Per Hans Kluge, direttore Oms Europa, la seconda ondata sarà peggiore della prima per i Paesi Ue

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Coronavirus, nel mondo 4,4 milioni di casi e 300mila morti

La pandemia di Covid-19 è arrivata alla soglia dei 4,4 milioni di contagi e 300mila morti. Solo negli Stati Uniti i casi sono stati 1,4 milioni e i decessi 85mila. «L’epidemia di coronavirus mostra che l’era della globalizzazione è finita», ha rimarcato il presidente americano Donald Trump, che intanto sul fronte interno ha polemizzato con Anthony Fauci, il massimo virologo americano, definendo “inaccettabile” il suo avvertimento sui rischi di una riapertura prematura. L’epidemia intanto continua a colpire duramente anche il Vecchio Continente. Secondo l’Oms, l’Organizzazione mondiale della Sanità (WHO dall’acronimo inglese World Health Organization) i casi sono 1,78 milioni, il 43% del totale, e i morti il 56%, 160mila.

A preoccupare, ha spiegato il direttore regionale per l’Europa dell’Oms Hans Kluge, è l’allentamento delle restrizioni in 39 Paesi. In Russia ci sono stati 9.974 casi in 24 ore, portando il totale a oltre 252mila, più della metà a Mosca; nel Regno Unito 3.446, 233mila complessivi, e 428 decessi, 33.614 totali, secondo numero più alto dopo gli Stati Uniti. In Spagna 217 nuovi decessi, in aumento rispetto a mercoledì, per un bilancio di 27mila e 229mila contagi. Fuori dall’Europa, l’altro grande malato è il Brasile, che ha registrato 11.385 infezioni in un solo giorno, 192mila totali, e 749 decessi, 13.500 complessivi, mentre in Africa i contagi sono 72mila e i morti 2.400.

Tornando alle analisi dell’Oms Europa, è la stanchezza per le restrizioni alle attività quotidiane che mette a rischio la lotta contro il Covid-19. Perciò l’avvertimento che proviene dai vertici europei dell’Organizzazione mondiale della salute, che oggi sono tornati a insistere sulla necessità di mantenere la vigilanza, rispettare le regole e andare avanti con le misure precauzionali. Altrimenti, hanno spiegato, i «preziosi trionfi» ottenuti finora sono a rischio. «La sfiducia, le teorie del complotto e i movimenti contrari al distanziamento sociale mettono in pericolo le nostre società in un momento chiave», ha insistito il direttore per l’Europa dell’Oms, Hans Kluge.

I Paesi europei dovrebbero attrezzarsi per una seconda ondata di infezioni da coronavirus quest’inverno, che potrebbe essere peggiore rispetto alla prima in termini di morti. L’allarme lanciato da Kluge nasce perché allentando troppo presto le misure di lockdown, non permette di considerare che questo è «il momento di prepararsi, non di festeggiare». Il fatto che il numero di casi di Covid-19 in Paesi come Italia, Francia e Gran Bretagna stia diminuendo non significa che la pandemia sia finita. «Ora l’epicentro della pandemia europea si è spostato nell’est, con l’aumento dei casi in Russia, Ucraina, Bielorussia e Kazakistan», ha ricordato. «I Paesi dovrebbero usare questo tempo in modo saggio e iniziare a rafforzare i sistemi sanitari nazionali, così come le capacità dei loro ospedali, del pronto soccorso e delle unità di terapia intensiva», ha sostenuto Kluge.

 

Fiasha Van Dijk

Foto © OnuItalia.com   Video © Eurocomunicazione/Euronews

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