Un milione di giovani a Tor Vergata invocano la pace

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Giovani

Oltre un milione di giovani da 146 Paesi riuniti per una notte di preghiera, canti e speranza con Papa Leone XIV

Sabato 2 agosto un’ora prima del tramonto si sono riuniti oltre un milione di giovani sulla spianata di Tor Vergata. Papa Leone XIV ha il volto commosso mentre attraversa in auto scoperta i vari settori e li saluta. Sono ragazzi arrivati da ogni angolo della Terra e sono lì nel più grande accampamento del Mondo, in questa spianata da dove è possibile anche intravedere i Castelli Romani. Il sole scompare lentamente mentre i giovani pellegrini con la loro mistica allegria intonano canti.

Hanno tutti una gran voglia di conoscersi spagnoli, francesi, tedeschi, 500 i giovani provenienti dall’Ucraina, delegazioni dalla Siria, da Gaza, dal Myanmar. Ma anche un gruppo di egiziani ospitati in una parrocchia di Artena che purtroppo hanno perduto una loro compagna diciottenne, Pascal Rafik, morta per un malore e della quale si è anche rammaricato il Papa ricevendoli in udienza privata per confortarli. Molti i circoli di giovani che cantano accompagnati dalle chitarre. Tre arrivati dall’Amazzonia parlano con un gruppo di spagnoli provenienti da Madrid. Sono 146 i Paesi rappresentati, ogni gruppo con le loro bandiere.

L’organizzazione funziona

La veglia a Tor vergata è stata organizzata dal gruppo di mons. Fisichella nei minimi particolari e ha coinvolto autorità comunali, prefettizie del Ministero dell’Interno, Protezione Civile. L’area ha una estensione di 96 ettari sin dal primo pomeriggio sono state distribuite oltre 5 milioni di bottigliette di acqua, tre mila i volontari della Protezione Civile, mentre gli steward che accompagnavano le varie delegazioni nei punti di raccolta erano oltre 4.000, 500 gli addetti della Santa Sede e oltre 6 mila le forze dell’ordine impiegate per vigilare con una sala operativa di 500 mq e ben 120 telecamere.

La veglia di preghiera

“Il Papa Nuovo“, come lo chiamano i giovani pellegrini, è atterrato in elicottero in serata nella spianata. Dopo il giro in auto scoperta ha preso il grande crocifisso ligneo e lo ha portato a piedi sino all’altare attorniato da ragazzi e ragazze che poi si sono seduti sul palco accanto a lui. La speranza è il tema del Giubileo e Prevost rivolgendosi ai presenti ha affermato: «Cercate la giustizia, rinnovando il modo di vivere per costruire un Mondo più umano. Il Mondo ha bisogno di missionari del Vangelo che siano testimoni di giustizia e di pace, quanto ne ha il futuro di uomini e donne che siano testimoni di speranza! Questo è il compito che il Signore ci consegna».

«Riposatevi un po’»

Le luci vengono attenuate nella spianata, brillano i riflessi delle coperte termiche ma è un buio che non spaventa, inizia la notte bianca di Tor Vergata, qualcuno canta in sordina altri si raccolgono attorno a un compagno che suona la chitarra, ogni pellegrino vive la propria esperienza ripensando alle parole di Leone XIV. Qualcuno rannicchiato nel suo sacco a pelo prova a dormire , il cappuccio tirato su, la bandana verde speranza sugli occhi come a schermarsi dal peso della giornata. Una coppia con bambino dà a quest’ultimo del latte con un biberon. Nei corridoi centinaia di pellegrini si muovono per salutare giovani di altre Nazioni. Il nome di un Paese scandito a squarciagola crea legami con altro gruppo. Uno scambio di sguardi di grida che convergono insieme per siglare amicizie sincere e vere auspicate dal Papa nella veglia della sera precedente .

GiovaniCamminare tra le tende e i sacchi a pelo è una virtù da equilibristi, la paura è calpestare involontariamente qualcuno che sta riposando . Chi ha seguito il vademecum del Giubileo ha una torcia accesa sul capo. I Cellulari sono scarichi troppe le chiamate per inviare le foto di gruppo ad amici e parenti tante le chiamate per ritrovare il proprio gruppo. Le stazioni di ricarica dei cellulari sono un groviglio di giovani cercano di ricaricarli.

La sveglia alle prime luci del giorno

Senza che nessuno se ne accorga giunge l’alba , una luce lieve sorge sulla spianata si insinua tra i sacchi a pelo tra gli occhi chiusi, c’è chi ancora dorme e chi non ha mai smesso di guardare il cielo stellato. Domenica, sono le 6,30 qualcuno è svegliato dalle prove dell’audio e ha alzato la testa, qualcuno racconta «ho avuto freddo ma la vicinanza di tante persone mi ha riscaldato il cuore». Inizia la fila per le fontanelle per riempire le borracce per se e per qualche amica che è rimasta ancora nel sacco a pelo, ma anche per svegliarsi del tutto gettandosi in faccia e negli occhi un pò d’acqua.

Fra non molto, arriverà Papa Leone XIV con l’elicottero per la messa conclusiva del mattino, le parole del Santo Padre «Mi raccomando riposatevi un po’» sono ormai lontane. Dopo la messa tutti sono tornati alle loro case e ricorderanno questa memorabile giornata ai familiari e fra qualche anno ai loro figli come lì “quel giorno con Papa Prevost c’ero anch’io”.

 

Giancarlo Cocco

Foto © Today, Vatican News, Corriere Tv

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Giancarlo Cocco
Laureato in Scienze Sociali ad indirizzo psicologico opera da oltre trenta anni come operatore della comunicazione. Ha iniziato la sua attività giornalistica presso l’area Comunicazione di Telecom Italia monitorando i summit europei, vanta collaborazioni con articoli sul mensile di Esperienza organo dell’associazione Seniores d’Azienda, è inserito nella redazione di News Continuare insieme dei Seniores di Telecom Italia ed è titolare della rubrica “Europa”, collabora con il mensile 50ePiù ed è accreditato per conto di questa rivista presso la Sala stampa Vaticana, l’ufficio stampa del Parlamento europeo e l’ufficio stampa del Ministero degli Affari Esteri. Dal 2010 è corrispondente da Roma del quotidiano on-line delle Marche Picusonline.

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