Il ruolo delle donne musiciste nelle corti rinascimentali

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L’emancipazione femminile vista attraverso il concerto delle donne offerto dalle Innsbrucker Festwochen der Alten Musik al castello di Ambras

Sovente ritenute marginali nel panorama artistico cinquecentesco, eluse dalle narrazioni ufficiali, le donne hanno in realtà ricoperto un ruolo non secondario nelle corti del Rinascimento. La loro lotta per l’affermazione è un capitolo sovente dimenticato, ma non trascurabile, nella storia della musica.

Il Concerto delle Donne

Le Innsbrucker Festwochen der Alten Musik hanno voluto omaggiare le musiciste cinquecentesche, la loro forza e la loro tenacia, mediante un concerto ospitato nella Spanischer Saal del castello di Ambras. Protagonista l’Ensemble Between the Strings, interamente composto da donne, che accompagnava Dorothee Mields e Barbara Zanichelli, soprani, insieme al mezzosoprano MarieClaude Chappuis.

La corte ferrarese

Nel 1580, nella raffinatissima corte ferrarese di Alfonso II, si costituisce per la prima volta il Concerto delle Donne. Le loro esibizioni sono riservate ai membri della corte e ai loro ospiti più illustri. Il nucleo originario, formato da Laura Peverara, Anna Guarini e Livia d’Arco, si arricchisce in seguito di nuove artiste. Lo stesso duca è solito regalare alla consorte Margherita Gonzaga, sposata in terze nozze, composizioni madrigalistiche, a testimonianza della rilevanza assoluta della musica sotto il suo governo.

Il virtuosismo vocale

Pur in grado di governare con maestria diversi strumenti, come l’arpa, il liuto o la viola, e capaci di danzare partecipando ai balletti di corte, queste musiciste vengono esaltate per il loro virtuosismo vocale, per la capacità di portare il gusto dell’ornamentazione alle sue estreme conseguenze. La loro bravura è tale da ispirare l’estro dei compositori coevi, non ultimo Monteverdi.

L’indipendenza economica

Le donne musiciste hanno un loro appartamento nel palazzo ducale, e vengono regolarmente retribuite. Un segno notevole di emancipazione, se pensiamo che ancora l’Aretino considerava l’arte dei suoni affidata alle donne strumento di perdizione e di lussuria. In realtà le musiciste studiano con costanza e interpretano il proprio ruolo con estrema serietà e impegno.

Le altre corti

Seguendo l’esempio ferrarese, altre corti accolgono le virtuose del bel canto. A Venezia l’emancipazione femminile viene garantita da una legislazione all’avanguardia riguardo la proprietà fisica e intellettuale. A Firenze, dove la presenza di brave musiciste è considerata elemento distintivo, grande successo ottiene Vittoria Concarini Archilei, detta la Romanina. Qui nasce il Concerto Caccini, ispirato dall’esempio ferrarese. Francesca Caccini detta la Cecchina, figlia del celebre compositore Giulio, coltivò rapporti con Michelangelo Buonarroti e Artemisia Gentileschi, assurgendo a un ruolo di rilievo nell’Europa del tempo. Nel 1568 Maddalena Casulana, la quale svolge la sua opera al servizio dei Medici, pubblica addirittura Il Primo Libro di Madrigali, in aperta concorrenza con i suoi omologhi maschili. Una storia foriera di sviluppi troppo ampi per essere riassunta in questa sede.

Il Concerto al castello di Ambras

Di questa rilevanza femminile si è voluta dare incarnazione, offrendo al pubblico una serata interamente dominata dalle donne. L’arpista Margret Köll, alla guida del proprio complesso strumentale, ha voluto riportare in vita un intero mondo, all’epoca accessibile a pochi e oggi dimenticato da molti. Programma ampio, con composizioni madrigalistiche di Luzzasco Luzzaschi, Giulio Caccini, Carlo Gesualdo, Claudio Monteverdi e Luigi Rossi, alternate a brani strumentali di Frescobaldi, Bassani e Salamone Rossi. Esecuzione estrosa e arricchita dalla verve attoriale delle tre protagoniste vocali. Successo enorme in una sala piena in ogni ordine di posti.

 

Oksana Tumanova

Foto © Leo Binder

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