Eurogruppo, Centeno lascia. Entro il 9 luglio il nome del nuovo presidente

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Dopo le dimissioni del ministro delle Finanze portoghese è aperta la corsa per guidare il coordinamento dei ministri economici dell’Eurozona

Entro il 9 luglio l’Eurogruppo dovrà eleggere il nuovo presidente. Dopo le dimissioni di Mario Centeno da ministro delle Finanze del Portogallo (“comunicate” via Twitter, vedi sotto, ndr) e di conseguenza da guida dell’organismo che riunisce i ministri economici dei 19 Paesi dell’area euro, si sono di fatto aperte le candidature per il prestigioso incarico. Sarà lo stesso presidente portoghese – ancora in carica per il mese di giugno – ad aprire l’iter per la selezione da giovedì prossimo. In pole position pare ci sia la spagnola Nadia Calvino, ministro dell’Economia a Madrid, e conosciuta negli ambienti economici internazionali per diverse posizioni ricoperte negli anni.

Questo è un momento di intense trattative in Europa. Il Recovery Fund proposto dalla Commissione il 19 giugno dovrà passare sotto la lente del Consiglio europeo. Sono in corso negoziati serrati per mandare in porto il Piano per la Ripresa della Von der Leyen da 750 miliardi di euro. Un Plan che la presidente ha agganciato al Bilancio Pluriennale 2021-2027 e che vede ancora ostili Austria, Olanda, Finlandia e Svezia. Da poche ore tra i contrari si è aggiunta anche l’Ungheria di Orban.

Dunque, l’Europa tratta, discute, progetta. E la nomina del presidente dell’Eurogruppo si inserisce in questo quadro. In cui più marcati del solito appaiono i tradizionali schieramenti: Paesi del Nord da un lato, quelli del Sud dall’altro. L’eventuale elezione della Calvino confermerebbe la scelta di dare la presidenza dell’Eurogruppo al blocco del Sud, così come era stato quando la scelta era ricaduta su Centeno. Che ora lascia le istituzioni europee per tornare in Portogallo, sembra alla guida della Banca Centrale. Anche se le indiscrezioni che arrivano da Lisbona parlano di disaccordi tra Centeno e il premier portoghese Costa.

Resta che l’Eurogruppo negli ultimi anni ha assunto un ruolo sempre più importante rispetto alle questioni che poi arrivano sul tavolo dell’Ecofin, il Consiglio dei ministri economici e delle finanze di tutti e 27 i Paesi Ue. In questa fase di emergenza economica, in cui l’Europa deve far fronte alla profonda recessione causata dall’emergenza sanitaria, ulteriori rallentamenti o eventuali dissidi sulla nomina del nuovo presidente non sarebbero auspicabili. La nuova guida, come previsto dai Trattati, dovrà essere eletta dalla maggioranza dei Paesi aderenti, con un mandato di due anni e mezzo.

 

Annamaria Graziano

Foto © Consiglio d’Europa, Twitter

Video © Eurocomunicazione

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