L’attualità di un intellettuale scomodo e il legame profondo con Pesaro, tra cinema, cultura e memoria collettiva
Sono passati 50 anni dalla drammatica morte di Pier Paolo Pasolini, scrittore, poeta, regista di cinema e teatro, ma soprattutto un intellettuale scomodo nella realtà sociale e politica degli anni Sessanta e Settanta italiani.
Il suo insegnamento è sempre di grande attualità, perché le sue idee e battaglie sono più attuali che mai. Oggi viviamo una realtà geopolitica dove i sovranismi, i fascismi latenti, ma anche le infezioni mediatiche, comprese quelle sessiste, invadono una sottocultura nei giovani ma anche nelle persone adulte.
Pasolini, già alla fine degli anni Sessanta, metteva in evidenza i rischi e i pericoli del consumismo borghese e dell’avvento della televisione. Secondo lui, i ragazzi di vita delle periferie romane, protagonisti dei suoi film e romanzi, sarebbero diventati le prime vittime di un leviatano multiforme, che si nasconde dietro al capitalismo.
La trasformazione silenziosa: da Pasolini a Videocracy
In un documentario del 2009, Videocracy di Erik Grandini, era evidenziata una teoria taoista secondo cui le trasformazioni profonde sono silenziose, impercettibili, ma devastanti. Nell’arco di due generazioni un Paese intero si scopriva impotente, povero, depauperato di un welfare e in costante erosione dei diritti costituzionali. Una rappresentazione della nostra amata Italia, in un contesto europeo in crisi permanente.
Il cosiddetto intrattenimento di massa ha depotenziato le utopie rivoluzionarie, e lo spettacolo mediatico, rischio denunciato da Pasolini, ha rovesciato i valori culturali, sociali e politici del Paese.
Le immagini televisive, osservava Pasolini, escludono il dialogo: oggi sono sostituite dai cellulari.
Pasolini e Pesaro
Vi sono state varie iniziative a Pesaro per rendere omaggio a Pier Paolo Pasolini, che era
legato alla Città da un forte legame culturale, soprattutto cinematografico. Nei primi anni Sessanta, il giovane poeta, ancora sconosciuto, andò a Pesaro alla Mostra del Nuovo Cinema, alle sue prime rivoluzionarie edizioni, diretta dal critico Lino Miccichè. E in punta di piedi Pasolini, da poco trasferitosi con la madre Susanna a Roma, intervenne in un turbolento incontro al Teatro Sperimentale di Pesaro, alla presenza del gotha della critica cinematografica internazionale e dei semiologi Metz e Umberto Eco, che contrapponevano le loro teorie a quelle dei fenomenologici e storico-marxisti (Chiarini – Aristarco).
E il giovane friulano Pasolini ribaltò con la sua “teoria della poesia nel cinema” ogni struttura o sovrastruttura esistente. Fu quello il primo contatto con Pesaro, che egli definì “Città dove si respira il cinema”.
A 40 anni dalla morte di Pasolini, nella Sala Rossa del Comune di Pesaro, venne realizzato un convegno di studi multidisciplinare, con esperti nei vari settori – cinematografico, teatrale, poetico, narrativo – che ebbe grande successo e venne poi ripetuto a Roma. Successivamente, sempre con il patrocinio del Comune di Pesaro e del Centro studi pasoliniani, furono organizzati incontri nella sala del Teatro San Terenzio.
Il centenario del 2022
Pesaro ha ricordato Pier Paolo Pasolini anche nel centenario della sua nascita (1922-2022) con una rassegna di eventi. Tra questi:
la conferenza su Pasolini dell’autore e critico Paolo Montanari;
una rassegna dialogo con le arti (2 maggio – 12 giugno 2022) per omaggiare l’intellettuale;
un cineforum insieme al Cinema Solaris e al Cinema Ritrovato di Bologna, con le principali opere di Pasolini.
Sempre nel 2022, la Mostra del Nuovo Cinema di Pesaro ha commemorato il grande regista con una serie di eventi, che includevano una rassegna dedicata all’intellettuale e incontri con personalità come il regista Abel Ferrara, autore del film Io, Pasolini, che ha tenuto un discorso appassionato sulla figura di Pasolini.
Paolo Montanari
Foto © Fondazione AIDA, lesvraisyageurs













