Come Alcide De Gasperi chiamato a ricostruire l’Italia. Si spende liberamente per la prima volta dai tempi del Piano Marshall nel dopoguerra
Chi scriverà fra qualche anno la storia dell’Italia repubblicana non potrà fare a meno di assegnare al Governo presieduto da Mario Draghi un posto di assoluto rilievo.
29 premier, 66 esevutivi diversi
Dall’ultimo Governo di Alcide De Gasperi (13 giugno 1946-17 agosto 1953) sino a quello presieduto da Mario Draghi (in carica dal 13 febbraio 2021) si sono succeduti a Palazzo Chigi 29 premier e ben 66 Governi. E nessuno aveva raggiunto sinora l’autorevolezza e la stima a livello internazionale di Alcide De Gasperi, il grande ricostruttore dell’Italia repubblicana uscita stremata dalla seconda guerra mondiale. Ci sta riuscendo, pur tra mille difficoltà e ostacoli politici, Mario Draghi, l’erede di Alcide De Gasperi, anche lui chiamato a ricostruire l’Italia non domata dalla pandemia Covid-19, ma finanziariamente ed economicamente debole da molti decenni.
De Gasperi con il presidente della Repubblica, Luigi Einaudi, aveva formato un binomio vincente. Così come Mario Draghi lo sta formando con il presidente Sergio Mattarella.
Il giudizio dell’Economist

Il livello di autorevolezza e di stima gli è stato riconosciuto da tutti i partecipanti al G20 di Roma (30-31 ottobre) e l’Economist del 2 novembre ha scritto: «L’Italia ha provato la nuova esperienza di essere governata da un primo ministro rispettato a livello internazionale, Mario Draghi, con un’enorme maggioranza parlamentare che gli permette di trasformare rapidamente i suoi progetti in legge. Sostenuta da un’efficace campagna di vaccinazione, l’economia è in forte ripresa. Il 28 ottobre Draghi, ex presidente della Banca centrale europea, ha previsto una crescita economica quest’anno “probabilmente ben oltre il 6%”. Gli italiani possono aspettarsi un periodo in cui il loro Governo sarà in grado di spendere liberamente per la prima volta dai tempi del Piano Marshall del dopoguerra, finanziato dagli americani».
Differenziale rimasto intatto
Un dato da non trascurare: al momento dell’insediamento a Palazzo Chigi, lo spread si aggirava intorno ai 115 punti base, e al 5 novembre 2021 dopo il percorso in salita del Governo è ancora a 115 punti base, con prospettive rosee se il Piano nazionale di ripresa e resilienza avrà successo sino a ipotizzare un nuovo miracolo economico italiano “come nessuno si sarebbe aspettato”. Dopo quello degli anni Sessanta del secolo scorso!
Ancora. La Borsa di Milano viaggia a livelli record rispetto alle altre Piazze europee: il clima di generale ottimismo che si registra ha fatto sì che l’indice Ftse Mib abbia registrato il 25% di guadagno da inizio anno. Una delle migliori performance internazionali (Francoforte +17,02%, Londra +13,06%).
I rischi

Le forze politiche che sostengono il Governo sono in continua fibrillazione, ma una eventuale caduta del Governo Draghi non porterebbe lontano la nave Italia. Il Piano nazionale di ripresa e resilienza se non completato non avrebbe i soldi dall’Unione europea, senza la sua presenza a Palazzo Chigi si addenserebbero nuvole sul futuro della Nazione. L’Europa si fida di Draghi e tanto basta per incoraggiare la navigazione, a volte procellosa, del Governo da lui presieduto.
Enzo Di Giacomo
Foto © Wanted in Rome, Ansa
Video © Eurocomunicazione













