Van Gogh cantore del mondo rurale

0
1778

La mostra in stretta sinergia con l’Expo 2015

Le lettere scritte da Van Gogh al fratello Theo non rappresentano esclusivamente un documento commovente della sua esperienza estetica e umana, ma costituiscono un viatico al suo mondo spirituale, una chiave necessaria e imprescindibile per accedere alla sua opera.

Per questo la mostra allestita nelle sale del Palazzo Reale di Milano, composta da lavori provenienti in gran parte dal Kröller-Müller Museum di Otterlo, presenta appunto numerose lettere tratte dalla collezione del Van Gogh Museum di Amsterdam, scelte accuratamente per illustrare il tema della terra e dei contadini, fondamentale nel suo percorso artistico. Un’esposizione concepita anche quale ideale anticipazione dell’Expo 2015, basata sul tema “Nutrire il pianeta, Energia per la vita”.

17«Continua sempre a camminare e ad amare la natura, perché è questo il vero modo per imparare ad amare l’arte sempre meglio» scrive nel 1874 al fratello Theo, svelando le coordinate del proprio percorso estetico. Ed ancora nel 1885: «… da parte mia non conosco altro modo che combattere con la natura fino a che non mi svelerà il suo segreto …» La sua brama d’infinito si estrinseca dunque in uno sforzo supremo, in una lotta nella quale mette in gioco tutto sé stesso, le sue energie e il suo equilibrio psichico.

Costante nella sua corrispondenza è l’ammirazione per Jean-François Millet, sovente definito un moderno Michelangelo, dal quale deriva l’interesse per il mondo dei contadini e per coloro che abitano la natura. Il suo vivere a stretto contatto con i braccianti, la sua religiosità profonda e sincera divengono un esempio imprescindibile.

Con ostinazione Van Gogh ritrae uomini intenti a lavorare la terra, a scavarla con il sudore della loro fronte. Le contadine chine nei campi paiono legate indissolubilmente al suolo, mentre le diverse declinazioni del Seminatore divengono simbolo dell’eterno ciclo di nascita e morte che regola l’universo intero. «Nell’amore così come in tutta la natura c’è un appassire e un rifiorire, ma non una morte definitiva. La marea si alza o si abbassa, ma il mare resta il mare. E nell’amore, che sia per una donna o per l’arte, ci sono momenti di sfinimento e debolezza, ma non un disincanto duraturo», scrive ancora nel 1883.

Un esercito di aratori, mietitori e operai popola il suo immaginario, e non è peregrino ricordare che all’epoca il paesaggio rurale, a causa della crescente industrializzazione, iniziava ad essere violato in maniera sempre più sistematica e insistente. L’inevitabile senso di nostalgia verso un mondo che sta scomparendo permea l’emotività delle sue tele. Il Brabante natio, depositario dei valori stabili dell’Olanda rurale, è un riferimento costante.

1Aspirazione dell’artista è quella di cogliere l’unità del creato e il mistero ad essa sotteso. Mentre l’attaccamento quasi morboso alla terra si esplicita nella paesaggistica, la compassione nei confronti degli ultimi trova pregnante evidenza nei ritratti dei contadini. Le loro espressioni, i loro volti bruciati dal sole divengono simboli universali di sofferenza umana. Nel ritratto del postino Roulin, divenuto suo amico, Van Gogh rivisita i modelli della grande tradizione olandese, da Franz Hals a Rembrandt, rivestendoli di un tono del tutto personale.

La qualità epifanica della pittura di Rembrandt resta un modello di fondamentale importanza. Nei numerosi autoritratti, come ad esempio in quello eseguito nel 1887 che apre la mostra, Van Gogh aspira andare oltre la rappresentazione del vero, attingendo ad un livello più profondo. Sembra che egli stesso, guardandosi allo specchio, si interroghi sulla natura della sua ricerca, della sua malattia, della sua sostanziale estraneità al mondo. Quasi un esercizio di autoanalisi a volte turbativo degli equilibri identitari, dolorosa ma necessaria testimonianza di un’esistenza costantemente sull’orlo dell’abisso.

Riccardo Cenci

 

Van Gogh. L’uomo e la terra

Milano – Palazzo Reale

Dal 18 ottobre 2014 all’8 marzo 2015

A cura di: Kathleen Adler

Una mostra: Comune Milano Cultura

Palazzo Reale

Artemisia Group

24 ORE Cultura

Orari: lunedì dalle 14.30 alle 19.30

Martedì, mercoledì, venerdì e domenica dalle 9.30 alle 19.30

Giovedì e sabato dalle 9.30 alle 22.30

Biglietti: intero € 12,00 ridotto € 10,00

Catalogo: 24 ORE cultura

www.vangoghmilano.it

Immagini

In alto: Vincent van Gogh
Contadini che seminano patate
Olio su tela, cm 66,4 x 149,6
1884
Kröller-Müller Museum, Otterlo
© Kröller-Müller Museum, Otterlo

Al centro: Vincent van Gogh
Paesaggio con covoni e luna che sorge
Olio su tela, cm 72 x 91,3
1889
Kröller-Müller Museum, Otterlo
© Kröller-Müller Museum, Otterlo

In basso: Vincent van Gogh
Autoritratto
Olio su cartone, cm 32,8 x 24
1887
Kröller-Müller Museum, Otterlo
© Kröller-Müller Museum; Otterlo

LASCIA UN COMMENTO

Per favore inserisci il tuo commento!
Per favore inserisci il tuo nome qui