Esce in sala un piccolo capolavoro di eleganza cinematografica
La poesia senza tempo di Cyrano De Bergerac, celebre opera letteraria francese di Edmond Rostand, si mostra in tutta la sua bellezza nel film di Joe Wright con Peter Dinklage, Haley Bennett, Kelvin Harrison Jr, Ben Mendelsohn, Bashir Salahuddin, Monica Dolan.
Distribuito da Eagle Pictures, Cyrano racconta una storia che tutti conosciamo ma lo fa in una maniera insolita, nuova, capace di catturare l’attenzione dello spettatore e coinvolgerlo in un amore struggente e passionale, come quello che prova il celebre spadaccino poeta.
Il testo di Rostand viene portato in scena fedelmente attraverso un’iconografia spettacolare, tanto sembra di assistere a una pièce più che a un film. La sceneggiatura scritta da Erica Schmidt è basata sul musical teatrale adattato e diretto dalla stessa Schmidt.
La cura dei costumi, dei dialoghi, delle coreografie è dettagliata e minuziosa regalando la capacità di scindere il testo dalla recitazione degli attori.
La storia
In Cyrano il pluripremiato regista Joe Wright accompagna gli spettatori in un’armoniosa sinfonia di emozioni attraverso la musica, il romanticismo e la bellezza, rileggendo, in chiave cinematografica, la storia di uno dei più celebri e travolgenti triangoli amorosi di tutti i tempi.

Un uomo all’avanguardia rispetto alla sua epoca, Cyrano de Bergerac incanta il pubblico sia con brillanti giochi di parole nelle sfide verbali che con la sua abilità con la spada nei duelli. Cyrano, però, non ha trovato il coraggio di dichiarare i suoi sentimenti alla bella Roxanne, convinto che il suo aspetto fisico non lo renda degno dell’amore della sua più cara amica.
Il particolare che fa la differenza
L’accuratezza e la ricerca dei dettagli fanno la differenza in questo film dai tratti così poeticamente delicati. Ogni singolo dettaglio ha contribuito a realizzare una fiaba in costume.
I più di 700 costumi realizzati per il film trasmettono visivamente le diverse classi sociali, offrendo l’essenza dei personaggi in modo tale che lo spettatore non si distragga nemmeno un attimo.

Proprio la minuziosità dei costumi non passa inosservata perché sono un’interpretazione moderna di abiti d’epoca, «tanto Alexander McQueen quanto Jean-Antoine Watteau, perseguendo la volontà di cercare una celebrazione irriverente della vita e una lettera d’amore all’amore stesso. L’intento è stato proprio quello di trasportare il pubblico in un luogo dove la vita era di nuovo bella. L’ultimo atto del film ha uno stile minimalista, semplice come un ti amo, una sorta di paradiso», precisa Joe Wright.
La potenza della musica
Molto coinvolgente il trasporto fornito dalle canzoni, eseguite dal vivo, in un’atmosfera intima, tanto da farci percepire i respiri dei protagonisti. «Senza soluzione di continuità si passa dal discorso alla canzone e viceversa; la musica è sempre stata una parte enorme della mia vita e della mia arte, volevo darle pieno potere», precisa Wright.

Il primo ciack della produzione è stato a giugno 2020, quando tutto il Mondo era in pieno lockdown, nessuno stava producendo niente. «In tempi di crisi noi, come narratori, abbiamo la responsabilità di riunire la nostra comunità intorno al proverbiale fuoco e cercare di aiutarla a guarire. Lo facciamo usando il potere della nostra immaginazione per raccontare storie di verità emotiva. Per offrire luce quando il Mondo sembra buio» conclude Wright.
Dall’opera letteraria alla trasposizione cinematografica
Da tempo il regista voleva realizzare una nuova versione cinematografica del Cyrano de Bergerac, il racconto che si è distinto per arguzia, coraggio e amore. L’opera di Edmond Rostand è, infatti, una delle più famose e durature, esplorazioni del romanticismo mai raccontate. L’adattamento teatrale diretto da Erica Schmidt ha acceso la miccia di un lavoro sorprendentemente originale.
L’Italia come palcoscenico
La scenografa ha scelto di ricreare le atmosfere del film in Sicilia. I primi tre atti della struttura in cinque atti, sono stati girati in una città barocca della fine del XVII secolo, la bella Noto.

I colori dei tramonti di Noto, le tonalità stupefacenti si sono trasformate nella trasposizione di una città di fantasia perfetta e allo stesso tempo reale.
«Ci siamo tutti innamorati della Sicilia e della sua genuinità, del suo splendore, dell’architettura antica bellissima. A causa della pandemia globale, le strade si erano svuotate e mi sembrava di stare nell’Italia di molti anni fa», precisa la produzione.
I gioielli siciliani più belli
La comunità italiana ha aperto le porte alla troupe e tanti abitanti hanno trovato lavoro come comparse. Singolare la storia di un piccolo cucciolo randagio di un mese che viveva sotto un cespuglio nella strada dove alloggiavano. La sceneggiatrice Erica Schmindt insieme all’attore Peter Dinklage si sono presi cura di una cagnolina adottandola e chiamandola Roxanne, come la protagonista femminile del film. Una volta finite le riprese la cucciola è partita con la troupe negli Stati Uniti per vivere con gli altri cani randagi che hanno raccolto.

Tanti i punti di riferimento di Noto inseriti in Cyrano. Scorgiamo il settecentesco Palazzo Castelluccio, restaurato e ora di proprietà del regista Jean Louis Remilleux, ha fornito «la giusta combinazione di casa e palazzo. Il restauro è stato fatto con molto gusto personale», afferma il direttore di produzione Guido Cerasuolo. Il palazzo è diventata la location perfetta per le scene dell’appartamento di Roxanne. Vediamo anche la cattedrale, la chiesa di San Francesco d’Assisi.

«Noto è un gioiello senza tempo. Le location sono state riprese in modo innovativo e il team delle scenografie fonde insieme set e paesaggio senza soluzione di continuità. Cyrano deve essere visto sul grande schermo per la bellezza che rappresenta e trasmette; si può entrare nella storia e farne parte, specialmente con la sua musica unica», afferma il costumista Massimo Canini Parrini.
Da Siracusa alle atmosfere cupe dell’Etna

Non lontano da Noto è stato utilizzato un altro set, Siracusa e il Castello Maniace, diventato il presidio di Cyrano dove i soldati delle Guardie del Re dormono e si addestrano. «Il Castello è lì dal X secolo e gli ultimi abbellimenti sono probabilmente di epoca napoleonica; è grande e possente e offre un’atmosfera diversa», precisa la scenografa Sarah Greenwood.
A un certo punto si passa da una parte principale del film del tutto barocca e dorata a un luogo più oscuro. L’idea è che la combinazione di colori si orientasse verso il nero, una volta che la guerra spinge i personaggi su di un campo di battaglia in tessa di nessuno.

La produzione si è così spostata sull’Etna e sul suo perimetro. «L’Etna è crudo e bellissimo, selvaggio e stupefacente», ricorda la decoratrice Katie Spencer che in tandem con la Greenwood ha ricevuto numerose nomination agli Oscar. Così è stato realizzato l’accampamento degli eroi, il reggimento di Cyrano, proprio in cima, piantando le tende sulle rocce laviche e affrontando riprese molto difficili.
La bellezza oltre l’aspetto fisico
«Cyrano de Bergerac può essere letto come un’allegoria sulla bellezza interiore ed esteriore, la storia parla di come tutti abbiamo qualcosa, fisica o meno, che temiamo non renda degni dell’amore», commenta Bennett. Per il produttore Eric Fellner la Bennett porta un forte indipendente tocco modernista al ruolo di Roxanne.

«La nostra produzione è stata innovativa nel mettere insieme una compagnia teatrale. Non si trattava solo di preoccuparsi del Covid o stare attenti al budget, come fa una troupe teatrale, si usano gli stessi artisti secondari che cantano e ballano in scene diverse», rivela Bennett.
«Spero che il film dia alle persone l’opportunità di perdersi in un mondo nuovo e sperimentare la gioia e l’amore in un modo che la gente ha ormai perso», conclude Fellner.
La forza sublimatrice della poesia
«Cyrano immerge gli spettatori in un’esperienza lussureggiante, una storia d’amore epica. È una storia con cui relazionarsi, che parla di persone con difetti che vogliono essere viste e ascoltate», aggiunge Haley Bennett. «Non è cambiato nulla dell’amore. L’amore può metterti nei guai, ma dovrebbe sempre essere la tua guida. Cyrano cerca di dire che l’amore è onestà, essere onesti con qualcuno: glielo devi se lo ami davvero», ricorda Peter Dinklage.

L’obiettivo del regista è trasmettere al pubblico in sala gioia, gentilezza e tenerezza «oltre a profonde verità emotive che si tramandano di generazione in generazione. Cyrano è una lettera d’amore all’amore stesso».
Alessandra Caputo
Foto © 2021 Metro-Goldwyn-Mayer Pictures Inc.













