Giunto alla quinta edizione, il concorso cinematografico vedrà in programma film dai quattro continenti e inaugurerà due sezioni dedicate ai lungometraggi internazionali e al Noir
È tutto pronto nel caratteristico borgo della Sabina rietina per una nuova edizione dell’affermata kermesse di Orvinio Cinema, che si terrà dal 23 al 26 luglio, con una ricca programmazione internazionale con film provenienti da Norvegia, Germania, Giappone, Bulgaria, Irlanda e Italia, registi e ospiti giunti da diversi paesi europei. Tra le novità di quest’anno ci sarà la categoria internazionale per i lungometraggi e la collaborazione con Corto Nero, per la creazione di una sezione dedicata appunto al Noir, genere molto amato dal pubblico. Quella 2026 sarà un’edizione del Festival davvero molto ricca, caratterizzata da un programma culturalmente diversificato, con una mostra di pittura e un concerto finale. Orvinio Cinema conferma quindi la propria vocazione ad essere un laboratorio di cultura capace di far dialogare il grande cinema con uno dei borghi più suggestivi del Lazio.
Quattro giorni di cinema internazionale
Ad aprire il concorso, giovedì 23 luglio, sarà alle 17 il film norvegese “Let the River Flow” di Ole Giæver, alla presenza di Linda K. Gaarder dell’Ambasciata di Norvegia. Alle 21 sarà invece proiettato il film tedesco “Die Goldfische” di Alireza Golafshan.
La giornata di venerdì 24 luglio si aprirà alle 17 con il film giapponese “Sunset Sunrise” di Kishi Yoshiyuki, introdotto dalle ospiti Sayuri Shirai e Isabella Lapalorcia dell’Istituto Giapponese di Cultura. In serata, alle 21, spazio alla Bulgaria con “Wingless” di Niki Liev, presente a Orvinio per incontrare il pubblico.
Sabato 25 luglio sarà dedicato all’Irlanda e all’Italia. Alle 17 verrà proiettato “Aontas” di Damian McCann, introdotto da Susanna Pellis dell’Irish Film Festa. Alle 21 sarà la volta del film italiano “Per un po’” di Simone Valentini, che dialogherà con gli spettatori al termine della proiezione.
Giornata conclusiva
La giornata conclusiva di domenica 26 luglio porterà una delle principali novità della quinta edizione: la collaborazione con Corto Nero, Associazione che promuove un festival dedicato al cinema breve di genere. A partire dalle 16, alla presenza del direttore artistico Gennaro Maria Cedrangolo, saranno proiettati dodici cortometraggi noir provenienti da Italia, Norvegia, Spagna, Messico, Romania, Argentina, Stati Uniti, Francia e Iran, a testimonianza della vitalità internazionale di questo linguaggio cinematografico. Framed di Marco Jemolo – Italia; After Dark di Iain Forbes – Norvegia; La Leccion di Hugo Gomez – Spagna; Cactus Noir di Marc Maubert – Messico; America di George ve Ganaaard & Horia Cucută – Romania; Maelstrom di Carlos Gomez Trigo – Spagna; A Dog di Juan Camardella – Argentina; El Atraco di Alfonso Diaz – Spagna; Pulpette di Michele Bevilacqua – Italia; That Smell di Kyle Lavore – Usa; Un Reflex di Zulma Rouge – Francia e Friday di Ramtin Serajpour – Iran.
Prima della cerimonia di premiazione che concluderà la manifestazione, alle ore 19.30, protagonista sarà la musica con il concerto del Quartetto d’archi Sharareh formato da Marzia Ricciardi (violino), Dahlah Lee (violino), Roberta Pumpo (viola) e Federica Vecchio (violoncello), che proporrà un viaggio musicale tra classica, jazz, pop e rock attraverso le più celebri colonne sonore della storia del cinema. Tra le novità di questa edizione trova spazio anche il dialogo con le arti figurative.
La Sala Manenti ospiterà per tutta la durata della rassegna, una mostra collettiva con le opere di Floreana Di Fabio, Flavia Iacovelli e Daniele Neri, contribuendo a trasformare Orvinio Cinema in un evento sempre più aperto all’incontro tra le diverse espressioni artistiche.
Il progetto e i sostenitori
Orvinio Cinema è un progetto nato da Orviniando APS – in particolare dai suoi organizzatori, Domenico Alivernini, Anna Maria Romani e Rita Perna – sotto la direzione artistica di Pietro Oddo, per valorizzare il cinema d’autore e uno dei Borghi più belli d’Italia, creando un ponte tra la settima arte e un territorio ricco di storia, bellezza e identità. Un festival che cresce anno dopo anno grazie alla passione del pubblico, al lavoro della squadra organizzativa e alla collaborazione di istituzioni e sostenitori. La quinta edizione di Orvinio Cinema è resa possibile grazie al sostegno di Intesa Sanpaolo e Fondazione Varrone e si fregia del patrocinio del Ministero della Cultura, della Presidenza del Consiglio dei Ministri, della Regione Lazio, della Provincia di Rieti, del Comune di Orvinio, del Parco Naturale Regionale dei Monti Lucretili e dell’Associazione I Borghi più belli d’Italia.
Il sindaco di Orvinio Roberta De Sanctis e l’assessore alla Cultura e al Turismo Orsola Passacantilli evidenziano come «di anno in anno il festival si distingua per qualità e spessore nelle pellicole e nei contenuti inseriti in programma». Tiziano Cucinotta di Intesa San Paolo ha invece espresso «la grande soddisfazione, a nome del gruppo bancario che rappresenta, nel sostenere rassegne culturali come Orvinio Cinema».
L’anteprima del Festival
La scorsa settimana, in occasione dell’Anteprima del Festival, è stato proiettato il docufilm “Ritorno al tratturo“, diretto da Francesco Cordio. Pellicola fuori concorso e intenso
racconto dedicato alle aree interne italiane, segnate dallo spopolamento, ma ancora custodi di comunità, tradizioni e patrimoni culturali di straordinario valore. Al termine della proiezione il pubblico ha partecipato con grande interesse all’incontro con Filippo Tantillo, autore, ideatore e protagonista del documentario insieme ad Elio Germano, che ha approfondito i temi affrontati dal film, dialogando con gli spettatori. Diversi spunti di riflessione per un pubblico che, anche in questo primissimo appuntamento, ha confermato entusiasmo, partecipazione e condivisione per un progetto che è diventato ormai fiore all’occhiello di Orvinio e del territorio della Sabina. L’Anteprima del Festival si è conclusa in un clima di grande convivialità con un aperitivo sulla splendida Terrazza Manenti, affacciata sui Monti Lucretili, uno dei luoghi simbolo della manifestazione.
Véronique Viriglio
Foto © Rietinvetrina













