove richieste in relazione all’accordo, quello che chiediamo è l’applicazione dell’accordo». Clément Beaune ha riferito di una discussione «utile e positiva» che segna «la ripresa di un dialogo a livello politico tra Francia e Regno Unito», e che «si inserisce ancora nel quadro europeo».

Le posizioni del governo inglese

Il governo britannico, ha «accolto con favore» la revoca delle sanzioni, dicendosi «lieto che la Francia riconosca che sono necessarie discussioni approfondite per risolvere l’intera gamma di difficoltà nella relazione Regno Unito-Unione europea».

Secondo l’accordo sulla Brexit, i pescatori dell’Ue possono continuare a lavorare in alcune acque del Regno Unito, a condizione che possano dimostrare che erano soliti pescare . Francesi e britannici stanno discutendo sulla natura e la portata delle prove richieste.

Circa un quarto delle catture francesi in volume (circa il 20% in valore) proviene dalle acque britanniche, che sono ricche di pesce e rappresentano 650 milioni di euro di vendite annuali per i pescatori europei. Parigi sostiene che 200 domande di licenza per barche francesi sono in sospeso, una cifra che Londra contesta.

Localizazzioni GPS un requisito aggiuntivo 

«Abbiamo un problema con la metodologia utilizzata da parte britannica per la consegna di queste licenze, con un certo numero di criteri che sono requisiti aggiuntivi rispetto all’accordo Brexit, che ci pongono una grande difficoltà», ha sostenuto Clément Beaune. 

Tra questi, Londra chiede le posizioni GPS delle piccole imbarcazioni, dimostrando che stavano pescando nelle sue acque, cosa che secondo il segretario di Stato francese «le regole europee non imponevano» prima del ritiro del Regno Unito dall’Ue. «Non possiamo fornire dati che non esistono», ha commentato.
«Voglio sottolineare che non stiamo negoziando su come assegnare le licenze», ha risposto il portavoce di Boris Johnson.

 

Rossella Vezzosi

Foto © LCI, Ouest-France, Reuters

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