Raisa Ambros, in Kazakistan per la mostra “Umai – l’eredità degli antenati”

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Raisa Ambros mostra Kazakistan

L’artista italo-moldava prende parte all’esposizione internazionale che racconta il patrimonio culturale della regione nell’Asia centrale

Reduce da numerose mostre di pittura in giro per l’Europa e il Mondo, Raisa Ambros è arrivata per la prima volta in Asia centrale. L’occasione è stata la partecipazione alla rassegna “Umail’eredità degli antenati”, tenutasi a Ust Kamenogorsk, Kazakistan, da maggio a settembre 2021. L’esposizione internazionale è stata organizzata dal Museo di Architettura, etnografia e riserva naturale del paesaggio del Kazakistan orientale.

Patrimonio culturale della regione

Raisa Ambros mostra Umai KazakistanLa kermesse, intitolata alla dea della fertilità appartenente alla mitologia turca, ha attirato l’attenzione sulla grande tradizione culturale della Regione. «Vogliamo preservare e valorizzare il patrimonio della Regione dei monti Altai» spiega l’ufficio stampa della rassegna. Perciò è stata mobilitata la «creatività di artisti e maestri dell’arte decorativa nell’interpretazione dell’immagine di Umai».

La mostra ha anche gli obiettivi di contribuire allo sviluppo del turismo interno e di ampliare i target di riferimento dell’istituto culturale. Questo, grazie alla rete che si è sviluppata durante i lavori dell’evento, che hanno unito le potenzialità creative di artisti di diversi Paesi.

Partecipanti

Curata dalla critica d’arte Tamara Nikolaevna Bykova, “Umai – l’eredità degli antenati” ha visto la partecipazione di:

Alessandro Grazi e Daniele Righi Ricco dall’Italia; Lim Joengok dalla Corea del Sud; Nazira Jenishbekova-Barrionuevo dalla Francia; Bibigul Smakova, Marua Baitursunova, Sofya Grudtsyna, Elena Fursa, Rada Beisenova, Fabio Mazzieri, Damina Guzairova, Aimina Dosanova e Bektemir Toktatrov dal Kazakistan.

Raisa Ambros

Raisa Ambros Umai KazakistanE, appunto, Raisa Ambros, artista italo-moldava residente a Londra. Quattordici esposizioni tra Parigi, Londra, Venezia, Atene, Praga e poi Los Angeles, con la prima personale per la stART up Art Fair 2020. Ora la Ambros fa tappa in Asia centrale, con “Preghiera al Monte Umai”.

«L’artista ci presenta il miracolo della nascita, raffigurando i contorni di un bambino nell’azzurro della montagna», recensisce la Bykova. «Come un’ecografia», che ci mostra il bambino nel grembo materno, in una posizione che ricorda anche quella assunta in preghiera.

Il colore

Tamara Bycova«Il colore è una sorta di diapason per la pienezza spirituale di un’opera», spiega Tamara Nikolaevna Bykova. «La percezione delle sottili sfumature trasmette tutta la ricchezza del colore, facendoci sentire parte dello spazio rappresentato. È la musicalità del colore che permette all’autrice di riempire l’opera di nuovi significati». La pittura della Ambros è «indubbiamente diventata la vera decorazione della mostra e ha attirato l’attenzione di molti spettatori». Aderendo alle nuove tendenze visive contemporanee, «la Ambros si ispira all’inestimabile eredità culturale dei popoli nomadi turchi».

«La combinazione di colori, delicati nelle montagne, vivaci per il bambino, si intreccia in modo fantastico», commenta Bibigul Smakova, pittrice e professoressa di Arti Plastiche. «Il marchio dell’artista è costituito dalle soluzioni di composizione astratta del colore». Non a caso, «il dipinto è stato segnalato dalla direzione del museo con una lettera di ringraziamento. Anche io voglio ringraziare l’artista, esprimerle la mia sincera gratitudine e augurarle di continuare con i suoi picchi creativi».

Cromoterapia

Raisa Ambros mostra Kazakistan«Come in una terapia dei colori, il mio lavoro è ispirato dall’istinto e dai sentimenti», spiega Raisa Ambros. «Da quella gioia di creare e trasmettere agli altri questo stato di benessere euforico. La maggior parte di chi ha visto la collezione ha affermato che trasmette felicità, pensano che io sia in un periodo felice della mia vita.

Potrei anche confermare questa sensazione, come dice il mio mentore e professore Mihai Bandac.

Sostiene che io abbia raggiunto una maturità artistica, in cui comprendo e padroneggio molto bene il mio mondo creativo, che voglio riprodurre».

Trasmettere gioia

Raisa Ambros mostra Kazakistan«Sei in una fase speciale, in un territorio di pace e gioia», le parole di Mihai Bandac, pittore e artista plastico, oltre che docente. «Insisto sulla gioia, perché quasi tutte le opere trasmettono questo sentimento, grande e generoso, che è tuo e ti definisce. Non dubitarne mai, nemmeno per un momento».

«L’evidente progresso certifica un livello ogni volta superiore, tecnicamente ed esteticamente», continuano gli attestati di stima di Bandac. «Ho un piacere pedagogico nel vedere queste immagini. Ti sei liberata dalle incertezze di ogni inizio, emancipata. Sei veramente libera alla ricerca di nuove vie espressive».

La collaborazione con Mihai Bandac

Mihai Bandac Raisa AmbrosRaisa e il professore Bandac si sono ritrovati nel 2019, durante la preparazione per la mostra cui la Ambros avrebbe presenziato a Los Angeles, a febbraio 2020. Ma è dagli anni Novanta che Mihai Bandac, da insegnante dell’Accademia di Teatro e Cinema, ha instillato in Raisa l’amore per l’arte.

«Mi ha da subito sostenuto e incoraggiato, incondizionatamente, in tutta la mia ascesa artistica», ricorda la Ambros. «Non ha mai dubitato che potessi affermarmi anche nel meraviglioso mondo dei contesti internazionali». Al tempo stesso, Bandac ha incoraggiato Raisa a studiare la monocromia. «Così ho preparato un ritratto sui toni del blu, esposto all’Accademia nella mia prima mostra collettiva».

Pandemia e ripartenza

La pandemia di Covid-19 è stato un momento di incertezze e cambiamenti, ma il sostegno di Mihai Bandac non è mai mancato. «Ha seguito ogni mio intervento, con suggerimenti e raccomandazioni concrete, costruttive. Nel mio caso, come in quello di altri studenti e allievi, si è basato su regole e principi immutabili, dai tempi classici.

Mi ha supervisionato, passo dopo passo, il suo coinvolgimento ha significato molto nel rinforzare la mia fiducia come artista».

L’ispirazione dal paesaggio

Raisa Ambros mostra KazakistanE il processo, costantemente in divenire, ha portato Raisa in Kazakistan, altra tappa di un percorso che andrà certamente ancora avanti. «Sono molto orgogliosa di aver esposto qui», la Ambros commenta soddisfatta la sua partecipazione all’evento di Ust Kamenogorsk.

«Ringrazio per l’invito la collega Bibigul Smakova», con cui già ha condiviso gli spazi espositivi a Londra e Parigi. «Sono affascinata dallo stile artistico ispirato dalla natura, dalla Storia e le tradizioni del Kazakistan». La sfida è stata attenersi al tema del Monte Umai, mai visto dalla Ambros se non in fotografia. «Ho dovuto immaginare tutto in modo figurativo, è stata la prima volta che ho lavorato con una tecnica astratta ispirata al paesaggio, per riprodurne l’idea.

Ho immaginato il tema a colori, personali e vividi». Dopo la realizzazione di “Preghiera al Monte Umai”, la Ambros ha provato il «bisogno di visitare sia la montagna che il Kazakistan. Un Paese con uno scenario spettacolare e una popolazione accogliente, amichevole, generosa».

Umai e la maternità

Raisa Ambros mostra KazakistanMolto sentito dalla Ambros anche il tema incarnato da Umai. «Non ho figli, ma sono stata ispirata da migliaia di donne, di famiglie, che nei secoli hanno pregato per concepire dei bambini. E mi sono identificata con loro». Metaforicamente, «ogni opera è preziosa come un bambino, fa parte del mio cuore, della mia energia. A volte queste creazioni costano giorni di fatica e notti insonni, per trovare la soluzione giusta. Rimangono nel ‘grembo’ prima di ‘nascere’ e prendere la forma definitiva, pronta per essere presentata».

Per questo la vendita, il distacco dall’opera, è un momento sì gratificante, ma anche difficile, per il legame che si instaura con queste.

Famiglia artistica

Raisa Ambros mostra KazakistanIn Kazakistan si è formato un nutrito gruppo artistico, che organizza molti eventi in Asia. Dopo Ust Kamenogorsk, a novembre, è stata la volta di Seul, in Corea del Sud, con una settimana di esposizioni presso la Sinsang Art Gallery. «Sono felice di essere stata invitata a partecipare da Bibigul», chiude Raisa Ambros.

«Cerco di imparare da loro e dalla scuola sovietica. Ma il mio stile è più «occidentale e astratto, rispetto al loro, in gran parte ispirato dalla natura e della cultura dei loro Paesi. Mi sento in una grande famiglia di artisti, che mi ha adottato e mi sta vicino».

 

Regina Žukauskienė

Foto © Raisa Ambros; Mihai Bandac

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