Giunto al ventesimo anno, il network che riunisce economia, politica e mondo accademico, si è focalizzato su green economy e digitalizzazione pr lo sviluppo sostenibile
Istituito 20 anni fa, nel 2000, l’European Business Summit ha vissuto la sua edizione più particolare, confinata nel virtuale per via delle restrizioni volte al contrasto della pandemia di Covid-19.
Politica ed economia insieme per l’Europa
L’organizzazione è però riuscita ad adattarsi al formato digitale senza perdere di vista il focus di sempre, riunire il mondo della politica con quello dell’economia, per stimolare il pensiero sulle grandi sfide che l’Europa si trova di volta in volta ad affrontare, contribuendo al processo decisionale dell’Unione europea.
Più di 100 relatori
Gli oltre cento relatori intervenuti nei due giorni di incontri, appartenenti al mondo accademico, politico, economico o della società civile come il vicepresidente della Commissione europea Valdis Dombrovskis, il consulente speciale per il clima Xie Zhenhua, la docente di informatica all’Università di Namur, in Belgio, Anne-Sophie Collard e il presidente della sede cinese della multinazionale Danfoss Kjeld Stark hanno affrontato diversi argomenti chiave. Su tutti, la sostenibilità ambientale, le trasformazioni economiche in tal senso e quindi l’impatto che le aziende e le compagnie hanno sulla società e l’ambiente.
Sicurezza e stabilità
In questo periodo di crisi sanitaria e di riflesso economica, l’Europa deve ripensare ai suoi modelli per recuperare sicurezza e stabilità e costruire così una Ue resiliente, verde e digitale, in cui il Green Deal diventi il pilastro fondante.
L’Unione europea non può isolarsi
La pandemia di coronavirus ha evidenziato la necessità di approfondire le relazioni commerciali tra aziende e società, per cercare un accesso più ampio alle opportunità fornite dal nuovo mercato, con benefici reciproci tra lavoratori e imprese e incoraggiare gli sforzi verso questo tipo di consapevolezza. L’Unione europea non può isolarsi, ma, cooperando col resto del mondo, deve cercare un ruolo di primo piano nelle politiche globali.
Gli obiettivi di neutralità climatica
Nell’ottica di coniugare progresso economico e salvaguardia dell’ambiente, si è parlato anche di combustibili puliti, un percorso per raggiungere la neutralità climatica nei trasporti. L’Ue si sta spendendo per fare sì che l’industria trasformi le proprie attività e prodotti, per contribuire con soluzioni pratiche e responsabili e raggiungere gli obiettivi di neutralità entro il 2050.
Green Deal
Il tema ha stimolato il dibattito sul ruolo dei legislatori per accelerare lo sviluppo verso questa direzione, per un mercato con un basso utilizzo del carbone come combustibile, nel rispetto del Green Deal.
Educazione digitale
Per quanto riguarda il tema del digitale, le restrizioni hanno imposto un’accelerazione all’uso delle tecnologie per la telecomunicazione. Ora bisognerà normare il cambiamento, come impone anche l’obiettivo che si è posta la Commissione europea per adattarsi all’“era digitale”. In tal senso, la commissaria europea per l’istruzione, la cultura, il multilinguismo e la gioventù Marija Gabriel ha recentemente presentato un piano per l’educazione digitale, con una visione condivisa basata su qualità, inclusione, diritti umani, parità di genere, transizione alla green economy da raggiungere entro il 2025.
L’educazione digitale avrà l’importanza di assicurare competitività attraverso una migliore formazione della forza lavoro, con l’obiettivo di aumentare nelle persone la consapevolezza su disinformazione e conoscenza digitale.
Verso una normalizzazione grazie ai vaccini
Anche se il focus sulla salute, sempre nell’ambito dello European Business Summit, si sarebbe tenuto nelle settimane seguenti, non sono mancati i riferimenti ai tanto attesi vaccini, che dovrebbero segnare la fine della pandemia e la ripresa delle attività sociali ed economiche.
L’antropologa e fondatrice del Vaccine Confidence Project Heidi Larsson ha rimarcato quello che è l’obiettivo del suo gruppo di ricerca, ovvero la fiducia della popolazione nei confronti di un vaccino verso cui c’è molta diffidenza. Proprio per questo, servirà uno sforzo collettivo per costruire questo senso di credibilità che sarà indispensabile nello sradicamento di questa malattia e il ritorno alla tanto auspicata nuova normalità.
Raisa Ambros
Foto © European Business Summit













