Italo Calvino a 100 anni dalla nascita

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Calvino

Il barone rampante e il bestiario umano attraverso il film UP della Disney

A cento anni dalla nascita di Italo Calvino ci poniamo ancora oggi molte riflessioni sul grande scrittore di origine cubana. All’età di tre anni venne in Italia ed ebbe una formazione educativa dapprima alla scuola valdese, poi con l’esperienza partigiana con cui partecipò alla guerra fino al 1944 e infine con la fase culturale parigina. Calvino è stato uno tra i maggiori scrittori del secondo Novecento e ha finito per rappresentare lo scrittore italiano doc. La sua opera spazia dai romanzi ai racconti in cui narra la guerra e la resistenza.

Attività letteraria di Calvino

Nel 1947 pubblicò il suo primo romanzoIl sentiero dei nidi di ragno“. Il 1952 è contraddistinto da “Il visconte dimezzato” che insieme aIl barone rampante” e “Il cavaliere inesistente” forma la trilogia dei nostri antenati. Nel 1965 fu la volta de “Le cosmicomichee qualche anno più tardi di “Ti come zero“. Alla fine degli anni Sessanta Calvino si trasferì a Parigi, dove iniziò a frequentare il gruppo degli scrittori dell’Oulipo. Tra la fine degli anni Sessanta fino all’inizio degli anni Ottanta pubblicò le sue opere più importanti: “Il castello dei destini incrociati“, “Le Città invisibili“, “Se una notte d’inverno un viaggiatore” e “Palomar“.

Calvino morì improvvisamente nel 1985 lasciando un saggio uscito postumoLezioni americane“.

L’opera di Calvino si può suddividere in tre fasi e la saggistica

La prima fase è quella neorealista in cui è un autore di guerra e racconta l’esperienza della resistenza e si ricollega all’esperienza letteraria di Fenoglio. In Calvino il dramma della guerra e dell’antifascismo è visto attraverso gli occhi di un bambino.

La seconda fase è quella tra la letteratura fantastica e il boom economico. Qui nasce la trilogia de “I nostri antenati” dove “Il barone rampante” emerge per la sua originalità di linguaggio e il collegamento fra fantasia e ambientazione storica.

Non va dimenticato anche il periodo dell’impegno politico in cui Calvino milita nel partito comunista e dove scrisse articoli impegnati e pubblicò opere in cui descrisse l’Italia del dopoguerra e del boom economico. Una descrizione realistica ma non strettamente di denuncia come fece Pasolini.

Vi sono poi i romanzi sperimentali, ossia la necessità dello scrittore di dare una carica non solo nel linguaggio ma di allargare i confini della letteratura verso nuove esperienze. Da qui “Il gioco combinatorio“, in cui, dall’esperienza francese, Calvino osserva il gioco labirintite di Borges. ConLe Città invisibiliriunisce racconti brevi, in cui Marco Polo racconta a Kublai Kan la Città immaginaria. In questi anni un pittore urbinate, Marco Logli, ha costruito isole in cielo immaginarie con i simboli raffaelleschi di Urbino e leopardiani di Recanati.

Ma lo sperimentalismo francese che alla fine degli anni sessanta si identifica nella “Nouvelle Vague” non solo cinematografica, porta il visionarlo Calvino a scrivere “Il castello dei destini incrociati” (1969), ospiti fantasmagorici raccontano storie senza parlare, scrivendosi solo dei tarocchi. Viaggi immaginari che proseguono con altri due romanzi: “Se una notte d’inverno un viaggiatore” del 1979, che racconta la ricerca da parte di un lettore di un misterioso romanzo e “Palomar” che narra le osservazioni del Mondo dallo sguardo atipico del protagonista.

Nell’opera postuma “Lezioni americane” scrisse: “La fantasia è un posto dove ci piove dentro“. E in quegli anni Calvino, partigiano, con impegno politico e sociale, si dedica alle fiabe e allo sperimentalismo fantascientifico.

“Il barone rampante”

CalvinoNel romanzo parla di un ragazzo di dodici anni che si arrampica su un albero e decide di non scendere più per il resto della vita. Forte è l’influsso illuminista francese di Diderot ma anche la visione trasgressiva di Truffaut de “Il ragazzo selvaggio” e “I quattrocento colpi”. Il tema principale del libro di Calvino è il rapporto con la realtà in un epoca di disillusioni e di crisi pubbliche e private e che si traduce in quella che considera il suo “vero tema narrativo”, una persona si pone volontariamente una difficile regola e la segue fino alle ultime conseguenze, perché senza di queste non sarebbe se stesso per sé e per gli altri.

Il barone rampanteci insegna che l’essere umano pur avendo amicizie, beni materiali, cultura, ha comunque un carattere solitario e fragile. Nasconde una parte di sé stesso che resta propria e che spesso non condivide con il resto del Mondo in cui vive. Non è altro che una fiaba fantastica che regola spunti di riflessione sulla vita reale attraverso temi importanti quali l’anticonformista e la forza di volontà di una persona che non desidera vivere una vita conforme a quella degli altri. Esistono dei parallelismi con il “Visconte dimezzato”: la leggerezza del linguaggio, lo sguardo ironico che impedisce anche ai momenti drammatici di gettare un’ombra triste sull’opera, l’ambiguità dei personaggi.

Il film Disney Pixar “UP” e Italo Calvino. La vita sospesa

Nel 2009 la Walt Disney Pictures in collaborazione con la Pixar Studios, fece uscire un film dal titolo “UP”. La trama si ricollega alla vita di un signore anziano, vedovo, che combatte contro un’impresa edilizia che vuole abbattere la sua abitazione e che gli propone di andare ad alloggiare in una casa di riposo. Il vecchio protagonista è contrario e il suo atteggiamento attira la curiosità di un bambino. Nasce una situazione che sarebbe piaciuta a Chagall, con un finale fiabesco in cui l’anziano protagonista vuole scappare con una serie di palloncini verso le cascate paradiso. Il giorno della partenza vi è un piccolo intoppo: il vecchio Russel rimarrà nel portico mentre la casa si libera in aria.

Una tematica fantasy che ritroviamo nel “Barone rampante” che si nasconde in una grande metafora. Sia nel filmUPche in Cosimo protagonista del libro, vi è una elevazione che li porterà a staccarsi dalla terra.

 

Paolo Montanari

Foto © L’indice dei libri del mese, In edicola, Skuola, Cinematik

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