Kristen Stewart è una perfetta Diana nel film di Pablo Larraín
«Una favola tratta da una tragedia vera».
Quando le luci si spengono, appaiono le prime scene del film e questa frase ci introduce una storia. La storia a cui stiamo per assistere. È esattamente questo lo spirito con il quale si sceglie di andare al cinema a vedere Spencer, l’ultimo film di Pablo Larraín con Kristen Stewart candidata all’Oscar come miglior attrice.
Presentato alla 78esima Mostra Internazionale d’Arte Cinematografica di Venezia il film, è un’esclusiva per l’Italia Leone Film Group in collaborazione con Rai Cinema ed è distribuito dal 24 marzo da 01 Distribution.
Spencer, diretto da Pablo Larraín, su una sceneggiatura firmata da Steven Knight, è un film dall’impatto forte perché ci fa immergere sin dall’inizio in un’atmosfera profondamente psicologica che scava all’interno di una personalità lacerata e braccata da un Mondo che sembra andarle stretto.
Se pensate di andare a vedere un film che rappresenta il ricordo dell’amata principessa Diana Spencer vi sbagliate. Il regista ci regala una pellicola autoriale dove emerge il dramma di una vita complicata, di una donna che non ha la possibilità di essere se stessa. Assistiamo inermi ai tre giorni di totale disperazione di Diana, manifestata sotto diversi punti di vista, al suo non essere compresa, alla ricerca spasmodica di attenzioni da parte di chiunque e all’affetto degli amati figli, forse la sola ancora di salvezza.
L’esasperata realtà opprimente
I problemi di una principessa qui vengono messi in evidenza. Tante le scene che restano impresse: dal rubare bulimicamente il cibo di notte per poi vomitarlo al rompere la collana di perle regalata da Carlo perché uguale a quella dell’amante Camilla, dallo sfuggire alla sicurezza alla corsa nei campi intorno al castello, da quei vestiti sullo spaventapasseri ai tanti abiti regali che hanno fatto la storia di Diana.
La famiglia reale qui è l’identificazione di un’oppressione perenne che porta Diana a vivere con disagio la sua costante mancanza di libertà sia nello scegliere gli abiti che nel decidere di fare una passeggiata o di affacciarsi alla finestra.
La storia
Il matrimonio fra la principessa Diana e il principe Carlo è in crisi da tempo. Malgrado le voci di presunti flirt e di un imminente divorzio, si cerca di preservare la pace in vista delle festività natalizie.
Lady Diana è la principessa che più di tutte è entrata nel cuore di una favola che l’aveva rifiutata, scegliendo di non diventare regina per non rinunciare a se stessa. Il fulcro del film si concentra su tre giorni delle feste natalizie trascorsi tradizionalmente nella proprietà di Sandringham.
Il carattere di una principessa
Assistiamo a una Diana coraggiosa e ribelle, una donna tanto fragile quanto forte da decidere di prendere in mano il proprio destino e infrangere tutti gli schemi.

Vediamo Lady D nel momento più cupo, quasi soffocata da un’etichetta opprimente. La sua vulnerabilità è tangibile e ci offre la complessità della situazione nella quale quel mondo dorato sembrava l’avesse imprigionata.
Pablo Larraín cerca di immaginare cosa possa essere accaduto in quei fatidici giorni che rappresentarono la svolta nella vita della principessa.
Nelle scene finali, nei canti a squarciagola insieme agli amati figli in macchina o di fronte al Tower Bridge, emerge la donna amatissima e sofisticata che è rimasta nel cuore del Mondo come un’icona di elegante modernità.
L’idealizzazione di una favola
«La storia di Diana Spencer è il rovesciamento dello schema di una favola. Mi ha sempre colpito la sua decisione proprio perché immagino quanto le sia costata. Volevo esplorare il percorso interiore che, fra dubbi e determinazione, l’ha condotta a scegliere la libertà per se stessa e per i suoi figli», racconta il regista.

L’intima decisione di lasciare Carlo e la vita di corte giunge quando Diana si rende conto che la propria identità è più importante di quella della famiglia reale e della sua stessa Nazione.
«Vive in un ambiente che la schiaccia, la sminuisce e si sente chiamata a difendere se stessa e i suoi figli. Penso che in quei giorni a Sandrigham non ci sia uno scorcio della sua esistenza ma tutta la sua vita riflessa in una manciata di giorni», aggiunge.
Spencer ci introduce in un’esplorazione della vita interiore di Diana. Viviamo le sue paure, le sue illusioni, i ricordi. «Questi elementi raccontano ciò che accade dentro di sé e mostrano la sua grande e splendida vulnerabilità», conclude Larraín.
La personificazione di un’icona
Se il film, nonostante la sua complessità, arriva al pubblico è grazie a un’attrice che ha saputo portare sullo schermo in maniera magistrale il ricordo che abbiamo di Lady Diana.
Le movenze, gli sguardi, le espressioni facciali, la camminata, il portamento, le chiusure e le aperture. Kristen Stewart è riuscita non a interpretare un ruolo ma a immedesimarsi nelle principessa Diana. Ci sono momenti in cui non abbiamo la percezione di distinguere le due persone.

La Stewart, candidata all’Oscar nella categoria miglior attrice, tocca le corde più intime di se stessa, lasciandosi andare nella rappresentazione di un’icona, offrendoci le sue peculiarità più nascoste e dando prova delle sue capacità recitative.
«Kristen Stewart è una delle attrici migliori del panorama odierno. Possiede una qualità fondamentale per il cinema, il mistero. Può essere misteriosa, fragile e allo stesso tempo forte. L’insieme di questi elementi mi ha ispirato. Ha dato vita a una performance stupenda e intrigante. Quando un filmmaker trova un’attrice in grado di trasmettere la drammaticità della storia solo attraverso il suo sguardo, allora ha trovato la protagonista della vicenda che intende raccontare».
L’eleganza di un guardaroba unico
Gli abiti nel film rappresentano un capitolo a parte. Sono tutti meravigliosi capi sartoriali unici che conferiscono alla pellicola quel tocco di particolarità indiscutibile e alla Stewart un’aura da principessa. D’altronde la costumista è la due volte premio Oscar (Piccole Donne nel 2020 e Anna Karenina nel 2012) Jacqueline Durran che ha firmato anche i costumi per un altro successo cinematografico del momento, The Batman.
Alessandra Caputo
Foto © 01Distribution













