Alluvioni, direttive europee e applicazioni

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Dal 2007 in Europa è in vigore la Direttiva alluvioni per un approccio specifico della gestione dei rischi di alluvioni e un’azione concreta e coordinata a livello comunitario

La Direttiva 2007/60/CE cosiddetta “Direttiva Alluvioni” entra in vigore il 26 novembre 2007 e istituisce “un quadro per la valutazione e la gestione dei rischi di alluvioni volto a ridurre le conseguenze negative per la salute umana, l’ambiente, il patrimonio culturale e le attività economiche connesse con le alluvioni all’interno della Comunità”.

L’Unione europea ha, nel  2007, adottato la Direttiva Alluvioni in accordo con i principi internazionali di gestione dei bacini idrografici già sostenuti dalla Direttiva 2000/60/CE (Direttiva Acque). Essa prevede che gli Stati membri debbano individuare tutte le aree a rischio di inondazioni, mappare l’estensione dell’inondazione e gli elementi esposti al rischio in queste aree e adottare misure adeguate e coordinate per ridurre il rischio di alluvione.

Il coinvolgimento dei cittadini

La Direttiva promuove e prevede anche il coinvolgimento del pubblico nel processo di pianificazione, attraverso idonei strumenti di informazione e consultazione come, ad esempio, attraverso la piattaforma EduCo e l’applicazione COapp ideate dall’Autorità di bacino distrettuale delle Alpi Orientali.

Piani di prevenzione coordinati e condivisi

Ai sensi della Direttiva Alluvioni, tutti gli Stati membri devono dotarsi di piani di gestione del rischio di alluvioni che contemplino tutti gli aspetti della gestione del rischio e in particolare “la prevenzione, la protezione, e la preparazione, comprese la previsione di alluvioni e i sistemi di allertamento”.

Inoltre, gli Stati europei devono coordinare le loro attività di gestione del rischio di alluvione nei bacini idrografici condivisi con i Paesi terzi, prestando attenzione a non attuare misure che aumenterebbero il rischio di alluvione nei Paesi limitrofi.

La Direttiva Alluvioni definisce la redazione dei Piani secondo una serie di stadi di implementazione, con specifici obblighi e scadenze, all’interno di un ciclo di gestione con periodicità pari a 6 anni.
Inoltre, entro 3 mesi dalle scadenze stabilite per ciascuno stadio di implementazione, è previsto secondo modalità e formati ben definiti un reporting alla Commissione europea.

Il periodico riesame e l’eventuale aggiornamento dei Piani ogni 6 anni consentono di adeguare la gestione del rischio di alluvioni alle mutate condizioni del territorio, anche tenendo conto del probabile impatto dei cambiamenti climatici sul verificarsi di alluvioni.

I soggetti competenti in Italia

La Direttiva 2007/60/CE è stata recepita nell’ordinamento italiano con il D.Lgs. 49/2010, tenendo conto anche della normativa nazionale vigente, in particolar modo del D.Lgs. 152/2006 (recepimento italiano della Direttiva 2000/60/CE) e del Dpcm 29 settembre 1998.

La competenza per la predisposizione delle valutazioni preliminari del rischio, dell’elaborazione delle mappe di pericolosità e rischio e della redazione dei piani di gestione è affidata alle Autorità di bacino distrettuali a norma del D.Lgs. 152/2006, in conformità con le attività di predisposizione dei Piani di assetto idrogeologico già svolte.

Alle Regioni e Province autonome, in coordinamento tra loro e con il Dipartimento di Protezione Civile, spetta il compito di predisporre la parte dei piani di gestione per il distretto idrografico di riferimento relativa al sistema di allertamento nazionale e regionale per il rischio idraulico ai fini di protezione civile.

Le Autorità di bacino distrettuali

In Italia i Piani di gestione del rischio di alluvione sono stati predisposti dalle Autorità di bacino distrettuali dei 5 distretti idrografici in cui è suddiviso il territorio nazionale (fiume Po, Alpi Orientali, Appennino settentrionale, Appennino centrale, Appennino Meridionale) nonché dalle Regioni Sardegna e Sicilia.

Mappe della pericolosità e del rischio di alluvioni

Individuate le aree potenzialmente a rischio di alluvioni si predispongono mappe di pericolosità e rischio di alluvioni con la perimetrazione delle aree geografiche secondo i seguenti scenari:

  1. scarsa probabilità di alluvioni o scenari di eventi estremi, media probabilità di alluvioni, elevata probabilità di alluvioni. Per ogni scenario si analizzano poi l’estensione dellinondazione, l’altezza idrica o livello, le caratteristiche del deflusso (velocità e portata).

Le mappe di rischio indicano le potenziali conseguenze negative derivanti da alluvioni per ciascuno dei tre scenari di pericolosità.

Il D.Lgs 49/2010, di recepimento della Direttiva, prevede 4 classi di rischio espresse in termini di:

  • numero di abitanti potenzialmente interessati;
  • infrastrutture e strutture strategiche;
  • beni ambientali, storici e culturali;
  • distribuzione e tipologia delle attività economiche;
  • presenza di impianti potenzialmente inquinanti e aree protette
  • altre informazioni considerate utili.

L’esistenza nel territorio italiano dei Piani di assetto idrogeologico (Pai), redatti ai sensi della Legge 183/89, ha fornito un’adeguata base di partenza, per l’adempimento agli obblighi della Direttiva. Quindi le mappe di pericolosità e rischio di alluvioni italiane sono state realizzate a partire dai Pai e in accordo con gli “Indirizzi operativi” emanati dal ministero dellAmbiente e della tutela del Territorio e del Mare, con il contributo di Ispra Istituto Superiore per la Protezione e la Ricerca Ambientale, delle Autorità di bacino nazionali e del Tavolo tecnico StatoRegioni.

Piani di gestione del rischio di alluvioni

Sulla base delle mappe di pericolosità e rischio di alluvioni, le autorità competenti hanno predisposto i Piani di gestione del rischio di alluvioni coordinati a livello di distretto idrografico.

I piani di gestione definiscono gli obiettivi della gestione del rischio di alluvioni per le zone in cui può sussistere un rischio potenziale ritenuto significativo, al fine di ridurre le possibili conseguenze negative per la salute umana, il territorio, i beni, l’ambiente, il patrimonio culturale e le attività economiche e sociali, attraverso l’attuazione prioritaria di interventi strutturali e non strutturali e di azioni per la riduzione della pericolosità.

I piani riguardano tutti gli aspetti della gestione del rischio di alluvioni, in particolare la prevenzione, la protezione e la preparazione, comprese le previsioni di alluvioni e i sistemi di allertamento, e tengono conto delle caratteristiche del bacino idrografico o del sottobacino interessato.

Riesami e aggiornamenti

Gli elementi dei piani di gestione del rischio di alluvioni devono essere riesaminati periodicamente e aggiornati tenendo conto delle probabili ripercussioni dei cambiamenti climatici sul verificarsi delle alluvioni.

alluvioniLa Direttiva ha disposto i termini per il riesame della valutazione preliminare del rischio di alluvioni al 22 dicembre 2018 e successivamente ogni sei anni, delle mappe di pericolosità e rischio di alluvioni al 22 dicembre 2019 e successivamente ogni sei anni, e dei Piani di Gestione al 22 dicembre 2021 e successivamente ogni sei anni.

Informazione e partecipazione pubblica

La comunicazione e la partecipazione pubblica all’iter di elaborazione dei piani di gestione del rischio di alluvioni rivestono, secondo la Direttiva, un ruolo strategico ai fini della condivisione e legittimazione dei piani stessi.

A tal fine, le Autorità di bacino distrettuali e le Regioni afferenti il bacino idrografico, in coordinamento tra loro e con il Dipartimento nazionale della Protezione Civile, ciascuna per le proprie competenze, devono mettere a disposizione del pubblico la valutazione preliminare del rischio di alluvioni, le mappe della pericolosità e del rischio di alluvioni e i piani di gestione del rischio di alluvioni. Le stesse Autorità promuovono poi la partecipazione attiva all’elaborazione, al riesame e all’aggiornamento dei piani di gestione di tutti i soggetti competenti interessati.

Il ministero dellAmbiente e della tutela del Territorio e del Mare mette a disposizione del pubblico e dell’Unione europea le informazioni relative alla valutazione preliminare, alle mappe di rischio e pericolosità e ai Piani di gestione del rischio di alluvioni sul Geoportale nazionale

 

Rossella Vezzosi

Foto © Focus, minambiente, distrettoalpiorientali

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