Crisi russo-ucraina, Israele si candida a mediatore

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Il ministro degli Esteri Lieberman: «La neutralità di Israele in questo conflitto è una base di partenza per la mediazione»

Israele crede che Russia e Ucraina possano intavolare una trattativa, e per questo si offre di mediare per una definitiva soluzione della crisi che ormai da un anno vede Kiev e Mosca ai ferri corti: ne è convinto Avigdor Lieberman (nella foto), ministro degli Esteri del governo Netanyahu. «La neutralità di Israele in questo conflitto rappresenta una buona base di partenza per i tentativi di mediazione, – ha dichiarato in settimana Lieberman durante la sua visita a Mosca – e noi più volte abbiamo annunciato la nostra intenzione di andare oltre le semplici parole».

Nato cittadino sovietico cinquantasei anni fa in Moldavia (allora facente parte dell’Urss), forse proprio per questo Lieberman sembra essere particolarmente coinvolto dai tentativi di pacificazione dell’Ucraina orientale. «Per me, e per quelli come me, non si tratta di una tragedia che riguarda altri. Se solo un paio d’anni fa qualcuno mi avesse detto che Russia e Ucraina sarebbero diventati due Stati nemici, gli avrei consigliato di farsi vedere da un dottore».

Nella capitale russa il ministro degli Esteri israeliano – che per via delle sue origini parla fluentemente il russo – ha incontrato il suo omologo Sergej Lavrov per discutere delle relazioni bilaterali tra i due Paesi, proprio in un momento in cui le violenze nel Sud-Est dell’Ucraina sembrano aver definitivamente affossato le speranze di pace legate agli accordi di Minsk della scorsa estate. L’offensiva sferrata il 18 gennaio dall’esercito ucraino nel Donbass ha trovato un’inattesa resistenza da parte dei russofoni, che nel giro di pochi giorni sono riusciti a riconquistare le posizioni perdute, tanto che Kiev ora rischia seriamente di perdere la strategica città di Mariupol.

Proprio qui, la scorsa settimana, una granata – probabilmente lanciata dai russofoni – ha colpito un mercato facendo più di trenta vittime, che vanno ad aggiungersi alle tredici persone uccise a Donetsk la settimana prima, a bordo di un filobus centrato da colpi di mortaio provenienti, sembra,  dalle aree occupate dai soldati ucraini: le ultime vittime, in ordine di tempo, di un conflitto che in dieci mesi ha provocato migliaia di morti.

Alessandro Ronga

Foto © Wikicommons/Saeimas Kanceleja 2010

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