Summit di 80 sindaci in Vaticano per l’accoglienza dei migranti in Europa

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Incontro internazionale contro l’indifferenza e per la dignità di tutti gli esseri umani che fuggono dalla violenza, dall’esclusione sociale, dalla povertà estrema e dalla malattia

Sono ottanta i sindaci provenienti da tutta Europa che si riuniranno il 9 e 10 dicembre nella Santa Sede presso la Casina Pio IV, sede della Pontificia Accademia delle Scienze, per un incontro intitolato: ”Europa: i rifugiati sono i nostri fratelli”. Spiegano gli organizzatori, in una nota diffusa dalla Sala Stampa Vaticana che: «questo summit è stato convocato per attirare l’attenzione internazionale sulla minaccia alla stabilità mondiale rappresentata dal crescente numero di rifugiati sul nostro pianeta, un numero che al momento supera i 125 milioni». L’incontro è susseguente a quanto Papa Francesco nella sua Enciclica “Laudato sì” ebbe a dire che: «tutti siamo chiamati ad una maggiore conversione verso i fratelli e le sorelle più fragili» sostenendo che dobbiamo fare di più per prevenire le crisi umanitarie prima che queste abbiano luogo.

Nella sua enciclica Bergoglio ci chiede specificatamente di dare priorità a quelle soluzioni che possano portare a risultati tangibili a favore degli emarginati e degli esclusi, che più hanno bisogno del nostro aiuto. Già nell’ottobre scorso le sindache di Madrid, Parigi e Barcellona avevano deciso di sostenere l’incontro inviando una lettera a tutti i colleghi europei per incoraggiarli a partecipare a questo summit internazionale «contro  l’indifferenza e per la dignità di questi esseri umani che subiscono le conseguenze drammatiche della violenza, dell’esclusione, della povertà estrema, della fame o della malattia».

sindaci-400x300Il gruppo dei sindaci italiani è piuttosto numeroso, oltre la sindaca di Roma, Virginia Raggi che aprirà i lavori, vi  parteciperanno: Luigi De Magistris di Napoli, Leoluca Orlando di Palermo, Giorgio Gori di Bergamo, Federico Pizzarotti di Parma, Giusi Nicolini di Lampedusa, Matteo Biffoni di Prato. Dall’Europa arriveranno Manuela Carmena sindaca di Madrid, Ada Colau Ballano di Barcellona, Guillaume Barazzone di Ginevra, Fernando Medina di Lisbona, Michael Muller di Berlino, Corine Mauch di Zurigo, Brendan Carr di Dublino, Frank Jensen di Copenaghen, Spyros Galinos di Lesbo, per citarne solo alcuni.

Durante il summit saranno presentate e valutate una serie di proposte che puntano a ridurre i rischi di una spirale di reazioni catastrofiche nel breve termine; in primis fermare all’origine l’ondata di rifugiati, mettendo fine al conflitto in Siria, non sanzionare la Gran Bretagna per la sua uscita dall’Unione europea, caratterizzata dalla preoccupazione su come vivere l’unità a fronte del consistente arrivo di rifugiati e mancanza di lavoro. Ciò significa accordare maggiore indipendenza e libertà ai Paesi della Ue – sul problema dei rifugiati – pattugliare le frontiere nazionali e dell’Unione europea al fine di accogliere i migranti economici “così come arrivano”. Creare un robusto sistema di assistenza per rifugiati. Creare corridoi umanitari sicuri e certi, riconosciuti a livello internazionale non solo dai Paesi membri dell’Unione europea, ma anche per veicolare i migranti in Paesi meno popolosi quali Australia, Argentina, Brasile, Canada, Stati Uniti, Medio Oriente. Offrire l’amnistia o altri tipi di soluzione ai tanti sprovvisti di documenti inclusi i minori. Ripristinare un senso di giustizia e di eque opportunità nei confronti dei giovani disoccupati e verso le disilluse classi lavoratrici, indebolite dalla crisi finanziaria e dalla precarizzazione del lavoro.

imagesImportante, infine, sarà concentrare le risorse per promuovere lo sviluppo dei Paesi a basso reddito, piuttosto che nella guerra. Tutto questo pone la necessità di passare da una strategia basata sulla difesa e la guerra ad una focalizzata sullo sviluppo sostenibile e globale. Innalzare muri e recinzioni non fermerà i milioni di migranti in fuga dalla violenza, dalla povertà estrema, dalla fame, dalla siccità e da altri mali. E’ necessario quindi che i sindaci promuovano la costruzione di ponti e non di muri, che la loro autorità sia al servizio dello sviluppo sostenibile e globale, della giustizia e della pace. Nel pomeriggio del 9 dicembre i sindaci saranno ricevuti in udienza da Papa Francesco.

 

Giancarlo Cocco

Foto © Pontificia Accademia delle Scienze, Wikicommons

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