Il piccolo borgo montano, tornato a vivere grazie al progetto di cultura che ha valicato i confini, è diventato attrattivo per migliaia di turisti: da luglio 2020 dopo 12 mesi oltre 100.000 presenze turistiche. Intervista al sindaco
A come Aielli, A come arte, anzi street art, piccolo Comune (1.448 abitanti) della Marsica, dell’Abruzzo, dell’Italia che è una culla naturalistica e di arte. Paese che in questi ultimi anni ha richiamato l’attenzione dei più qualificati artisti di strada italiani e internazionali.
Se il più stimato artista di strada del mondo, l’inglese Banksy, decidesse di lanciare uno dei suoi messaggi – così come ha fatto sinora sui muri del mondo – con i temi a lui cari della guerra, del capitalismo, della libertà, dovrebbe approdare ad Aielli per suggellare con la sua arte questo paese della street art.
In attesa di Banksy
È una suggestione, è un auspicio, un sogno, una provocazione perché riteniamo che il pittore dal volto sempre coperto potrebbe con un atto di generosità presentarsi in incognito ad Aielli. Che è pronto ad accoglierlo con discrezione, con ammirazione, con riconoscenza.
Banksy «vuole dare voce alle masse e a chi, altrimenti, non sarebbe ascoltato da nessuno; vuole portare l’arte fuori dai Musei, rendendola parte del nostro vivere quotidiano».
Murales dedicato a Dante

Aspettando Banky, vi si è recato il 24 giugno il ministro per i Beni culturali e ambientali, Dario Franceschini, all’inaugurazione del murales dedicato a Dante Alighieri. «La Costituzione è la carta fondativa della nostra Repubblica e Dante è il padre dell’Italia che l’ha immaginata molto prima che nascesse da un punto di vista giuridico», ha sottolineato Franceschini.
Costituzione sui muri
«È bello che Aielli abbia abbracciato la tradizione della street art e dei murales per rendere vive le proprie case: prima con il testo della Costituzione sui muri, poi con il libro Fontamara di Ignazio Silone e oggi con la Divina Commedia per le celebrazioni dei settecento anni dalla morte del Sommo Poeta.
È davvero una grande idea che attrarrà molti visitatori e turisti. C’è un enorme patrimonio di piccoli borghi ma straordinariamente belli nel nostro Paese che ha bisogno di essere valorizzato e per questo nel Recovery Plan abbiamo previsto un miliardo di euro per i borghi italiani, che sono una ricchezza incredibile dell’Italia e Aielli ne è un modello» ha concluso il ministro.
Tutto cominciò nel 2017
È partita in sordina nel 2017, con un approccio low profile, l’avventura di un piccolo paese che attraverso i murales ha intrapreso la strada della riscossa, street art come redenzione, come creazione di un museo a cielo aperto. È il Borgo Universo con i suoi 30 murales di arte.
Apprezzato dal cinema
Nel 1979 Aielli era stata scelta come location del film diretto da Carlo Lizzani “Fontamara” con Michele Placido, tratto dal libro di Ignazio Silone; per ospitare 30 anni dopo il regista e attore Germano Di Mattia (nato ad Avezzano a pochi chilometri da Aielli) che ha girato alcune scene del film documentario “The Celestinian code” sulla vita di Pietro da Morrone divenuto Papa col nome di Celestino V.
Lungo quegli antichi borghi dell’Abruzzo cari a Gabriele d’Annunzio e Ignazio Silone si respira un’aria di religiosità sempre presente. «Nel quadro severo delle sue montagne e nelle difficili condizioni di esistenza da esse determinate, il profilo spirituale dell’Abruzzo è stato modellato dal cristianesimo: l’Abruzzo è stato, attraverso i secoli, prevalentemente una creazione di santi e di lavoratori», così scriveva Ignazio Silone nell’introduzione alla pubblicazione “Abruzzo e Molise” del Touring Club Italiano del 1948.
Record di presenze turistiche
Nel quadro storico della Marsica, Aielli è un paese geneticamente modificato dopo il terremoto del 13 gennaio 1915 che ha distrutto interi paesi provocando la morte di oltre 30.000 persone!
Di quel paese è rimasto poco o nulla, perché il patrimonio storico e architettonico è stato cancellato, è rimasta soltanto la Torre a testimonianza di quella tragedia. Nei decenni successivi, la ricostruzione lenta senza piano regolatore, senza avere un’idea di paese sino ad arrivare ad oggi che per la lungimiranza di un giovane sindaco il paese è ritornato a vivere con le numerose presenze turistiche nazionali e internazionali, anzi con un record di presenze che non ha riscontro nella storia di Aielli: da luglio 2020 a luglio 2021 sono state superate le 100.000 presenze. E proprio il turismo è la strada da percorrere insieme con la popolazione per arrivare a produrre ricchezza e a una stabilità economica tale da arrestare l’emigrazione, fermare i giovani nel paese.
L’intervista
Oggi c’è Aielli Alto (sede del Municipio a 1.021 metri sul livello del Mare) e Aielli Stazione (782 metri di altitudine) costruito negli anni Trenta del Novecento lungo la ferrovia che collega Roma a Pescara.
Abbiamo voluto intervistare il sindaco, Enzo Di Natale, al suo secondo mandato di amministratore della cosa pubblica.
Paese di quasi 1500 abitanti, proiettato a livello nazione e internazionale: merito soltanto della street art?
«Non è merito solo della street art, ma di una strategia che abbiamo implementato e di scelte coraggiose, di coincidenze e di un po’ di fortuna», ci spiega il giovane sindaco nella sua stanza del Municipio. «Ma alla base c’è stata la strategia di puntare, di creare un progetto basato sulla cultura, avvalendoci di professionalità interne ed esterne. Abbiamo provato a trasformare Aielli in un laboratorio a cielo aperto in cui la cultura è l’architrave del progetto. La street art intesa non come sistemazione di aree abbandonate, ma come creazione di un museo a cielo aperto: non da utilizzare per dipingere pareti grigie, periferiche, ma come tele per farle affrescare dai migliori artisti nazionali e internazionali».
Un giovane sindaco, come se ne incontrano molti oggi nella Marsica (Tagliacozzo in primis), che ha fatto la scelta dell’accoglienza, del turismo come volano dell’economia del paese.
Cosa è Aielli oggi per la Marsica?
«Per la Marsica è un punto di riferimento visto che qualche giorno fa è stata dipinto sui muri di una scuola di Villa San Sebastiano un soggetto ispirato a uno dei murales di Aielli. Ha dato impulso a una serie di iniziative che si stanno sviluppando nei paesi limitrofi e oltre. Anche nei piccoli borghi anonimi, abbandonati si può rinascere tramite investimenti pubblici, idee, fantasia, sinergie con la comunità. Stiamo provando a ravvivare il paese: siamo passati dal coma, alla terapia intensiva, a uno stadio di normalità».
Arrivano anche rappresentanti delle ambasciate per portare (e ricevere) quale messaggio?
«Aielli è diventato un luogo importante dell’Abruzzo per l’esplosione dei suoi colori, per la particolarità del museo a cielo aperto, per questa identità che altri paesi non hanno, una location perfetta per tutta una serie di discorsi. Un luogo di arte che si presta a qualcosa di diverso.
Il ministro Dario Franceschini è rimasto piacevolmente impressionato da questo piccolo borgo per il fatto di aver scritto su di un muro per intero la Costituzione italiana, la Divina Commedia per intero con tutti i canti e il romanzo “Fontamara” di Ignazio Silone, l’apostolo dei “cafoni”. Un piccolo borgo attraverso la cultura è diventato attrattivo, una calamita per decina di migliaia di turisti e ci ha indicato come modello da seguire per tutti i borghi. Il ministro è rimasto piacevolmente sorpreso così come l’ambasciatrice della Palestina, di Israele, i funzionari dell’ambasciata di Spagna. È un’Italia diversa che vengono a vedere».
A quest’opera di trasformazione culturale e sociale ha fatto riscontro un aumento delle presenze turistiche?
«Abbiamo dei parametri oggettivi e stime: da luglio 2020 a luglio 2021, pur con tutta l’incertezza dovuta al Covid, abbiamo superato le 100.000 presenze. Un dato storico! Ci sono famiglie che partendo dal nord Italia, dalla Svizzera, dalla Germania, per recarsi in Puglia o nelle altre regioni del Sud, decidono di fare tappa ad Aielli, lo includono nel loro tour. Ma anche coloro che visitano l’Abruzzo inseriscono Aielli come paese da visitare così come Tagliacozzo, Santo Stefano di Sessanio».
Gli artisti che arrivano da quale richiamo sono mossi?
«Sono mossi dalla nostra chiamata, dal progetto. Sono artisti con i loro cachet, le loro proposte; investiamo nell’arte e nell’installazione. Questi anni sono stati dedicati alla street art, il prossino anno potrebbe essere la scultura: vogliamo implementare il nostro museo a cielo aperto».
Aielli come raduno degli artisti di strada da ogni parte del Mondo?
«Una piccola Woodstock in cui diventi eco, qualcosa di leggendario da raccontare, da veicolare».
Dopo l’intervista, il sindaco ci ha lasciato perché: «il 13 agosto, con quaranta gradi a mezzogiorno si può scegliere se andare al mare o se fare la guida turistica. Se però il reparto di terapia intensiva neonatale dell’ospedale San Salvatore dell’Aquila decide di fare tappa ad Aielli non puoi tirarti indietro. Fare da Cicerone, in casi eccezionali, è sempre un piacere».
Enzo Di Giacomo
Foto © Enzo Di Giacomo (in apertura l’Opera di Okuda San Miguel inserita da Widewalls fra i 50 murales più belli al mondo realizzati nel 2019)













