Veicoli elettrici: tra gli strumenti del cambiamento

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Tra ambizioni e normative europee da rispettare, la mobilità sostenibile si basa su politiche pubbliche, incentivi e interventi mirati

Nell’ultimo periodo, in tutta Europa, sono state introdotte numerose misure per favorire la diffusione della mobilità elettrica e ridurre l’impatto ambientale del settore dei trasporti. Incentivi economici, politiche fiscali mirate, normative più stringenti sulle emissioni e investimenti in infrastrutture di ricarica sono solo alcuni degli strumenti messi in campo per accelerare la transizione verso veicoli a zero emissioni. Auto, furgoni, camion e autobus elettrici svolgono un ruolo sempre più centrale in questo scenario. Il loro impiego è fondamentale per ridurre gli impatti negativi del trasporto su strada sulla salute pubblica, sull’ambiente e sul clima. Ciò grazie all’eliminazione delle emissioni di gas serra e inquinanti atmosferici nelle aree urbane.

Tuttavia, è importante sottolineare che l’elettrificazione della mobilità, da sola, non basta a rendere il sistema dei trasporti davvero sostenibile. Il continuo aumento della domanda di mobilità, legato alla crescita della popolazione urbana e alla logistica delle merci, richiede una visione più vasta e integrata. In tale visione, i veicoli elettrici divengono strumento di un ecosistema di mobilità molto più ampio.

Bonus Pnrr per una mobilità sostenibile

In questi giorni, in Italia, Il Ministero dell’Ambiente e della Sicurezza Energetica ha dato ufficialmente il via libera al nuovo incentivo per l’acquisto di veicoli elettrici. Con l’adozione del decreto attuativo, viene messo a disposizione un fondo da 597 milioni di euro, finanziato con risorse del Piano nazionale di ripresa e resilienza (Pnrr). L’obiettivo dell’intervento è duplice: sostenere la transizione ecologica nel settore della mobilità e ridurre l’inquinamento atmosferico urbano. Il contributo sarà erogato a fondo perduto, rivolgendosi a persone fisiche e microimprese con residenza o sede legale all’interno delle cosiddette aree urbane funzionali, ovvero le Città con più di 50.000 abitanti e le relative zone di pendolarismo. L’accesso al bonus sarà vincolato alla rottamazione di un veicolo termico fino a Euro 5. Tutto questo al fine di incentivare il ricambio del parco auto circolante con modelli a zero emissioni.

veicoli elettriciIl nuovo incentivo rappresenta un tassello strategico nella più ampia politica di decarbonizzazione europea del comparto dei trasporti. Si tratta di uno dei settori che storicamente presenta le maggiori difficoltà nel ridurre le proprie emissioni di gas serra. Secondo i dati ufficiali, infatti, i trasporti su strada sono responsabili di circa il 25% delle emissioni di CO₂ nell’Unione europea, con le auto private che ne costituiscono la parte predominante. L’elettrificazione del trasporto è una delle risposte principali a questa sfida. Il bonus si inserisce proprio in questo contesto. L’obiettivo è di rendere più accessibile l’acquisto di auto elettriche e promuovere un cambio culturale nelle abitudini di mobilità.

Incentivi fiscali e divario emissioni laboratorio-reali

Diversi studi europei confermano che gli strumenti fiscali ben progettati possono fare la differenza nella diffusione dei veicoli a basse o zero emissioni. Tasse sulle auto inquinanti, agevolazioni sull’acquisto di veicoli elettrici e vantaggi legati alla circolazione, come ZTL gratuite o parcheggi riservati, rappresentano leve efficaci. Al contrario, misure che incentivano genericamente le auto a combustione interna con consumi migliorati, pur sempre alimentate da combustibili fossili, non producono benefici ambientali significativi.

Uno degli aspetti critici nella valutazione ambientale dei veicoli è la discrepanza tra le emissioni misurate nei test di omologazione e quelle realmente prodotte su strada. Fino al 2017, l’Europa utilizzava il ciclo NEDC (New European Driving Cycle), considerato poco realistico. Con l’introduzione del nuovo protocollo WLTP (Worldwide Harmonised Light Vehicle Test Procedure) e dei test RDE (Real Driving Emissions), si è cercato di ridurre questo divario, rendendo le misurazioni più coincidenti alle condizioni di guida reali.

Tuttavia, alcune emissioni legate all’uso effettivo del veicolo, come quelle generate dall’impianto di climatizzazione o da uno stile di guida aggressivo, non vengono ancora pienamente rilevate. Ciò evidenzia l’importanza di valutare le performance ambientali dei veicoli lungo l’intero ciclo di vita, e non solo sulla base delle prove di laboratorio.

Tra crescita e ambizioni

veicoli elettriciIl 2023 è stato un anno di crescita significativa per il mercato dei veicoli elettrici in Europa. Secondo i dati ufficiali, le auto elettriche hanno rappresentato il 22,7% delle nuove immatricolazioni, mentre i furgoni elettrici hanno raggiunto una quota del 7,7%. Complessivamente, sono state immatricolate oltre 2,4 milioni di nuove e-car, in aumento rispetto ai 2 milioni del 2022. La maggior parte delle immatricolazioni riguarda i veicoli 100% elettrici (BEV). Solo questi rappresentano il 15% del totale, mentre le ibridi plug-in (PHEV) si attestano intorno all’8%. Da notare anche un calo di interesse per quest’ultime, con una diminuzione delle immatricolazioni del 4% rispetto all’anno precedente.

La strategia dell’Unione europea in materia di mobilità sostenibile è chiara e ambiziosa. Entro il 2025, le emissioni medie delle nuove auto e dei furgoni dovranno essere ridotte del 15% rispetto ai livelli del 2021. Questo target diventa più stringente nel 2030, con una riduzione del 55% per le auto e del 50% per i furgoni. Infine, a partire dal 2035, tutti i nuovi veicoli immatricolati dovranno essere a emissioni zero, in linea con il pacchetto normativo “Fit for 55” del Green Deal europeo.

Parte di un ecosistema

Nonostante i benefici ambientali indiscussi, i veicoli elettrici da soli non bastano a costruire un sistema di trasporto sostenibile. La loro produzione comporta comunque un impatto ambientale, soprattutto in termini di estrazione di materie prime per le batterie. Inoltre, problemi come la congestione del traffico, il consumo di suolo per parcheggi e la crescente domanda di trasporto non vengono risolti semplicemente sostituendo il motore a combustione con quello elettrico. La mobilità elettrica dovrebbe includere un trasporto pubblico maggiormente efficiente e capillare, in cui siano previsti sistemi di car e bike sharing, sostenuto da una pianificazione urbana che sia sostenibile. Ciò consentirebbe una maggiore mobilità attiva, sia a piedi che in bicicletta.

veicoli elettriciSebbene incentivi, come il nuovo bonus italiano, rappresentino un passo concreto e necessario per accelerare la transizione verso una mobilità più sostenibile, per trasformare davvero il modo in cui ci muoviamo, servono strategie integrate, che vadano oltre il semplice incoraggiamento all’acquisto. La sfida è culturale, infrastrutturale ed economica. I veicoli elettrici sono uno strumento, non la soluzione finale. Solo inserendoli in un sistema più ampio, fatto di efficienza, condivisione e pianificazione, potremo costruire un futuro in cui mobilità e sostenibilità non siano in contrasto, ma camminino nella stessa direzione.

 

Ottavia Scorpati

Foto © Radio.Vinci, Electronics Media, Mordor Intelligence, Meteo Web

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