Ex stabilimento Olivetti di Ivrea, decolla un hub per l’innovazione

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La sinergia fra ICONA srl e NExT Innovation ha portato alla nascita di C.NEXT IVREA srl. Otto imprese già insediate in un anno con l’idea di creare un ecosistema attrattivo per le start up

Allo storico stabilimento della Olivetti di Ivrea – le Officine ICO – di via Jervis l’innovazione era di casa. Da questo luogo, che fa parte della storia industriale d’Italia e oggi è riconosciuto Patrimonio dell’Umanità dall’Unesco, sono uscite le macchine per scrivere Valentina e Lettera 32, le calcolatrici meccaniche Tetractys, il primo calcolatore italiano Elea 9003. Poi, la fabbrica ideale di Adriano Olivetti dopo la sua scomparsa imbocca la via del declino che la porterà alla chiusura. Cinquantamila metri quadri di stabilimento perduti per sempre. O meglio, fino al 2018, quando una cordata di imprenditori locali, riuniti in ICONA srl, decide di salvare questo tempio della creatività italiana, mettendo 2 milioni di euro sul piatto solo per acquisire gli spazi.

 

Un centro di sviluppo di idee

L’idea non è quella di creare un centro commerciale, un hotel o dei loft. «Volevamo rendere attrattivo il nostro territorio all’insediamento di imprese», ha dichiarato Andrea Ardissone, presidente ICONA srl alla conferenza stampa di presentazione di C.NEXT IVREA srl, cui hanno partecipato anche il sindaco di Ivrea, il vicepresidente di Regione Piemonte e l’assessore di Città Metropolitana di Torino con delega allo sviluppo economico. «Volevamo creare un centro di sviluppo di idee. E abbiamo cercato le esperienze italiane più significative nell’innovazione».

La prima fase è stata un attento intervento di ristrutturazione. Poi, negli ultimi 12 mesi si sono insediate le prime imprese: otto realtà innovative su 1500 metri quadri. Non solo aziende di tecnologie dell’informazione e della comunicazione o dell’elettronica – come si immagina quando si parla di innovazione – ma anche di assistenza alla persona e del terzo settore. Per esempio, la cooperativa sociale Mary Poppins, che supporta l’integrazione di immigrati stranieri rifugiati politici o richiedenti asilo.

L’esperienza di Como NExT

Questo successo nasce da un felice incontro fra ICONA srl e l’esperienza di NExT Innovation. L’esordio di questo nuovo modello è stato in provincia di Como nel 2010, quando nell’ex cotonificio Somaini di Lomazzo viene lanciato Como NExT, un digital innovation hub e incubatore di start up con il coinvolgimento della Camera di Commercio, dell’Università e del Comune. «Non si tratta solo di riempire degli spazi», ha commentato Stefano Soliano, amministratore delegato di C.NEXT spa. «Vogliamo che da condominio si diventi una comunità di innovatori. È un modello collaborativo e inclusivo, che valorizza le competenze di tutti i soggetti aderenti, fondato su fiducia e regole precise». Questo paradigma da Lomazzo è giunto fino a Ivrea nell’ex stabilimento Olivetti. E si sta lavorando a realizzarlo in altri luoghi: ad Arese, nella ex sede dell’Alfa Romeo, a Novara nella ex De Agostini e ad Ascoli Piceno, in un’ex fabbrica.

«L’obiettivo è valorizzare anche territori periferici, dove in passato si è dimostrato di riuscire a fare impresa e innovazione», conclude Soliano.

Almeno 10 realtà nuove all’anno

Alberto Carpaneto, amministratore delegato di C.NEXT IVREA srl, ha sottolineato di essere rimasto sorpreso non solo dalla varietà delle imprese che si sono insediate, ma anche dalla loro provenienza geografica. «La maggioranza non è canavesana. A parte un’azienda piemontese, le altre arrivano da Lombardia e Veneto». A conferma che un progetto che funziona diventa una calamita. Le aree di intervento sono tre: ampliare la comunità di innovatori di almeno 10 realtà all’anno, sviluppare progetti di innovazione e offrire supporto alla creazione d’impresa. L’obiettivo è diventare un incubatore certificato dal ministero delle Imprese e del Made in Italy. C.NEXT offre la sinergia con le altre 150 aziende del sistema e dal punto di vista finanziario incoraggia l’uso di risorse provenienti da bandi pubblici per l’innovazione a carattere locale, nazionale ed europeo.

Si vince con le idee giuste

olivettiSe potessero tornare indietro, chissà cosa ne direbbero Camillo e Adriano Olivetti di questa nuova vita del loro stabilimento a Ivrea, che all’epoca è stato un luogo assolutamente all’avanguardia per la sua concezione, per tutti i benefit offerti agli operai – incluso il caffè servito da camerieri con i guanti bianchi – e per lo stile di gestione dei dipendenti, improntato alla centralità della persona. Quasi sicuramente approverebbero: l’innovazione era il loro pane, e in questa fase complicata della globalizzazione sui mercati internazionali si vince soltanto se si hanno le idee giuste.

 

Maria Tatsos

Foto © ufficio stampa C.NExT Ivrea, Maria Tatsos

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Maria Tatsos
Giornalista professionista, è laureata in Scienze Politiche e diplomata in Lingua e Cultura Giapponese presso l'IsiAO di Milano. Attualmente lavora come freelance per vari periodici femminili, collabora con il Museo Popoli e Culture del Pontificio Istituto Missioni Estere (Pime) e con il Centro di Cultura Italia-Asia. Tiene corsi di scrittura autobiografica ed è autrice di alcuni libri, che spaziano dai diritti dei consumatori alle religioni asiatiche. È autrice del romanzo storico "La ragazza del Mar Nero" sulla tragedia dei greci del Ponto (2016) e di "Mai più schiavi" (2018), un saggio su Biram Dah Abeid e sulla schiavitù in Mauritania, entrambi editi da Paoline. Nel tempo libero coltiva fiori e colleziona storie di giardini, giardinieri e cacciatori di piante che racconta nel corso "Giardini e dintorni".

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