Raisa Ambros espone a Seul, una vetrina internazionale

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Raisa Ambros espone Seul

L’artista moldava conquista l’Estremo Oriente vendendo tutti e tre i quadri portati per la mostra “Locked Up Time” alla galleria Sinsang, nella capitale sudcoreana

«Dopo l’Europa e gli Stati Uniti, il mio sogno era conquistare l’Asia». E la vendita di tutti e tre i dipinti esposti alla mostra internazionale “Locked Up Time”, alla galleria Sinsang di Seul, è il migliore attestato. Raisa Ambros, artista moldava (e un po’ italiana) residente a Londra, commenta entusiasticamente il successo alla rassegna del 3-9 novembre svoltasi nella capitale sudcoreana.

Supportato da Creative Public Foundation, il progetto è stato ispirato dalle chiusure, paure e incertezze derivate dalla pandemia. «Ma l’anima creativa dell’artista esigeva una via d’uscita», spiega Bibigul Smakova, curatrice dell’evento con Lim Joengok e Jaeho Song. «Gli artisti, come tutte le persone, erano preoccupati. Sopportavano con perseveranza, fissando i pensieri su tela».

Apprezzamento del pubblico

Non conoscere i gusti del pubblico di Seul «all’inizio mi scoraggiava», racconta Raisa. Poi l’originalità è diventata il suo asso nella manica. L’uso distintivo che fa Raisa del colore, dell’energia che questo sprigiona, le combinazioni, le sovrapposizioni di sfumature fino a trovare quella cercata, fungono da cromoterapia. Gli spettatori hanno confermato di aver percepito questa sensazione di benessere, ancora più significativa dopo un periodo difficile per tutto il Mondo.

Eppure il fuso orario ha rischiato di giocare brutti scherzi. «I curatori mi hanno chiamato più volte per segnalarmi un potenziale acquirente e farmi prendere parte alla transazione». Ma a Londra era mattina presto, «in più avevo dimenticato le cuffie inserite nel telefono e non l’ho sentito squillare. Erano tutti dispiaciuti per l’opportunità persa». Sembrava tutto sfumato, invece è arrivata la notizia della triplice vendita a un importante collezionista sudcoreano, come a controbilanciare l’occasione precedente.

Riconoscimenti della critica – Sangsin Jeong

Sangsin JeongLa partecipazione di Raisa a “Locked Up Time” è stata valutata molto positivamente anche dalla critica. «Le tre opere stanno insieme nella composizione come un altare, un monumento», commenta Sangsin Jeong, critico sudcoreano esperto in arte astratta e residente in Italia. «La forma ci dà stabilità, ogni opera racchiude il contrasto tra colori caldi e freddi. E questo contrasto ci dona equilibrio e armonia.

Ogni sfumatura presente non ha limiti: essendo libera, diffusa, dà una sensazione di leggerezza e morbidezza, come l’aria. Le sue opere hanno la profondità creata dai colori, vicini e lontani dagli spettatori essendo in movimento libero e dinamico.

Profondità, stabilità, libertà di movimento, dinamismo, contrasto, armonia ed equilibrio: sono gli elementi che ognuno di noi cerca per tornare alle origini. Tutti elementi che troviamo nelle opere di Raisa Ambros. Le pennellate tenui sulla tela danno allo stesso tempo una sensazione aspra della colorazione, “morbido” e “ruvido” stimolano il desiderio di comprenderne il lavoro. L’interazione tra i colori, naturale e forte, tocca il cuore degli spettatori, sciogliendo la durezza e la rigidità del cuore, mettendolo in ordine».

Recensioni dei curatori

Raisa Ambros espone Seul«Le opere di Raisa Ambros sono una calda astrazione tra i dipinti astratti della mostra», commenta Jaeho Song, direttore artistico e creativo della rassegna. «Trasmettono energia e passione, esprimendo l’ispirazione e l’emozione interiore dell’artista in forme e colori non figurativi».

«La caratteristica principale delle opere è il suono emozionale dei colori», aggiunge Bibigul Smakova, curatrice dell’evento. «Ottima soluzione compositiva, che crea respiro e movimento. Attendo con impazienza un’ulteriore, proficua collaborazione».

La tecnica

Lo spazio espositivo e la distanza delle spedizioni hanno richiesto un lavoro su superfici medie, 100×75 cm, «su cui esprimermi con generosità». L’elaborazione è durata diversi mesi, con l’uso dell’acrilico. «Per avere risultati garantiti, presto molta attenzione ai materiali utilizzati», spiega Raisa. «Opto sempre per tele di qualità, ben lavorate in 3D da un’azienda inglese».

I colori invece sono il risultato di un «mix di più prodotti, densi e pastosi, che lasciano un rilievo, poi lavorato con spatola e pennello». Per “Between Yesterday and Tomorrow”, uno dei dipinti portati a Seul, «ho usato più di 50 sfumature prima di arrivare al risultato finale». Colori caldi e sfumature di rosso come sfondo, colori freddi in contrasto.

Between Yesterday and Tomorrow

Raisa Ambros espone SeulIl concetto di questo dipinto è il trasformarsi di un passato multicolore, complesso, dinamico e rilassato. Inizia in basso a sinistra e transita bruscamente in una dolorosa esplosione rosso vivo, soffoca la nostra vita e colpisce il cuore, la sua essenza. Con un movimento apparentemente discendente, il tumulto passa nel futuro. Attraverso i vortici, si trasforma in una parte luminosa, chiara, che si intreccia armoniosamente. «È un diverso modo di vivere, pieno di speranza e semplicità».

Tutte le sfumature sono sovrapposte e combinate innumerevoli volte, per dare tridimensionalità e attirare lo spettatore verso nuovi significati e dimensioni. Avvicinandosi e allontanandosi si percepiscono gli strati in rilievo o nascosti. Tutto l’universo si riflette nel continuo movimento, nella trasformazione». Quest’opera della Ambros, come anche altre, può essere appesa in varie posizioni, esprimendo ogni volta nuove visioni, significati e concetti.

Il titolo ricorda «l’importanza di oggi, che determina il futuro e ci fa imparare dal passato».

Vrexit

La seconda opera esposta a Seul è “Vrexit”, «sta a significare l’uscita dal periodo del virus. Ho voluto trasmettere la speranza e la fiducia che tutto torni alla normalità». Anche quest’opera è caratterizzata da strati e sfumature in rilievo, in una battaglia tra colori freddi e caldi. Lo sfondo più complesso, colorato, stabile, passa attraverso i tormenti del periodo in cui siamo stati imprigionati. «Una specie di sangue versato, “un’aorta” come ha detto qualcuno, per trasformarsi nella sommità con colori aperti e forme leggere».

Trust your inner colours

Raisa Ambros espone SeulTrust your inner colours”, fidati dei tuoi colori interiori, terza opera portata alla Sinsang, è un’esplosione di colori e forme, inno della post-pandemia. Potrebbe essere visto come un coro globale osservato da un satellite. I Paesi si tengono idealmente per mano e combattono in maniera ottimistica con il virus. Il titolo invita a credere nei colori interiori, «perché solo loro possono salvarti, darti vitalità ed energia». Il dipinto ha un impatto visivo forte, per via dell’espressività resa nel suo caratteristico stile.

Limitazioni e ripartenza

Raisa Ambros espone SeulDa maggio 2021, finalmente, le cose sono tornate a muoversi. Per tre mesi, Raisa Ambros ha esposto “Preghiera sul monte Umai” al museo Regionale di Etnografia e Architettura di Ust Kamenogorsk, Kazakistan. Poi è arrivato l’invito di Bibigul Smakova, leader di un gruppo di artisti kazaki, per la partecipazione a “Locked Up Time” alla Sinsang di Seul.

«Sono onorata degli inviti, insieme ad artisti affermati e veri maestri. Sono molto grata che mi abbiano accolto nella loro cerchia». Il sodalizio è iniziato a Londra, per la mostra “Pics of Asia”, a ottobre 2019. Da lì gli inviti a partecipare a tre esposizioni a Parigi, fino al Kazakistan e a Seul.

A prendere parte alla kermesse sudcoreana, sono stati inoltre: Bakytnur Burdesbekov, Abay Chunchalinov, Adilgali Bayandin, Aitkul Tasmagambetova, Marua Baitursunova, Altyn Khvan, Elena Larionova, Asiya Bekesheva e Bibigul Smakova dal Kazakistan; Laura Pak dal Kirghizistan; Daniele Righi Ricco e Alessandro Grazi dall’Italia; Lim Joengok dalla Corea del Sud.

Ispirarsi in lockdown

Raisa Ambros espone SeulLe limitazioni per la pandemia di Covid19 hanno influenzato pesantemente gli stati d’animo di tutti e la creatività degli artisti. «Le opere generate in questo periodo risentono di tutte le emozioni, cambiamenti, speranze, aspettative», racconta Raisa. «Avevo progetti su cui avevo iniziato a lavorare, contratti firmati, era un periodo di euforia per aver raggiunto risultati tanto attesi. Sognavo di organizzare mostre personali in vari Paesi».

Raisa Ambros espone SeulRaisa aveva alle spalle già 15 mostre collettive, tra Parigi, Londra, Praga, Atene, Venezia, più una personale a Los Angeles. Finché il Mondo si è fermato, «come un orologio rotto, un passaggio che provi a varcare, ma sei come fermata da uno scudo. Tutto è crollato, non avevo idea di cosa sarebbe successo e se avremmo più avuto le stesse possibilità del passato». Ma nelle difficoltà, c’è stato spazio per esplorare nuove tecniche, «ho pensato di specializzarmi in grandi formati per l’interior design. Quadri tridimensionali, con texture nei toni del grigio e colori metallizzati. Ho iniziato a lavorare su questa collezione nel mio studio di Southbank», in un edificio dove gravitano centinaia di artisti. Comunque, tutto materiale che tornerà utile per esposizioni future.

Scenari per l’arte post-pandemia

«La pandemia ci ha insegnato che esiste unqui e ora“, bisogna cogliere le opportunità che ti vengono offerte oggi, perché domani potrebbe non esserci». Corriamo il rischio costante di nuove chiusure delle frontiere, lockdown, ulteriori limitazioni agli eventi per i non vaccinati. «Le possibilità di viaggiare e organizzare mostre internazionali e far conoscere o vendere personalmente le proprie opere sono sempre meno. Dobbiamo adattarci all’idea o adattare l’arte alle conseguenze della pandemia».

Raisa Ambros espone SeulCioè «più verso un arte e mostre virtuali. Mi sarebbe piaciuto partecipare di persona ai vernissage in Kazakistan e a Seul, ma abbiamo dovuto collegarci online. Essere presente, parlare con la gente, osservare le loro emozioni, cosa li colpisce, sentire direttamente da loro cosa vedono nel tuo astratto, non ha prezzo».

«Anche se c’è stato un boom delle mostre online, non sono riuscita ad affezionarmici e non ho voluto partecipare. Per me la mostra è quella dal vivo, dove le persone si trovano davanti all’opera, la osservano, la studiano, la sentono, la percepiscono». Le opere di Raisa risentono particolarmente della mediazione tecnologica, in quanto costruite su più livelli e strati di colore, tridimensionali. Come pure in foto, online si perdono gli effetti in rilievo, le variazioni di struttura, gli abbinamenti cromatici, il vero valore complessivo.

Mihai Bandac il mentore

Raisa Ambros espone SeulDa due anni Raisa ha ripreso a collaborare con il suo vecchio maestro Mihai Bandac, pittore e professore all’Accademia di Teatro e Cinema. L’incontro è avvenuto a fine 2019, durante la preparazione di quella che sarebbe stata la mostra della Ambros a Los Angeles. Ma è dagli studi all’Accademia che Bandac non fa mancare l’appoggio incondizionato. «Non ha mai dubitato che potessi avanzare, con reali possibilità di successo e di affermazione a livello internazionale».

Negli ultimi due anni «mi ha seguito passo passo, a distanza. Il suo coinvolgimento ha significato molto nello stabilizzare la mia fiducia come artista».

Raisa Ambros espone Seul«Sei padrona delle dimensioni della tela, con sicurezza e talento», le parole di apprezzamento di Mihai Bandac. «Tutto ciò che componi ha movimento, plasticità e armonia, non sei confondibile con altri autori. La facilità di espressione è un grande guadagno per l’artista che sei diventata, così come per gli spettatori. La naturalezza delle composizioni e della spontaneità cromatica è sempre più avvertibile e convincente. Il dinamismo è tuo, ti rappresenta e, soprattutto, ha forza di impatto. Hai raggiunto una maturità artistica che ti fa padroneggiare la creatività».

Progetti futuri

Dopo le mostre in Kazakistan e Corea del Sud e la sua seconda partecipazione alla Parallax Art Fair, una delle più importanti fiere della capitale britannica, l’obiettivo della Ambros è non fermarsi. «Sto preparando una mostra personale a Londra, per il 2022», anticipa Raisa. «Spero sia un’occasione fruttuosa e ricca di successi, possibilmente anche in altri Paesi».

 

Regina Žukauskienė

Foto © Raisa Ambros; Mihai Bandac; Sangsin Jeong

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