Giustizia: Italia terzultima nell’Ue per la durata dei processi civili

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Vera Jourova, Commissario europeo per la Giustizia: «Un sistema giudiziario efficiente è un pilastro fondamentale di ogni democrazia»

Che la Giustizia sia uno dei talloni d’Achille dell’Italia è cosa nota, ma come può essere giudicato il sistema giudiziario italiano rispetto agli altri Stati dell’Ue? Non bene, purtroppo, e infatti il Belpaese è al terzultimo posto in Europa per la lunghezza dei processi civili. A rivelarlo, lo “Scoreboard” relativo alla Giustizia nell’Unione europea, pubblicato in questi giorni dalla Commissione. Da questo quadro di valutazione è infatti emerso che l’Italia, con i suoi 608 giorni per il primo grado di giudizio è fra i Paesi in cui i processi sono più lunghi: dopo di lei, soltanto Cipro (con 638 giorni) e Malta (750).

A primeggiare, Paesi quali l’Austria, dove la durata media di un processo civile è di 135 giorni, o la Germania, in cui ne occorrono invece 192, senza parlare del Lussemburgo, dove bastano 53 giorni per concludere il processo. I dati in questione fanno riferimento al 2013, ma ciò che non rallegra, per quanto riguarda l’Italia, è il fatto che si segnala addirittura un peggioramento rispetto agli anni precedenti.
Lo Scoreboard di valutazione 2015 della Giustizia nell’Ue si propone di fornire appunto un quadro  relativamente alla qualità, all’indipendenza e all’efficienza dei sistemi giudiziari dei Paesi membri.

«Un sistema giudiziario efficiente è un pilastro fondamentale di ogni democrazia». Ha dichiarato Vera Jourova, Commissario europeo per la giustizia. «Le riforme della Giustizia – ha spiegato il Commissario – giocano un ruolo chiave nel rafforzamento dei valori comuni dell’Unione e contribuiscono a creare un ambiente favorevole agli investimenti di cui abbiamo bisogno per una crescita sostenibile». La Jourova si è mostrata tuttavia piuttosto ottimista al riguardo: «Nel 2014 – ha affermato – la maggior parte degli Stati membri si è impegnata nella riforma del proprio sistema giudiziario. Sappiamo – ha poi aggiunto – che le riforme della giustizia richiedono tempo per produrre risultati, ma osserviamo segnali incoraggianti nel nuovo quadro di valutazione. Sono fiduciosa che gli Stati membri perseguiranno le riforme con impegno e determinazione».

Grazie allo Scoreboard, vengono infatti evidenziate anche le eventuali lacune dei singoli Stati, così da poter stimolare in quest’ultimi l’effettuazione di riforme strutturali volte a migliorare il funzionamento del sistema giudiziario. C’è infatti da aspettarsi che fra le raccomandazioni previste all’interno della procedura del Semestre europeo, per l’Italia arriverà anche un nuovo richiamo relativamente alla Giustizia.
«La lunghezza dei processi danneggia l’economia» spiega ancora Vera Jourova, che aggiunge: «È un principio del diritto romano quello per cui “una giustizia ritardata è una giustizia negata”».

 

Valentina Ferraro
Foto © European Commission 2015

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Valentina Ferraro
Laureata in letteratura contemporanea, ha lavorato per diversi anni come editor per una casa editrice romana, per poi avvicinarsi alla sua più grande passione: la scrittura, intesa come mezzo di comunicazione a 360 gradi. Ha iniziato scrivendo di cinema e cultura per diverse testate sia online che cartacee (fra queste, “Il quotidiano della Sera” e il settimanale “Il Punto”). Dopo il primo viaggio a Bruxelles, nel 2014, ha scoperto un forte interesse per l’Unione europea, iniziando così ad approfondire le tematiche relative all’Ue. La spiccata curiosità per l’universo della “comunicazione 2.0” l’ha portata a mettersi alla prova anche come blogger. Di recente la scrittura ha incontrato un’altra sua grande passione: l’enogastronomia.

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