Temi e icone a cavallo tra due millenni
Cosa fa di un’applicazione tecnica dell’ingegno, un’opera d’arte? Il processo di elaborazione interiore che la precede, e che ad essa è sotteso.
La mente
Vale a dire, la tramutazione e trasposizione di una tradizione culturale, latente nella sfera dei sensi, dal piano «dormiente» del flusso della coscienza personale, empirica e storica a quello della produzione attiva, oggettiva, tangibile e reale.
La mano
Sicché l’applicazione tecnica, da mero e semplice esercizio pratico o soluzione operativa ad un problema di un istante, o del quotidiano, o ancora dell’ordinario, diviene testimonianza e medium di un incrocio tra dimensioni della Storia e dell’inconscio. Perfettamente stabilizzata e cristallizzata in un’immagine fedele, reale, puntuale ma permanente. Un racconto per immagini, secondo un linguaggio visivo e visibile che si rivela comunque narrante, novellistico, metaletterario senza proferir parola alcuna.
L’artista
Una tecnica di rappresentazione visiva, quella dell’artista romano Vittorio Calzetta, in arte «Calvi», che trasla dal piano della dimensione prettamente estetica per mutuare, trasbordando e pervadendo, in quella etica ed esistenziale.
Tratto
Una produzione artistica suggestiva e suggerente, provocatoria e provocante. Per essere pienamente compresa e “usufruita”, può e deve essere letta in compendio e in combinato con la mentalità dell’artista. Inscindibilmente connessa in un sillogismo che è prima simbiosi e prima ancora sintesi tra senso e significato. Proprio tale logos è la «casa madre», il tratto distintivo, la collocazione ideale di tale forma di autentica interpretazione e trasposizione del reale.
Poliedrico
Una forma mentis silenziosa, quella di Calvi, saggia e sapiente, silenziosamente osservatrice e pur comunicante. E ancora, recepente, permeata di pulsioni perché profondamente immersa in un sostrato, cui l’artista e autore è fortemente sensibile, di cultura cinematografica, teatrale, televisiva, narrativa, fumettistica e giornalistica.
Oltre la tecnica
Include e attraversa tutto un filone culturale e sociale del medio Novecento, talmente intriso di solida coerenza logica, chiarezza e linearità, da non ammettere contraddizioni. È il segno di una forma di espressione oramai rara, in tale connubio solidale e profondamente sincero. Resiste al conformismo e all’evoluzione costante, tempestiva, irrefrenabile di un’umanità che corre e scorre. In tale inesorabile dinamica perde e disperde frammenti della sua essenza, sino a smarrire il significato primo e autentico e svendere, deprezzare, disprezzare il Senso che le è proprio e che è valore conquistato, quello più prezioso, ma perduto perché superato, travolto, stravolto e trasformato. L’arte di Calvi è questo: un atto di resistenza, un gesto di ribellione.
Ritratti
Tale è la ritrattistica delle più immortali e intramontabili stelle del cinema, della televisione e del teatro. Rigorosamente selezionate per essere ritratte con la tecnica esperta di un disegnatore che, lungi dall’essere un mero riproduttore, si pone in dialogo con il soggetto della rappresentazione. A sua volta deve esso stesso precedentemente aver suscitato un’influenza sull’artista, intercettandone attenzione e sensibilità. Deve acquisire dignità di “soggetto” d’opera e “oggetto” del racconto, influenzandone con la propria esperienza storica la scelta artistica.
Opera-artista
A volte sono le opere d’arte a scegliere gli artisti e questi possono solo decidere se accettare o meno il loro invito. Questo stesso processo di selezione e reciproche influenze è il primo tassello di una relazione ideal-teorica mai univoca ma sempre dialogica, dialogante, bi-direzionale nella fase della realizzazione. Un “testa a testa“(artista–soggetto) che esaurisce la propria spinta creativa solamente quando l’opera giunge a compiutezza.
Esclusività
Quando la stessa opera, a quel punto, cessa di essere questione duale inter-nos per divenire questione universale inter-alia. Dunque rivolta a terzi e con tutt’altro significato. La testimonianza della Storia, la tradizione di un flusso di valori, coscienza, cultura, tradizione, arte e performance che si racchiude e si tiene insieme energicamente in un’unica, sola ed esclusiva opera che a questo punto non può che essere altra cosa, se non opera d’Arte: l’Arte di Calvi. Ma non è la ritrattistica l’unica forma di espressione o il solo linguaggio di un artista poliedrico e sagace.
Mondrian

È anche proteso alla sperimentazione di tecniche varie che incrociano competenze matematiche, logiche, analitiche, metriche ad abilità manuali, pratiche, artigianali. Così nasce, ad esempio, la coraggiosa interpretazione, in una personale riedizione basata su un’attenta ricerca di materiali e cromature, delle composizioni con colori di Mondrian. Il riempimento cromatico è realizzato attraverso la piegatura e applicazione in apposita intelaiatura pre-progettata dallo stesso Artista. Cartoncini colorati applicati in semirilievo conferiscono al complesso dell’opera un effetto tridimensionale e dinamico, quasi illusionistico. Ipnotico, accattivante, emozionante e capace di trasportare l’osservatore nell’immaginario, nel recondito, richiamandolo a se stesso.
Materiali
Altro tratto tipico dell’opera di Calvi è la leggerezza ed essenzialità dei materiali. Cartoncino, matita, e in pochissimi casi leggerissimi supporti pratici, a riprova di una personalità coerente e leale, socialmente responsabile, in armonia con il mondo ma diffidente dalla mondanità. Silente osservatore di uno scenario umano e civile in scorrimento costante e in perenne ricerca di libertà e redenzione.
Francesca Agostino













