Il pellegrinaggio dell’Associazione nella Santa Casa di Loreto. Iniziativa di spiritualità e amicizia per impetrare la pace nel Mondo
Dal 27 al 29 settembre centinaia di alpini appartenenti all’Ana (Associazione nazionale Alpini) hanno partecipato al primo pellegrinaggio al Santuario di Loreto nelle Marche. Il tema del pellegrinaggio era: ”La famiglia Alpina alla Casa di Maria“. È stato motivo, da parte di questa grande associazione, in questo momento storico con vari conflitti che insanguinano la Terra, per testimoniare alla Madonna Regina della Pace, la spiritualità che anima il sodalizio con i suoi valori insostituibili, la famiglia, la casa e la pace.
«Nella sua storia ultrasecolare sulla spinta di umanità scaturita dal primo conflitto mondiale, l’Associazione nazionale Alpini ha sempre perseguito il sogno di pace e fraternità traducendolo in concrete opere di solidarietà e soccorso universalmente
apprezzate. Essere tra la gente e per la gente è diventato una sorta di regola. Il recarsi in pellegrinaggio alla Madonna di Loreto Regina della Pace è testimoniare la nostra fede e l’impegno costante in questa missione di umanità». Sono state le parole del presidente nazionale dell’Ana, Sebastiano Favero.
Mons. Fabio Dal Cin, delegato pontificio di Loreto, ha commentato: «Come Santuario e come territorio accogliamo con gioia la Famiglia Alpina».
Il riconoscimento di Unipax all’Ana
Il presidente di Unipax, Unione mondiale per la pace e diritti fondamentali dell’uomo e dei popoli, Orazio Parisotto, a Loreto, dopo la celebrazione della Messa pomeridiana nella Basilica della Santa Casa, ha consegnato al presidente dell’Ana il titolo di “Operatore di civile convivenza e di Pace” con la seguente motivazione: «La concreta, straordinaria capacità degli Alpini nel realizzare innumerevoli iniziative culturali, di solidarietà, di mutua assistenza e di intervento sul territorio da parte delle singole sezioni e dei gruppi, assieme alla operatività delle strutture di Protezione Civile in Italia e all’estero, rappresentano un grande esempio di come si possano costruire la civile convivenza e la pace partendo dal basso, dal volontariato solidale dal contrasto alla sofferenza e a ogni forma di violenza».
L’Unipax è una organizzazione di volontariato Ong apartitica, aconfessionale, estranea a interessi economici a livello internazionale ed è associata da oltre venti anni all’UN/DGC United Nations Department of Global Communication.
La collaborazione con l’Ana è iniziata a Vicenza nel maggio scorso all’Adunata nazionale degli Alpini d’Italia quando l’Unipax, con alla testa il suo presidente Orazio Parisotto, ha partecipato alla sfilata con lo striscione “United Peacers the World Community for a New Humanism” (Casa comune mondiale degli Operatori di Pace).
A Loreto le guarigioni “inspiegabili”
Molti non sono a conoscenza che nella Santa Casa di Loreto, sono oltre 1.200 i casi di guarigione, i cui dati medici sono stati oggetto di attento studio da parte dell’osservatorio Medico “Ottaviano Paleani”, realtà voluta dalla Delegazione Pontificia e aggregata al Centro Studi Laureatani, con lo scopo di constatare e raccogliere i casi di guarigione dovuti alla intercessione della Vergine Lauretana. È praticamente un “bureau” come già esiste nel Santuario Mariano di Lourdes. Composto da due commissioni di primo e secondo livello e il cui fine è giungere a giudicare una guarigione come “inspiegabile” secondo le attuali conoscenze scientifiche.
Centinaia sono i casi di guarigioni “inspiegabili” che si sono susseguiti nei secoli e riportati negli archivi Lauretani, c’è da ricordare quello di una devota, una certa Gabriella Gardini di Fluminata, che nel 2010 ha riacquistato la vista dopo aver pianto di fronte al simulacro
della Madonna di Loreto mentre era raccolta in preghiera nella chiesetta del Paese. Altro miracolo è quello avvenuto nel febbraio del 2016 la cui protagonista, una marchigiana di 38 anni con una grave infezione alla mascella, dopo che una sua zia proveniente dal Santuario, aveva poggiato sulla parte malata un fazzoletto passato sulle relique di San Leopoldo Mandic che in quell’anno per due settimane erano state portate nella Santa Casa, ha ottenuto la guarigione della parte che di lì a poco avrebbe dovuto essere operata. La donna risulta essere guarita “inspiegabilmente”.
La Santa Casa
Quando nel 1291 i crociati furono espulsi dalla Terrasanta, alcuni cristiani salvarono dalla distruzione la Casa della Madonna trasportandola prima in Illiria poi tra il 9 e 10 dicembre del 1294 fu trasportata nell’antico Comune di Recanati, prima presso il porto poi su un
colle in una via pubblica dove tutt’ora è custodita. Le tre pareti della Santa Casa secondo scavi archeologici combaciano con il perimetro della grotta di Nazareth. Le pietre con cui è costruita, sono proprie della tradizione edilizia della Palestina al tempo di Cristo. Fu l’insigne Reliqua ad attirare molti pellegrini. Furono proprio i malati a recarvisi per chiedere le guarigioni del corpo e dello spirito.
La devozione si diffuse dapprima nei territori marchigiani poi in tutto il mondo cattolico. La Basilica, che incamera la Santa Casa, fu iniziata nel 1469 patrocinata da Paolo II. Vi hanno lavorato Giuliano da Sangallo e il Bramante. Fu completata nel 1587. Il Palazzo apostolico è stato progettato da Donato Bramante e i lavori diretti dal Sansovino, quindi da Antonio da Sangallo il Giovane e nel XVI secolo da Giovanni Boccalini. Quindi terminati da Luigi Vanvitelli a cui si deve l’elegante campanile. Una meraviglia che abbiamo nella nostra bell’Italia da visitare con fede per impetrare la Regina della Pace.
Giancarlo Cocco
Foto © Giovanni De Negri, Eurocomunicazione
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