Cattolica e rive romagnole balneari 1823-2023

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Cattolica

Il museo della marineria organizzerà una serie di eventi nazionali e internazionali tesi a far conoscere l’identità marittima e i caratteri originali della Città

Con la rivista del Circolo nautico dal titolo “Cattolica balneare 1823-2023” di Maria Lucia De Nicolò, docente Università di Bologna e direttrice del museo della marineria W. Patrignani a villa Molaroni, si continua il lungo percorso di studi ed elaborazioni progettuali che per tutto il corso del 2024. Anno in cui Pesaro ha la nomina a Capitale della Cultura italiana.

Lido ideale

Il museo della marineria organizzerà una serie di eventi nazionali e internazionali tesi a far conoscere l’identità marittima e i caratteri originali della Città, attraverso apporti multidisciplinari affidati a esperti accademici di Francia, Germania, Croazia, Slovenia, Grecia e Italia. Nel 2024 ha sottolineato la professoressa De Nicolò uscirà un ponderoso volume su Pesaro e il mare che raccoglie 50 anni di ricerche. “Cattolica balneare 1823-2023” è un quaderno tematico che vuole celebrare il Bicentenario della “Nascita della marina a Cattolica.

Proprio al 1823 è datato l’arrivo di Luciano Bonaparte, principe di Canino, fratello di Napoleone I, con tutta la sua famiglia, per il soggiorno al mare di Cattolica, che decreterà da quel momento il lancio della spiaggia della Città e rive limitrofe nel golfo naturale disegnato dalla sporgenza del promontorio di Gabicce, quale lido ideale, con una visione mozza fiato verso i grattacieli di Rimini e Milano Marittima, e filo diretto a distanza con Venezia.

Trasformazioni

Già il dott. Domenico Cervesi (1814-1878) aveva evidenziato questi connotati paesaggistici e naturalistici nel suo manuale sui bagni di mare (1856). Una prerogativa ambientale, climatologica, nonché di ospitalità collaudata nei secoli. La rivista odierna vuole dare spazio alle memorie dei villeggianti, che toccano le fasi storiche della trasformazione della marina e della società ai bagni, arricchita anche da trasformazioni del flusso dei vacanzieri dal primo Ottocento agli anni Sessanta.

E a questo proposito va ricordato l’impegno prodigato all’inizio del Novecento, da Vincenzo Mancini (Cino), ideatore e promotore di numerose opere pubbliche e l’inaugurazione del Kursaal quale monumento di spicco sul litorale e più tardi animatori della pro loco come Arcangelo Della Biancia e Gaetano Giunta e Giorgio Calbi, referente fondamentale dagli anni Trenta, per le informazioni e aggiornamenti costanti su alberghi, pensioni, attività ristorative, sportive, corredate da immagini provenienti dalle collezioni di Fabio Fabbrucci, Ferdinando Montanari e Mariano Filippini.

Il volume si struttura in vari capitoli

  • La stagione dei bagni
  • La società ai bagni
  • Amarcord
  • I Pionieri della balneazione di Maura Silvagni
  • La costruzione della marina
  • Il piano regolatore della Città balneare dal municipio alla villa Marconi di Giulio Tian
  • Una splendente marina di Ulderico Tegani
  • L’immagine turistica di Cattolica
  • La reclame fotocelere

Colonia climatica

In uno studio e pubblicazione precedente dal titolo “Una marina dell’Adriatico – lido, arenili, bonifiche, verso la Città giardino” (ed. Banca di credito cooperativo di Gradara), la prof.ssa De Nicolò, Cattolicasi era soffermata sulla colonia climatica degli anni Trenta che cessò di essere la sede di attività strettamente terapeutiche, secondo le finalità dell’ospizio marino di stampo ottocentesco, “per divenire la palestra per la formazione fisica e spirituale dell’uomo nuovo del fascismo”. Le colonie marine in particolare quella Camillo Balbo a Cattolica, situata all’estremità occidentale della spiaggia, rappresentò il fulcro del turismo stagionale della gioventù, ben evidenziata come quella riminese nel film “Amarcord” di Fellini. “Un modello formativo di massa, veicolo di propaganda dell’impegno del regime verso le necessità dei ceti popolari e si prestava ad essere insieme uno strumento per assicurare i consensi al regime e sede di iniziazione alla organizzazione di natura paramilitare, della gioventù nata sotto il fascismo”.

Ospizi e turismo d’élite

Secondo la De Nicolò il litorale romagnolo nella seconda metà dell’Ottocento era divenuto campo sperimentale per due inedite destinazioni d’uso balneare, con gli ospizi marini per la cura della scrofala e della tubercolosi da un lato e un turismo d’élite dall’altro che, pur accomunando il concetto di salute, comportava due tipi di villeggiatura contrastanti. Con lo svilupparsi del fenomeno balneare di tipo edonistico, gli ospizi storici furono chiusi o decentrati in aree non toccate dallo sviluppo balneare.

A Cattolica dove era documentato dalla fine dell’Ottocento la presenza e il soggiorno di fanciulli scrofolosi, non era stato costruito alcun ospizio marino, per cui non si pose il problema e quando più tardi si prospettò la possibilità di accogliere il turismo delle colonie, si destinò a queste la zona estrema di ponente. Con il regime fascista le colonie climatiche non accolsero solo la gioventù malata, ma dovevano prestarsi quale “palestra di formazione di gioventù nazionale“, sostanzialmente sana. Un meccanismo più articolato rispetto al passato con lo sviluppo di nuovi spazi, come le palestre, sale per le adunanze, cappelle e aule per altre attività collettive e la creazione di coline climatiche come corredo a quelle del regime fascista.

Ma tornando al prezioso volumetto “Cattolica balneare”,  la storia, la società, l’economia di San Giovanni Marignano, si trasformò in una perla del turismo balneare del mare Adriatico.

 

Paolo Montanari

Foto © Hotels, Wikipedia, Chiamamicitta

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