La dinastia Mosca: nobiltà e arte nelle Marche

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Mosca

Storia dei Marchesi Mosca, nobile casato bergamasco che rese Pesaro centro di arte, cultura e legami con i Leopardi e i Cassi

Quella dei Marchesi Mosca (o Moschella) è una nobile famiglia italiana di origine bergamasca trasferitasi nelle Marche nel 1550, in seguito all’ottenimento dell’investitura del castello di Gradara, da parte degli Sforza col titolo di Signori di Pesaro, fedeli alleati della Chiesa di Roma.

Suoi discendenti furono cardinali, Papimecenati delle arti. Un fil rouge che unisce tanti personaggi illustri come Vincenzo MontiMonaldo Mosca LeopardiGiacomo LeopardiCassi e una serie di donne fra cui Vittoria Mosca, che resero famosi il nobile casato.

Ripercorriamo come in un simbolico caleidoscopio le figure più importanti della casata Mosca

Elena Mosca (1630-1698)

Era figlia del conte pesarese Giovanni Francesco Mosca e di Lucia dei marchesi Nembrini, nobile di Ancona (1630-1698); sposò Carlo Albani da cui ebbe due maschi, fra cui Gianfrancesco (1649-1721) che diventerà cardinale e poi Papa Clemente XI (23 novembre 1700) e sarà ricordato come “il Papa amante del bello e delle arti”.

Giovanni Mosca

Proprietario del possedimento di Caprile, nel 1640 avviò la costruzione di Villa Caprile come sede di rappresentanza della famiglia: l’edificio fu poi venduto nel 1876 all’Accademia Agraria di Pesaro ed oggi è sede dell’Istituto Cecchi.

Carlo Mosca (in Barzi) (1720-1790)

Il marchese fu un protagonista della cultura pesarese del 1700, riuscendo a conciliare la tradizione con i nuovi principi dell’Illuminismo. Ampliò la villa di famiglia di Caprile e, nella seconda metà del XVIII secolo, ricevette da Papa Clemente XIV la Signoria di Gradara e il suo castello, ma ne godette solo fino all’arrivo delle truppe napoleoniche. Ebbe quattro figli fra cui Virginia, che sposò il conte Giacomo Leopardi (1742-1781), rimasti nella storia per avere dato alla luce il conte Monaldo Leopardi, padre del più grande poeta italiano, Giacomo Leopardi. Giacomo indirizzerà alla nonna Virginia diverse poesie, manifestandole sempre un tenero affetto.

Un altro figlio di Carlo Mosca, il marchese Francesco Mosca (1756-1811), aveva esercitato alcuni incarichi sotto il Governo della Repubblica, più per vanità che per attaccamento ai valori di libertà e uguaglianza.

Vittoria Mosca

Sposò il conte Annibale Cassi ed essi furono i genitori del poeta Francesco Cassi (1778-1846), gonfaloniere della città di Pesaro che ideò nel 1830 gli Orti Giulii in memoria del cugino, il letterato Giulio Perticari (1779-1822), che sposò Costanza, figlia unica del grande intellettuale milanese Vincenzo Monti.

Monaldo Leopardi Mosca (1776-1847)

Sposò il 27 settembre 1797 Adelaide Antici, figlia del marchese Filippo e della contessa Teresa Montani di Pesaro. Monaldo e Adelaide furono i genitori di Giacomo Leopardi, il grande poeta recanatese, di sangue pesarese e profondamente legato alla Fonte dei Poeti, una sorta di accademia letteraria a Sant’Angelo in Lizzola, terra dei conti Perticari.

Vittoria Mosca Toschi, la contessa ispiratrice di arti liberali

Figlia del conte Benedetto Mosca e di Barbara Anguissola, sposò Vincenzo Toschi. Vittoria ebbe due sorelle: Carolina e Bianca e a quest’ultima lascerà i suoi beni, tra cui Villa Caprile, ai due nipoti. Nel 1885 lasciò alla città di Pesaro il suo palazzo di via Rossini e le collezioni d’arte ivi conservate, con l’idea di costituire un museo annesso a una scuola d’arte. Il patrimonio e la famosa Berlina, in mostra permanente a Palazzo Gradari di Pesaro, sono il lascito di una avveniristica contessa.

Oggetti che permettono di cogliere ancora l’inquietudine di un momento storico in cui vennero raccolti: quello in cui l’artigianato d’arte stava scomparendo. Anni in cui dall’Inghilterra, paese della prima rivoluzione industriale, personaggi come Ruskin e Morris avevano provato – con qualche successo anche commerciale – a reagire a un’estinzione e oscurantismo culturale. Significativa di questo asse anglomilanese e pesarese, di cui Vittoria Mosca Toschi è una importante protagonista, è stata Carolina Amalia di Brunswick, che fu moglie di Giorgio IV del Regno Unito dal 1795, e la sua Regina consorte dal 20 gennaio 1820 alla morte.

Una vita movimentata e dolorosa quella di Carolina che, dopo una visita di due settimane a Brunswick, arrivò in Italia attraversando la Svizzera, passando da una città all’altra; nell’agosto 1877 Carolina, fra l’altro indebitatasi, si trasferì a Villa Caprile a Pesaro.
La Pesaro dei MoscaCassiLeopardi, fu dunque sede anche del destino della più importante democrazia europea.

 

Paolo Montanari

Foto © AI, Comune di Pesaro

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