Nel corso dell’incontro svolto a Bruxelles, si è discusso sulle possibilità di un sistema autonomo, olistico e interconnesso allo sviluppo socio-economico
Nell’ambito dello European Business Summit 2024, Bruxelles ha ospitato lo European Health Summit. 30 sessioni con 90 speaker e 500 partecipanti, rappresentanti delle istituzioni europee, delle organizzazioni internazionali e dell’industria di settore, riuniti per discutere delle sfide della sanità.
Intersettorialità
Oggi come oggi, sanità e salute sono sempre più connesse e percepite come decisive nello sviluppo generale, sociale ed economico, di un Paese. Per questo, le politiche devono assumere un approccio olistico, che non trascuri nessuno di questi aspetti.
Bisogna investire nelle infrastrutture sanitarie, promuovere misure di prevenzione, assicurare un accesso equo ai servizi. Non solo quando ci sono rischi per la salute pubblica, come durante la pandemia di Covid–19, ma come strumenti di sviluppo sostenibile e di crescita della competitività.
Il percorso verso un’autonomia strategica
Negli ultimi anni, l’Ue ha posto le basi per la trasformazione del sistema sanitario. Nonostante la ricerca e gli investimenti, le sfide del mercato internazionale e le politiche frammentate hanno messo in pericolo l’autonomia strategica. Servono una visione condivisa e un quadro normativo che rilanci la sostenibilità, facendo tornare appetibili gli investimenti in Europa.
Ci troviamo in un momento chiave, nel corso di una crisi ambientale e con la popolazione che invecchia. Serve una strategia che supporti i servizi essenziali e stimoli la crescita, magari in un clima di collaborazione tra settori pubblico e privato.
Salute mentale
Ansia, depressioni, crisi di nervi, sono in ascesa in tutta l’Ue. La salute mentale è diventata un tema su cui intervenire con urgenza, specialmente per certe fasce di popolazione vulnerabili, con barriere significative che spesso ostacolano l’accesso a cure e servizi necessari.
Essendo meno visibili, le problematiche mentali sono più difficili da riconoscere e per questo si tarda a intervenire. L’intangibilità può portare ad avere concetti sbagliati e quindi a un’ulteriore negligenza, anche nel dibattito pubblico.
Azione olistica
Un peso enorme è dato dalle malattie non trasmissibili, che assorbono l’80% della spesa totale sanitaria e costano ogni anno mezzo milione di morti in tutto il Continente. Spesso si sottovalutano le relazioni tra le diverse patologie. Spesso la causa delle malattie è la sovrapposizione di più condizioni. Per invertire la tendenza, è necessario prima di tutto un nuovo approccio mentale, olistico e più efficace, a partire dalla prevenzione.
Un aiuto può arrivare anche dall’integrazione con raccolte dati e tecnologie digitali, per una gestione più efficiente e sistematica. I progressi in tal senso sono stati importanti, sottolineati dall’istituzione dello Spazio europeo dei dati sanitari. Non siamo ancora arrivati al massimo sfruttamento del potenziale digitale, servono ancora degli sforzi per integrare i sistemi, incluso un maggiore utilizzo dell’intelligenza artificiale.
Cooperazione transfrontaliera
L’Organizzazione mondiale della sanità (Oms) ha identificato nel cambiamento climatico, nell’inquinamento, in una maggiore resistenza agli antibiotici, alcune delle minacce principali alla salute pubblica. Sono problematiche globali che richiedono soluzioni condivise affinché ne venga ridotto l’impatto negativo e si favorisca l’equità.
È essenziale avere un approccio unitario, “Una sola sanità”, che aiuti ad affrontare sfide tra loro interconnesse. Le normative Ue portano alla possibilità di un’azione transfrontaliera, con lo scambio di dati, diagnosi e terapie facilitato dalla digitalizzazione.
Raisa Ambros
Foto © Health Europa; HBS Online;Harvard Health; NASA Science













